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19 ottobre 2008
Ciò che ha causato una paura mortale nel cuore dei
mercati e dei governi non sono i cattivi mutui, ma il
quasi incomprensibilmente grande e complesso mercato
dei "derivati"... Il castello di carte è caduto e ha
mostrato un buco di debito basato sui derivati che non
potrebbe essere riempito, letteralmente, nemmeno da
tutto il denaro del mondo.
Ha rapidamente preso piede il mito che il crack
finanziario globale sia stato causato dai cattivi
mutui. Questo ha permesso agli arruffapopolo di destra
di far ricadere la colpa del disastro sui programmi
"liberal" che incoraggiavano l'acquisto di una casa di
proprietà da parte di una piccola percentuale di
persone a basso reddito (un inganno velenoso che parte
dei media mainstream
è
riuscita efficacemente a
distruggere), mentre i "progressisti" di
varie estrazioni hanno denunciato banche e altre
istituzioni finanziarie per avere propinato credito
troppo facile a persone che non se lo potevano
permettere.
I mutui non sostenibili sono un fattore chiave nel
crack globale, naturalmente. E molta gente (in gran
parte bianchi, per inciso) ha sottoscritto mutui che
non si sarebbe potuta permettere nel caso la bolla
immobiliare si fosse sgonfiata, cosa che è successa in
modo spettacolare. E naturalmente è innegabile che
l'industria dei servizi finanziari sia andata a
tentare le persone con la proposta di credito facile,
proprio come i piccoli spacciatori tentano di piazzare
marijuana nei cortili delle scuole.
Tutto ciò era destinato a finire male, e così è
successo. Ma tutte queste cose da sole non sarebbero
state sufficienti a minacciare la distruzione
dell'intero sistema finanziario globale, né a causare
il panico folle e cieco che ha strangolato i mercati
finanziari, sequestrato il flusso vitale di denaro tra
le banche, e spinto i governi occidentali adoratori
del " libero" mercato a compiere nazionalizzazioni e
interventi che, per le cifre, fanno scomparire
qualunque iniziativa presa a seguito di una
rivoluzione comunista. (Come
fa
notare John Lancaster nella London Review
of Books, la sola acquisizione da parte
dell'amministrazione Bush di Fannie Mae e Freddie Mac
è stata " in valore monetario, la più grande
nazionalizzazione nella storia mondiale". E quello era
solo l'inizio.)
Ciò che ha causato una paura mortale nel cuore dei
mercati e dei governi non sono i cattivi mutui, ma il
quasi incomprensibilmente grande e complesso mercato
dei "derivati", in parte basato sul debito
ipotecario--ma anche su una grande quantità di altre
fonti che sono state "cartolarizzate", trasformate in
commerciabili, anche se impalpabili, beni e poi
vendute in una sconcertante varietà di sempre più
arcane forme. Ciò è stato accompagnato dall'espansione
da un altro vasto mercato nei meccanismi assicurativi,
volto a proteggere questi derivati -- meccanismi che a
loro volta sono stati "cartolarizzati".
Allo stesso tempo l'industria dei servizi finanziari
ha usato i suoi prezzolati portaborse nei governi di
tutto il mondo per allentare praticamente qualunque
restrizione, non solo sulle cartolarizzazioni e sul
commercio dei derivati, ma anche sulla quantità di
debito che le società potevano sottoscrivere per
giocare in questi mercati fortemente espansi e
deregolamentati. Per esempio, come fa notare
Lancaster, la britannica Barclays Bank ha un rapporto
tra debito e capitale di 63 a uno.
Per un momento immaginatevi cosa vorrebbe dire ciò
tradotto nelle vostre finanze private,la possibilità
cioè do estendere quanto concretamente e realmente
avete sino a prendere a prestito una quantità 60 volte
superiore: io sarei proprietario di un'isola. E voi?
Il risultato di tutto ciò è stata la costruzione di un
ciclopico castello di carte, basato praticamente sul
nulla, e lasciato incustodito all'ombra di quella
"tempesta perfetta" che si andava preparando, composta
di avidità, deregolamentazione e corruzione politica.
Quella tempesta si è ormai scatenata. Il castello di
carte è caduto e ha mostrato un buco di debito basato
sui derivati che non potrebbe essere riempito,
letteralmente, nemmeno da tutto il denaro del mondo,
tanto meno dai soli trilioni che i governi nazionali
gli stanno freneticamente gettando in pasto oggi.
Si, "soli" trilioni di miliardi. Come spiega
Will
Hutton sull'Observer:
Il cuore oscuro del sistema finanziario globale è il
mercato da 55 trilioni di dollari dei derivati del
credito e, in particolare, dei credit default swaps,
il meccanismo comunemente usato per assicurare le
banche contro perdite su investimenti rischiosi [Da
Wikipedia: "(Il credit default swap è) un
accordo tra un acquirente ed un venditore per mezzo
del quale il compratore paga un premio periodico a
fronte di un pagamento da parte del venditore in
occasione di un evento relativo ad un credito (come ad
esempio il fallimento del debitore) cui il contratto è
riferito." n.d.t.]. Questo è un mercato grande più del
doppio dei prodotti interni lordi di Usa, Giappone e
Unione Europea messi assieme. Sino a che non verrà
ripulito e non verrà rimossa la minaccia tossica che
esso pone, la pandemia continuerà. Persino le banche
nazionalizzate, e i paesi dietro ad esse, potrebbero
essere sopraffatti dalla dimensione della perdite che
stanno emergendo.
Provate a immaginarlo: un mercato da $ 55 trilioni
a rischio di una completa distruzione. Persino il
debito derivato di proprietà di singole
istituzioni è a livelli tali da mettere in bancarotta
una nazione. Per esempio, una sola banca in Gran
Bretagna, ancora una volta la Barclays, detiene più di
$ 2,4 trilioni di credit default swaps, il
meccanismo " assicurativo" commerciabile contro il
rischio di fallimento. Questa cifra supera l'intero
Pil della Gran Bretagna. Se tutta quella carta va a
male, non ci sono sufficienti beni reali in tutta la
nazione per ripagarla. E stiamo parlando di una sola
banca, in un solo paese.
Hutton fornisce dettagli:
Questo mercato nei derivati del credito è cresciuto in
modo esplosivo negli scorsi 10 anni, largamente in
risposta al mercato da 10 trilioni di dollari in beni
cartolarizzati--l'impacchettamento dei guadagni
provenienti da una grande varietà di fonti (affitti di
uffici, tasse portuali, pagamenti mutuari, stadi
sportivi) e la successiva vendita come "obbligazioni"
[cioè come bene cartolarizzato n.d.t] da commerciare
tra banche.
In parole povere queste obbligazioni sono rischiose,
perciò i mercati hanno inventato un sistema di
assicurazioni. L'acquirente di una obbligazione può
acquistare quello che è di fatto un contratto
assicurativo che proteggerà lui o lei contro
l'insolvenza -- un credit default swap (CDS). Ma, a
differenza del contratto di polizza assicurativa
completa sulla vostra macchina che avete con una
compagnia assicurativa, questi contratti di
assicurazione contro l'insolvenza del credito possono
essere liberamente venduti e comprati. Complessi
modelli matematici vengono continuamente usati per
stabilire il rischio e paragonarlo ai prezzi di
mercato. Se il rischio cade, i CDS diventano
economici; se il rischio sale--perché, ad esempio,
un'agenzia di rating del credito dichiara che la
società emittente è meno solida--il prezzo sale. Gli
hedge funds speculano selvaggiamente su questo
mercato.
Il loro scopo era trovare una soluzione di mercato per
rendere meno rischiose le cartolarizzazioni; ma di
fatto le rendono più rischiose, come stiamo vedendo
oggi. Il crollo della Lehman Brothers--il rifiuto di
salvarla ha portato conseguenze
cataclismiche--significa che essa non può più onorare
$ 110 miliardi di obbligazioni e 440 miliardi di
dollari di CDS che aveva sottoscritto. Venerdì i
contratti fregatura sono stati messi all'asta, e gli
acquirenti hanno pagato la misera cifra di otto cent
per ogni dollaro di valore. Detta in altri termini, vi
è ora un buco da $ 414 miliardi che qualcuno in
possesso di questi contratti deve onorare. E se ora vi
sta già girando la testa, aggiungete le tre banche
islandesi fallite. Esse non possono più onorare oltre
$ 50 miliardi di obbligazioni, né l'inimmaginabile
cifra di $ 200 miliardi di CDS...

Mentre ogni banca cerca di passare il pacco avvelenato
a qualcun altro, il sistema deve trovare denaro. In
modo che venga alla fine fornita compensazione per
quei contratti praticamente senza valore e per il
debito attualmente non assicurato. Ma da chi? siccome
nessuno sa--né i regolatori, né le banche né i
governi-- chi è proprietario dei swap e se essi
sono degni di credito, nessuno può rispondere a questa
domanda. Forse i proprietari di questo tipo di
assicurazioni otterranno il denaro loro dovuto; ma ciò
indebolirà qualcun altro? Il risultato: il panico.
Questo è il vortice discendente estremamente
pericoloso in cui si è intrappolato il sistema. Questo
è il motivo per cui il valore delle azioni sta
crollando. Con il peggiorare della recessione, vi
saranno insolvibilità su obbligazioni cartolarizzate e
il potenziale crollo di altre banche al di fuori della
barriera protettiva del G-7. Nessuno sa quale frazione
dei 55 trilioni di dollari di contratti
sull'insolvibilità del credito che sono stati ad oggi
sottoscritti verrà onorata, e chi potrebbe subire
perdite ammontanti a migliaia di miliardi di dollari.
Questa è la belva nell'oscurità che sta ossessionando
gli inetti leader del mondo sviluppato: 55 trilioni di
dollari di debito irresponsabile, e nessun modo di
sapere quanta parte di esso viene in questo momento
scaricata nel gabinetto, portando con sé l'economia
globale.
I massicci interventi a cui stiamo assistendo
potrebbero stabilizzare temporaneamente i mercati, o
anche arrestare la loro caduta libera abbastanza a
lungo da permettere di compiere un qualche genere di
massiccia ristrutturazione del sistema finanziario
globale. Ma potrebbe non essere così. Perché non è
affatto certo che si riesca a trovare, tra gli attuali
leader politici mondiali, la saggezza e il coraggio
politico di arrivare a un sistema finanziario
migliore. Leader politici che,
come
abbiamo notato l'altro giorno, sono tutti
saliti al potere con l'attuale sistema e, in un modo o
nell'altro, devono il loro potere e i loro privilegi
ai "malviventi delle grandi ricchezze" e al culto
estremista del fondamentalismo di mercato. Non vi è da
nessuna parte indicazione che il circolo di collusione
e corruzione tra i governi e la Grande Ricchezza sia
stato anche solamente allentato, men che meno rotto,
dalla catastrofe economica. Tutti i vari piani di
salvataggio e le "azioni coordinate" hanno ancora come
scopo primario la preservazione dei malviventi nel
loro attuale stato di ricchezza, privilegio e dominio.
Come
fa
notare Jonathan Schwarz:
Le elite Usa cercheranno ancora di imporre tutti gli
aggiustamenti strutturali che riescono, in modo da
ottenere che l'80% meno ricco degli Stati Uniti paghi
il prezzo delle spettacolari cavolate dell'elite. Lo
Washington Post ha già iniziato a scrivere su come
l'attuale crisi dimostri che dobbiamo tagliare i
programmi di Social Security. Aspettatevi molte altre
richieste simili.
L'unica vaga speranza che abbiamo per una genuina
riforma--anche solo imperfetta, conflittuale, di
compromesso, che è tutto ciò che potremo mai ottenere
in questo mondo sino al momento in cui che il leone
giacerà con l'agnello--è che l'impressionante scala
del problema reale --la bestia da $ 55 mila miliardi,
la potenziale ed estremamente reale causa della
dissoluzione completa dell'economia globale e del
potere statuale che dipende da essa--possa costringere
alcuni politici all'apostasia, a rinunciare al culto
del mercato e a mordere le mani che per tanto tempo
hanno dato loro da mangiare.
Senza questa eventualità quasi miracolosa, saremo
lasciati con un altro malfermo castello di carte,
schiaffato assieme su due piedi--largamente su ordine
dei malfattori e a loro beneficio--mentre la bestia
spalanca le sue poderose fauci e si prepara ad
ingoiarci tutti.
Titolo originale: "Not Enough Money in the World:
The Real Monster in the Meltdown Closet "
Fonte: http://www.chris-floyd.com
Scelto e tradotto per www,comedonchisciotte.org da
ALCE NERO
www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5145&mode=
&order=0&thold=0 |