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Israele accusato di crimini di guerra per
un’assalto di 12 ore su un villaggio di Gaza
Bandiere bianche ignorate e case demolite con intere
famiglie all'interno, affermano i residenti
di Fida Qishta e Peter Beaumont,
guardian.co.uk
Traduzione italiana a cura di Dan Scott per
www.TerraSantaLibera.org

Domenica 18 gennaio 2009
Israele e’ sotto accusa per aver perpetrato una serie di crimini di
guerra nel corso di un prolungato assalto di 12 ore, su un villaggio
nella parte meridionale di Gaza, la scorsa settimana, in cui sono morte
14 persone.
Le testimonianza raccolte dai residenti del villaggio di Khuza'a dal
giornale Observer, sostengono che i soldati israeliani entrando nel
villaggio:
• hanno demolito case con civili all'interno;
• hanno ucciso civili che cercavano di fuggire sventolando bandiere
bianche;
• hanno aperto il fuoco su un’ambulanza che stava tentando di
raggiungere i feriti;
• hanno abusato indiscriminatamente della forza in una zona civile
sparando proiettili al fosforo bianco.
Se le accuse sono fondate, tutti questi avvenimenti costituiscono
violazioni delle convenzioni di Ginevra.
Le denunce su quanto e’ accaduto a Khuza'a, seguono le ripetute
affermazioni di possibili violazioni dei diritti umani da parte della
Croce Rossa, delle Nazioni Unite e delle Organizzazioni per i Diritti
Umani.
L'esercito israeliano ha annunciato ieri che, indagini "al più alto
livello", sono in corso su cinque altri attacchi contro i civili a Gaza;
attacchi rivolti a due strutture delle Nazioni Unite e ad un ospedale.
Hanno inoltre aggiunto che in tutti i casi presi in considerazione, le
indagini preliminari hanno evidenziato che i soldati hanno agito per
rispondere al fuoco. "Queste affermazioni di crimini di guerra non sono
supportate dal minimo elemento di prova", ha detto Yigal Palmor, un
portavoce del ministero degli esteri israeliano.
Preoccupazione su quanto è avvenuto nel villaggio di Khuza'a nelle prime
ore di Martedì, è stata manifestata in prima istanza da un gruppo
israeliano che si occupa di diritti umani,il B'Tselem. Sebbene un
portavoce militare israeliano ha detto "non ho alcuna informazione che
questo presunto incidente, abbia avuto luogo", le testimonianze raccolte
da l'Observer sono coerenti e confermano le denunce raccolte da
B'Tselem.
C'è, inoltre, una forte e ben visibile prova che Khuza'a è finita sotto
un attacco sostenuto da carri armati e bulldozer,e lo dimostrano alcuni
edifici ridotti a pezzi.
Le foto scattate subito dopo l’accaduto dal fotografo Bruno Stevens,
mostrano i pesanti danneggiamenti ed il fosforo che sta ancora
bruciando. "Quello che posso dirvi è che molte, molte case sono state
colpite e che per farlo hanno usato il fosforo bianco", ha detto ieri
Stevens, uno dei primi giornalisti occidentali entrati in Gaza. "Sembra
sia stata una violenza indiscriminata". Stevens ha inoltre aggiunto, che
le case vicino al villaggio che non sono state direttamente colpite dai
colpi infuocati sono state incendiate.
Il villaggio di Khuza'a è situato a circa 500 metri dal confine con
Israele. Secondo il B'Tselem, un suo inviato a Gaza è stato contattato
Martedì scorso da un abitante del villaggio, Shafik Munir Al-Najar, il
quale ha affermato che i bulldozer israeliani avevano iniziato a
distruggere le case alle 2:30 di notte.
Quando Rawhiya al-Najar, 50 anni,é uscita di casa sventolando una
bandiera bianca, in modo che il resto della famiglia potesse abbandonare
la casa, è stata presumibilmente uccisa dai soldati israeliani
stazionati nelle vicinanze.
Il secondo presunto incidente è avvenuto martedì pomeriggio, quando le
truppe di Israele hanno ordinato a 30 residenti di lasciare le loro case
e raggiungere a piedi una scuola situata nel centro del villaggio. Dopo
aver compiuto 20 metri, le truppe hanno presumibilmente sparato sul
gruppo, uccidendone tre.
Ulteriori dettagli di quanto é accaduto sono emersi nel corso di
un’intervista ad un corrispondente palestinese che ha iniziato a
lavorare per l'Observer, in seguito alla decisione di Israele di vietare
ai mass media stranieri l’ingresso nella Striscia di Gaza. Iman
al-Najar, 29, ha detto di aver visto come i bulldozer abbiano cominciato
a distruggere il quartiere e di come gli abitanti del villaggio siano
fuggiti terrorizzati dalle loro case crollate.
"Alle 6 del mattino i carro armati e i bulldozer hanno raggiunto la
nostra casa", ricorda Iman. "Siamo andati sui tetti e abbiamo cercato di
dimostrare che eravamo civili sventolando bandiere bianche. Ognuno di
noi aveva una bandiera bianca. Abbiamo detto loro che eravamo civili.
Non eravamo armati. I soldati hanno iniziato a distruggere le case,
anche se la gente era dentro. " Descrivendo la morte di Rawhiya, Iman
dice che I soldati israeliani hanno ordinato loro di dirigersi al centro
della cittá. Appena si sono mossi, le truppe israeliane hanno aperto il
fuoco. Rawhiya era nella parte anteriore del gruppo, ha detto Iman.
Marwan Abu Raeda, 40 anni, un paramedico che lavora per l'ospedale di
Nasser Khan Younis, ha dichiarato: "Alle 8 di mattina abbiamo ricevuto
una telefonata da Khuza'a. Ci hanno riferito della donna ferita. Andai
immediatamente. Ero lontano 60 o 70 metri dalla donna ferita quando le
forze israeliane hanno iniziato a sparare contro di me ". Come ha
svoltato in un'altra strada, è finito nuovamente sotto il fuoco nemico.
Dodici ore più tardi, quando Rawhiya è stata finalmente raggiunta, era
giá morta.
Iman ha detto che lei era finita in una zona di macerie dove un folto
gruppo di persone era sprofondato in un buco sommerso dalle macerie
delle case demolite. È stato allora che le ruspe hanno cominciato a
spingere le macerie da ogni lato. "Volevano seppellirci vivi", ha detto.
Traduzione italiana a cura di Dan
Scott per
www.TerraSantaLibera.org
Link a questa pagina :
http://www.terrasantalibera.org/Tsahal12oreAssaltoVillaggio.htm
Link originale :
www.guardian.co.uk/world/2009/jan/18/israel-war-crimes-gaza-conflict
Link 2 :
www.uruknet.info?p=50965
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