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Anno III, Comunicato  del  giugno  2008

 

 

Torino rosso e cretino...

Gli studenti del"collettivo autonomi" dell'università di Torino hanno impedito con la

forza e con la complice ignavia della polizia che non è intervenuta, che la studentessa di "Azione Giovani" Augusta Montaruli desse gli esami di procedura penale.

 

Al grido di "fuori dall'università i nazifascisti" ( categoria politica che esiste solo nelle teste vuote degli autonomi collettivi) Augusta, che essendo di A.N. è una fiera antifascista, è stata fronteggiata dalla canea urlante che non le ha lasciato il passaggio

per recarsi a sostenere l'esame!

 

La polizia si è semplicemente frapposta, ma NON ha impedito il compiersi di un reato e saremmo curiosi di sapere se qualcuno abbia provveduto a denunciare il comandante del reparto, responsabile per omissione di atti di ufficio se non per complicità!

 

Il fatto è diventato talmente consueto nelle università italiane, pur nella sua ottusa ferocia ( ma dai collettivi di sinistra non ci aspettiamo certo sprazzi di intelligenza e di fantasia..) che quasi non fa più notizia in senso giornalistico.

 

Evidentemente la disfatta da Waterloo della sinistra radicale nelle ultime elezioni, che è stata, lei sì, estromessa dalla mano popolare dalla scena politica e cacciata dai luoghi istituzionali del Paese, le ha provocato e le provoca isterismi da vecchia inacidita zitella e la spinge a comportamenti da '68 che non pagarono allora e che non pagheranno oggi.

 

Verosimilmente i comunisti non riescono a discostarsi, dopo quasi un secolo, da quelle insulse teorie rivoluzionarie di Lenin che già a suo tempo fallirono. Lenin diceva che se non esiste un contrasto di classe, il vero rivoluzionario crea la situazione ed il casus belli per determinarlo.

 

In Russia, nel 1917, la situazione di contrasto c’era già, eccome, e coloro che si illusero di averla creata avevano solamente innescato una carica esplosiva che era pronta da decenni né, dopo di allora, tale situazione si ripeté e TUTTE le prese di potere del comunismo avvennero “Manu militari” o tramite guerre di indipendenza e non tramite rivoluzioni popolari!

 

Se i comunisti italiani credono di creare in Italia una situazione rivoluzionaria, allora sono degli illusi e dei visionari. Lo sono stati nel ‘68 e lo sono nuovamente oggi …!

 

Questi studentelli boriosi e cretini che ragionano solo per slogan non sapendo elaborare un pensiero critico autonomo ( nonostante il nome dei collettivi..) ce li troveremo tra qualche anno, come già accade per quelli del '68, pentiti, inquadrati e riciclati nelle strutture della borghesia più retriva e conservatrice oppure a fare da portaborse o da addetto stampa a qualche onorevole Berlusconiano o leghista ( se qualcuno ha dei dubbi, possiamo fornire un elenco....).

 

Lo scandalo è che lo Stato permetta a quattro imbecilli facinorosi di turbare l'andamento della vita accademica delle nostre università ( nostre anche perchè le paghiamo noi..) e di impedire l'esercizio di una libertà garantita dalla legge ad una studentessa che non ha dato il cervello all'ammasso rosso...

 

Alessandro Mezzano

 

giugno 2008

 

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