"Notizie dalla Terra Santa"


 

Anno IV,  Comunicato n. 18, del 20 gennaio 2009

Israele accusato di crimini di guerra per un’assalto di 12 ore su un villaggio di Gaza

 

Bandiere bianche ignorate e case demolite con intere famiglie all'interno, affermano i residenti
 

di Fida Qishta e Peter Beaumont,  guardian.co.uk

Traduzione italiana a cura di Dan Scott per www.TerraSantaLibera.org 

 



 

Domenica 18 gennaio 2009

Israele e’ sotto accusa per aver perpetrato una serie di crimini di guerra nel corso di un prolungato assalto di 12 ore, su un villaggio nella parte meridionale di Gaza, la scorsa settimana, in cui sono morte 14 persone.

Le testimonianza raccolte dai residenti del villaggio di Khuza'a dal giornale Observer, sostengono che i soldati israeliani entrando nel villaggio:

• hanno demolito case con civili all'interno;

• hanno ucciso civili che cercavano di fuggire sventolando bandiere bianche;

• hanno aperto il fuoco su un’ambulanza che stava tentando di raggiungere i feriti;

• hanno abusato indiscriminatamente della forza in una zona civile sparando proiettili al fosforo bianco.

Se le accuse sono fondate, tutti questi avvenimenti costituiscono violazioni delle convenzioni di Ginevra.

Le denunce su quanto e’ accaduto a Khuza'a, seguono le ripetute affermazioni di possibili violazioni dei diritti umani da parte della Croce Rossa, delle Nazioni Unite e delle Organizzazioni per i Diritti Umani.

L'esercito israeliano ha annunciato ieri che, indagini "al più alto livello", sono in corso su cinque altri attacchi contro i civili a Gaza; attacchi rivolti a due strutture delle Nazioni Unite e ad un ospedale. Hanno inoltre aggiunto che in tutti i casi presi in considerazione, le indagini preliminari hanno evidenziato che i soldati hanno agito per rispondere al fuoco. "Queste affermazioni di crimini di guerra non sono supportate dal minimo elemento di prova", ha detto Yigal Palmor, un portavoce del ministero degli esteri israeliano.

Preoccupazione su quanto è avvenuto nel villaggio di Khuza'a nelle prime ore di Martedì, è stata manifestata in prima istanza da un gruppo israeliano che si occupa di diritti umani,il B'Tselem. Sebbene un portavoce militare israeliano ha detto "non ho alcuna informazione che questo presunto incidente, abbia avuto luogo", le testimonianze raccolte da l'Observer sono coerenti e confermano le denunce raccolte da B'Tselem.

C'è, inoltre, una forte e ben visibile prova che Khuza'a è finita sotto un attacco sostenuto da carri armati e bulldozer,e lo dimostrano alcuni edifici ridotti a pezzi.

Le foto scattate subito dopo l’accaduto dal fotografo Bruno Stevens, mostrano i pesanti danneggiamenti ed il fosforo che sta ancora bruciando. "Quello che posso dirvi è che molte, molte case sono state colpite e che per farlo hanno usato il fosforo bianco", ha detto ieri Stevens, uno dei primi giornalisti occidentali entrati in Gaza. "Sembra sia stata una violenza indiscriminata". Stevens ha inoltre aggiunto, che le case vicino al villaggio che non sono state direttamente colpite dai colpi infuocati sono state incendiate.

Il villaggio di Khuza'a è situato a circa 500 metri dal confine con Israele. Secondo il  B'Tselem, un suo  inviato a Gaza è stato contattato Martedì scorso da un abitante del villaggio, Shafik Munir Al-Najar, il quale ha affermato che i bulldozer israeliani avevano iniziato a distruggere le case alle 2:30 di notte.

Quando Rawhiya al-Najar, 50 anni,é uscita di casa sventolando una bandiera bianca, in modo che il resto della famiglia potesse abbandonare la casa, è stata presumibilmente uccisa dai soldati israeliani stazionati nelle vicinanze.

Il secondo presunto incidente  è avvenuto martedì pomeriggio, quando le truppe di Israele hanno ordinato a 30 residenti di lasciare le loro case e raggiungere a piedi una scuola situata nel centro del villaggio. Dopo aver compiuto 20 metri, le truppe hanno presumibilmente sparato sul gruppo, uccidendone tre.

Ulteriori dettagli di quanto é accaduto sono emersi nel corso di un’intervista ad un corrispondente palestinese che ha iniziato a lavorare per l'Observer, in seguito alla decisione di Israele di vietare ai mass media stranieri l’ingresso nella Striscia di Gaza. Iman al-Najar, 29, ha detto di aver visto come i bulldozer abbiano cominciato a distruggere il quartiere e di come gli abitanti del villaggio siano fuggiti terrorizzati dalle loro case crollate.

"Alle 6 del mattino i carro armati e i bulldozer hanno raggiunto la nostra casa", ricorda Iman. "Siamo andati sui tetti e abbiamo cercato di dimostrare che eravamo civili sventolando bandiere bianche. Ognuno di noi aveva una bandiera bianca. Abbiamo detto loro che eravamo civili. Non eravamo armati. I soldati hanno  iniziato a distruggere le case, anche se la gente era dentro. " Descrivendo la morte di Rawhiya, Iman dice che I soldati israeliani hanno ordinato loro di dirigersi al centro della cittá. Appena si sono mossi, le truppe israeliane hanno aperto il fuoco. Rawhiya era nella parte anteriore del gruppo, ha detto Iman.

Marwan Abu Raeda, 40 anni, un paramedico che lavora per l'ospedale di Nasser Khan Younis, ha dichiarato: "Alle 8 di mattina abbiamo ricevuto una telefonata da Khuza'a. Ci hanno riferito della donna ferita. Andai immediatamente. Ero lontano 60 o 70 metri dalla donna ferita quando le forze israeliane hanno iniziato a sparare contro di me ". Come ha svoltato in un'altra strada, è finito nuovamente sotto il fuoco nemico. Dodici ore più tardi, quando Rawhiya è stata finalmente raggiunta, era giá morta.

Iman ha detto che lei era finita in una zona di macerie dove un folto gruppo di persone era sprofondato in un buco sommerso dalle macerie delle case demolite. È stato allora che le ruspe hanno cominciato a spingere le macerie da ogni lato. "Volevano seppellirci vivi", ha detto.

 

Traduzione italiana a cura di Dan Scott per www.TerraSantaLibera.org 

Link a questa pagina : http://www.terrasantalibera.org/Tsahal12oreAssaltoVillaggio.htm

Link originale :

www.guardian.co.uk/world/2009/jan/18/israel-war-crimes-gaza-conflict

Link 2 : www.uruknet.info?p=50965

 

 

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