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Tre testi fondamentali sulla Palestina
-
Ilan Pappe La
pulizia etnica della Palestina
YITZHAK LAOR
-
IL NUOVO FILOSEMITISMO EUROPEO E IL "CAMPO DELLA PACE" IN
ISRAELE
-
Aharon Shabtai
Politica (Poesie scelte 1997 – 2008)
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1
- Ilan Pappe La
pulizia etnica della Palestina
La verità storica sconvolgente della nascita dello Stato di
Israele
prezzo 16 euro (prezzo di copertina 19 euro)
a cura
di Luisa Corbetta e Alfredo Tradardi
Per le
recensioni andare a
http://www.fazieditore.it/scheda_Libro.aspx?l=1098
Nel 1948
nacque lo Stato d’Israele. Ma nel 1948 ebbe luogo anche la
Nakba (‘catastrofe’), ovvero la cacciata di circa 750.000
palestinesi dalla loro terra. La vulgata israeliana ha sempre
narrato che in quell’anno, allo scadere del Mandato britannico
in Palestina, le Nazioni Unite avevano proposto di dividere la
regione in due Stati: il movimento sionista era d’accordo, ma
il mondo arabo si oppose; per questo, entrò in guerra con
Israele e convince i palestinesi ad abbandonare i territori –
nonostante gli appelli dei leader ebrei a rimanere – pur di
facilitare l’ingresso delle truppe arabe. La tragedia dei
rifugiati palestinesi, di conseguenza, non sarebbe
direttamente imputabile a Israele. Ilan Pappe, ricercatore
appartenente alla corrente dei New Historians israeliani, ha
studiato a lungo la documentazione (compresi gli archivi
militari desecretati nel 1988) esistente su questo punto
cruciale della storia del suo paese, giungendo a una visione
chiara di quanto era accaduto nel ’48 drammaticamente in
contrasto con la versione tramandata dalla storiografia
ufficiale: già negli anni Trenta, la leadership del futuro
Stato d’Israele (in particolare sotto la direzione del padre
del sionismo, David Ben Gurion) aveva ideato e programmato in
modo sistematico un piano di pulizia etnica della Palestina.
Ciò comporta, secondo l’autore, enormi implicazioni di natura
morale e politica, perché definire pulizia etnica quello che
Israele fece nel ’48 significa accusare lo Stato d’Israele di
un crimine. E nel linguaggio giuridico internazionale, la
pulizia etnica è un crimine contro l’umanità. Per questo,
secondo Pappe, il processo di pace si potrà avviare solo dopo
che gli israeliani e l’opinione pubblica mondiale avranno
ammesso questo “peccato originale”.
Indice
Prefazione
1.
Una “presunta” pulizia etnica
2.
Gli sforzi per uno Stato esclusivamente ebraico
3.
Spartizione e distruzione: la Risoluzione 181 e il suo
impatto
4.
Portare a termine un master plan
5.
Il programma per la pulizia etnica: il Piano Dalet
6.
La finta guerra e la vera guerra in Palestina
7.
L’escalation delle operazioni di pulizia: giugno –
settembre 1948
8.
Completamento dell’operazione: ottobre 1948 – gennaio
1949
9.
Il brutto volto dell’occupazione
10.
Il memoricidio della Nakba
11.
La negazione della Nakba e il “processo di pace”
12.
La fortezza Israele
Epilogo
2
- YITZHAK
LAOR
IL NUOVO FILOSEMITISMO EUROPEO E IL "CAMPO DELLA PACE" IN
ISRAELE
Le Nuove
Muse 2008, prezzo 16 euro (prezzo di copertina 18 euro)
Tra gli
scritti recenti di Yitzhak Laor, Reflection on the Study of
History è un
saggio
satirico dove si raccomanda che i generali responsabili della
prima guerra in Libano non possano più partecipare ad altre
azioni militari; il testo è stato scritto nel 2006, quattro
mesi prima dell'ultima, devastante guerra di Israele in
Libano. Il Nuovo Filosemitismo Europeo è il suo ultimo
saggio, uscito nell'autunno del 2007. In esso, l'Autore
denuncia la politica militare e oppressiva di Israele verso i
Palestinesi, la strumentalizzazione propagandistica della
stessa Shoah in funzione antiislamica e antiaraba, per
contrastare l'immigrazione in Europa, in accordo con i
progetti imperialisti degli USA e gli interessi
neocolonialisti dei paesi occidentali. Un processo di
mistificazione sostiene la violenza nei territori occupati,
l'apartheid in Israele nei confronti dei cittadini arabi, le
discriminazioni interne a Israele contro la "minoranza"
sefardita, che pure rappresenta il 60 % della popolazione!
La
responsabilità della propaganda ipocrita e bellicosa ricade
anche su intellettuali israeliani che si presentano come
"pacifisti", i "laburisti di servizio", tra i quali David
Grossman, Amos Oz, Abraham B. Yeoshuah.
Quegli
scrittori, laici e laburisti, travestiti da uomini di pace,
che in Israele si proclamano "campo della pace", sono
soprattutto preoccupati, tanto laggiù quanto in Occidente, di
essere considerati parte viva dell'intelligentia
occidentale. Con quell'obiettivo, assumono il ruolo di
esorcizzare, per conto dell'opinione pubblica europea, l'odio
e la paura per l'Islam e per gli Arabi e il compito
riconosciuto di garantire in Medio Oriente un baluardo in
difesa della civiltà occidentale che in cambio accoglie anche,
con convenzionale e unanime favore, i modi ipocriti della
propaganda diffusa da tutte le loro opere.
Yitzhak
Laor
Yitzhak
Laor è nato nel 1948 a Padres Hannah, in Palestina, un anno
prima che diventasse territorio israeliano. Si è laureato
all'Università di Tel Aviv in Letteratura e Teatro. Lavora e
scrive a TeI Aviv, come poeta, drammaturgo, romanziere. È
editorialista e critico letterario del prestigioso quotidiano
Haaretz. Ha pubblicato una dozzina di volumi di poesia,
romanzi, commedie e novelle; alcuni saggi. Il suo lavoro è
tradotto in più di dieci lingue, tra cui l'arabo. Nel 1972 ha
scontato sei mesi di detenzione, per diserzione dalle armi (refusing),
durante le azioni di occupazione militare. Negli anni '80, ha
scritto una poesia che condannava la guerra dell'esercito
israeliano in Libano, che ebbe risonanza internazionale. Nel
1985 la censura israeliana impedì la diffusione del suo lavoro
Ephraim Goes Back to the Army. Laor portò il caso alla
Corte Suprema dello Stato d'Israele, che dispose all'istituto
Film and Play Censorship Board la cancellazione del
provvedimento. Nel 1990 il primo ministro Yitzhar Shamir ha
rifiutato di firmare il Prime Minister's Prize of Poetry,
che gli era stato attribuito.
3
- Aharon Shabtai
Politica
(Poesie scelte 1997 – 2008)
Multimedia Edizioni 2008, via del Convento, 73 - 84081
Baronissi (SA)
Il
volume è parte dei progetti di Casa della poesia ed è
realizzato in collaborazione con ISM-Italia (International
Solidarity Movement – Italia)
prezzo 13 euro
Aharon
Shabtai,
nato nel 1939, è uno dei maggiori poeti israeliani
contemporanei Ha studiato Greco e Filosofia alla Hebrew
University, alla Sorbona e a Cambridge. Insegna letteratura
ebraica all’Università di Tel Aviv. Molte sue poesie politiche
sono state pubblicate nel supplemento letterario settimanale
del quotidiano israeliano Ha’aretz e hanno provocato lettere
di sdegno all’editore e minacce di cancellare abbonamenti.
Espressioni come: “Voi leggete l’Haggadah /come maiali/ (...)
Uscite fuori a guardare:/gli schiavi si stanno sollevando”,
hanno creato a Shabtai seri problemi in patria.
La
responsabilità principale di un poeta, secondo Shabtai, è —
almeno a livello letterario — freschezza, attenzione e
sorpresa. E quando le cose precipitano, lo scrittore
responsabile non può non applicare questi valori al meno
piacevole e forse il più scivoloso dei soggetti letterari — la
politica e gli affari pubblici.
“Nei
tempi oscuri è possibile ancora cantare?” si domandava Bertolt
Brecht. “Sì,” si rispondeva “bisognerà cantare dei tempi
oscuri”.
Prefazione di Egi Volterrani
Questa
raccolta di poesie di Aharon Shabtai esce in un momento per
molti aspetti particolare, che può pregiudicarne una fruizione
attenta a tutte le articolazioni del discorso poetico e alla
ricerca formale, spesso innovativa e disinvolta che l’Autore
porta avanti con determinazione, pur affrontando spesso temi
di impegno civile che facilmente possono spostare l’attenzione
e la sensibilità del lettore nel campo dell’emozione e della
drammaticità del messaggio comunicato.
La
pesante, difficile particolarità congiunturale, determinata
sia dall’iniziativa politica e sia dal comportamento
internazionale dello stato di Israele – l’ambito sociale dove
si sviluppa quotidianamente l’attività del poeta – si complica
in questi giorni per le polemiche suscitate in Francia e in
Italia dall’invito allo stato di Israele come ospite d’onore
delle fiere internazionali del libro di Parigi1 e di Torino.
L’invito è stato sollecitato dalla diplomazia israeliana, e
conseguentemente formulato dagli interlocutori europei, in
occasione del sessantesimo anno dalla fondazione dello Stato
Ebraico. L’iniziativa si qualifica immediatamente come “di
parte”, sia rispetto alla situazione conflittuale che si
registra in Medio Oriente, tra Israele e Palestina, e sia
rispetto alla disputa politica interna alla società
israeliana, dove l’opposizione alla linea aggressiva e
oppressiva del governo attuale è da quello stesso governo
duramente conculcata, per non dire perseguitata.
In
questa situazione, le composizioni di Aharon Shabtai potranno
incontrare polemiche e provocare fraintendimenti che non
gioveranno, forse, a una lettura critica intesa soprattutto a
cogliere la caratterizzazione molto originale della scrittura
di uno dei più interessanti poeti contemporanei di ispirazione
“civile”. La struttura stessa della compilazione, che mette
insieme versi di raccolte recenti, è organizzata in modo
attentamente significativo.
Dopo
alcuni componimenti che documentano un sottofondo generale, un
ambiente ostile e coercitivo (Aeroporto Ben Gurion, Sharon, Il
muro…), si liberano a sorpresa brevi, lineari ed eleganti
invocazioni, le preghiere che auspicano la sconfitta
dell’esercito di Israele impegnato nella recente guerra del
Libano. Inaspettatamente, queste preghiere si organizzano in
un canto. “È possibile cantare in tempi oscuri? – Si domandava
Bertolt Brecht – Si può cantare l’oscurità dei tempi”.
Poi, il
canto di Aharon Shabtai si sviluppa su altri temi,
dell’attualità o della memoria, con la stessa linearità,
traendo ispirazione – con incredibile immediatezza, verrebbe
da dire “freschezza” – da frammenti di una realtà quotidiana,
intima ed evocativa, che si definiscono dettagliatamente
emergendo dal marasma di un paesaggio di guerra, sconvolto
dalla violenza o reso impenetrabile dalla devastazione – e
magari congelato da un implicito giudizio morale, determinato
soltanto con la scelta icastica di parole che non giudicano,
dicono. La parola del poeta comunica al lettore le sensazioni
della sua attenta partecipazione a una realtà difficile, a
volte colta soltanto attraverso la struggente incongruità di
particolari sorprendenti.
Elenco
delle biblioteche italiane che hanno in dotazione il saggio
di Ilan Pappe “La pulizia etnica della Palestina” al 12
ottobre 2008
AL0114
TO049 Biblioteca civica Giovanni Canna - Casale Monferrato -
AL
1.
[P] PZ0133 BASPZ Biblioteca nazionale di Potenza -
Potenza - PZ
2.
BG0366 LO104 Sistema bibliotecario urbano di Bergamo -
Bergamo - BG
3.
BI0043 TO0G6 Biblioteca della Comunita' monastica di
Bose - Magnano - BI
4.
[P] BO0098 UBOBU Biblioteca universitaria di Bologna -
Bologna - BO
5.
BO0285 UBOAI Biblioteca del Centro studi e informazioni
Amilcar Cabral - Bologna - BO
6.
BO0563 UBOSB Biblioteca Sala Borsa - Bologna - BO
7.
[P] CA0010 CAGSS Biblioteca comunale di studi sardi -
Cagliari - CA
8.
[P] CA0167 CAGFP Biblioteca centrale della Facolta' di
scienze politiche dell'Universita' di Cagliari
9.
[P] CB0007 MO1BP Biblioteca provinciale Pasquale Albino
- Campobasso - CB
10.
CN0037 TO050 Biblioteca civica - Cuneo - CN
11.
[P] CN0065 TO055 Biblioteca civica - Mondovi' - CN
12.
LC0035 LO131 Biblioteca comunale Uberto Pozzoli - Lecco
- LC
13.
[P] MI0185 MILNB Biblioteca nazionale Braidense -
Milano - MI
14.
MI0270 LO105 Biblioteca-Archivio della Fondazione
Giangiacomo Feltrinelli - Milano - MI
15.
MI1155 LO123 Sistema bibliotecario urbano - Milano - MI
16.
MO0120 MODSA Biblioteca comunale - Sassuolo - MO
17.
MO0127 MODVG Biblioteca comunale Francesco Selmi -
Vignola - MO
18.
[P] NA0079 NAPBN Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele
III - Napoli - NA
19.
PR0198 PARUB Biblioteca Umberto Balestrazzi - Parma -
PR
20.
[P] RA0030 RAVOR Biblioteca di storia contemporanea -
Ravenna - RA
21.
RM0255 IEI02 Biblioteca di storia moderna e
contemporanea - Roma - RM
22.
[P] RM0280 RML01 Biblioteca universitaria Alessandrina
- Roma - RM
23.
RM0617 RMBB1 Biblioteca comunale Villa Leopardi - Roma
- RM
24.
TO0306 TO067 Biblioteca Emanuele Artom della Comunita'
ebraica - Torino - TO
25.
[P] TR0032 UM109 Biblioteca comunale - Terni - TR
26.
VA0116 LO103 Biblioteca civica - Varese - VA
27.
VT0051 RMSO9 Biblioteca comunale Dante Alighieri -
Tarquinia - VT
dall'Agenzia InfoPal.it |