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Rory McCarthy, The Guardian
Traduzione di Carlo
Tagliacozzo

40 anni, Mahmoud al-Abbasi
fra le rovine della sua casa demolita nel quartiere di Silwan a
Gerusalemme Est.
Foto: Gali Tibbon
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Gerusalemme - Un rapporto segreto dell’Unione europea accusa
il Governo israeliano "di perseguire con determinazione
l'annessione illegale di Gerusalemme Est" promuovendo il Muro in
Cisgiordania, l'espansione degli insediamenti, le demolizioni di
case, una politica discriminatoria sul rilascio delle licenze.
Il documento riferisce che Israele, accelerando i suoi piani su
Gerusalemme Est, sta minando la credibilità dell'Autorità
palestinese, e sta indebolendo il sostegno ai colloqui di pace.
Nel documento del responsabile Ue si legge che " Le decisioni di
Israele dentro e fuori Gerusalemme costituiscono una delle più
forti sfide al processo di pace israelo-palestinese".
Il rapporto pervenuto a The Guardian porta la data del
15 dicembre 2008. Riconosce ad Israele la legittimità delle
motivazioni concernenti la sicurezza di Gerusalemme, ma
aggiunge: " molte delle attuali iniziative illegali dentro e
intorno alla città sono scarsamente giustificabili sul piano
della sicurezza".
Ancora secondo il rapporto "i fatti compiuti da Israele – le
nuove colonie, la costruzione del Muro, le demolizioni di case,
un sistema di rigide limitazioni alla concessione di permessi
abitativi e la continua chiusura delle istituzioni palestinesi –
determinano un incremento della presenza ebraica a Gerusalemme
Est, indeboliscono la comunità palestinese nella città,
ostacolano lo sviluppo urbano della componente palestinese e
separano Gerusalemme Est dal resto della Cisgiordania".
Il documento è stato prodotto in un momento di crescente
preoccupazione per le politiche di Israele verso Gerusalemme
Est. Due case sono state demolite lunedì scorso prima
dell'arrivo del Segretario di Stato statunitense Hillary
Clinton, e sono previste altre 88 demolizioni, tutte per
mancanza di licenza di costruzione. Clinton ha definito le
demolizioni come "inutili", sottolineando che esse costituiscono
una violazione di Israele dei suoi obblighi verso la Road
Map statunitense per la pace.
Il rapporto dell'Unione Europea va oltre, affermando che le
demolizioni sono "illegali sotto il profilo del diritto
internazionale, non perseguono alcuno scopo , producono un duro
effetto sul piano umanitario, e alimentano l'odio e
l'estremismo". Secondo il documento, l'Unione Europea ha
sollevato le sue osservazioni in un passo diplomatico formale il
1° dicembre scorso.
Sempre nel documento si osserva che nonostante i palestinesi di
Gerusalemme est rappresentino il 34 per cento dei residenti
della città, solamente il 5-10 per cento del bilancio cittadino
viene speso per quest'area, lasciandoli con servizi e
infrastrutture inadeguati.
Viene detto che Israele rilascia meno di 200 permessi di
costruzione di case palestinesi all'anno e solamente il 12 per
cento del territorio urbano è adibito a scopi abitativi. Ne
consegue che molte case sono prive del permesso israeliano di
costruzione. Circa 400 case sono state demolite dal 2004 e altri
1000 ordini di demolizione non sono stati ancora eseguiti.
I responsabili respingono le critiche alla politica abitativa
del Comune come una "campagna di disinformazione". Affermano i
collaboratori del Sindaco dopo la visita della Clinton: "Il
Sindaco Nir Barkat continua a promuovere a Gerusalemme est
investimenti nelle infrastrutture, nell'edilizia anche in quella
scolastica , mentre nello stesso tempo si applica la legge
imparzialmente senza alcun pregiudizio".
Comunque, l'Ue afferma che la quarta Convenzione di Ginevra
vieta ad una potenza occupante di estendere la propria
giurisdizione sul territorio occupato. Israele ha occupato il
settore est della città nella guerra dei sei giorni del 1967 e
più tardi ne ha proclamato l'annessione. I palestinesi reclamano
Gerusalemme Est quale capitale del loro futuro stato.
L'Unione Europea afferma che le colonie sono state costruite nel
settore Est della città a un "ritmo serrato". Il rapporto
sostiene che da quando sono iniziati i colloqui di Annapolis
alla fine del 2007, quasi 5mila progetti di nuove unità
abitative dei coloni sono stati presentati alle autorità,e di
questi 3mila fino ad ora hanno ottenuto l'autorizzazione. Vi
sono ora circa 470mila coloni nei territori occupati, compresi
190mila di Gerusalemme Est.
L'Unione Europea è particolarmente interessata agli insediamenti
all'interno della Città Vecchia, dove sussiste il progetto di
costruire un insediamento ebraico di 35 unità abitative nel
quartiere musulmano, come l'altrettanto piano di espansione a
Silwan, appena fuori dalle mura della Città Vecchia.
L'obiettivo, dice , è quello di "creare una contiguità
territoriale" tra le colonie di Gerusalemme Est e la Città
Vecchia e dividere Gerusalemme Est e i blocchi di colonie dalla
Cisgiordania.
Vi sono piani di costruire 3500 unità abitative, un area
industriale, due stazioni di polizia e altre infrastrutture su
un'area che ha suscitato molte controversie, nota come E1,
situata tra Gerusalemme Est e la colonia di Ma'ale Adumim, una
città di 31mila coloni, dentro la Cisgiordania. Ancora il
rapporto sostiene che i provvedimenti presi da Israele in
quell'area sono stati " una delle più significative sfide al
processo di pace tra palestinesi e israeliani.
Mark Regev, portavoce del primo ministro israeliano Ehud Olmert,
sostiene che le condizioni di vita dei palestinesi di
Gerusalemme Est sono migliori di quelle della Cisgiordania. "I
residenti di Gerusalemme Est sono soggetti alla legislazione
israeliana e a loro è stata offerta la cittadinanza a pieno
titolo dopo che la legge è stata approvata nel 1967. Noi siamo
impegnati a continuare lo sviluppo della città per il benessere
di tutta la sua popolazione".
Articolo
originale :
http://www.guardian.co.uk/world/2009/mar/07/israel-palestine-eu-report-jerusalem
Traduzione di Carlo
Tagliacozzo
Link:
http://www.osservatorioiraq.it/modules.php?name=News&file=article&sid=7310
Questa pagina :
http://www.terrasantalibera.org/UE_Israel_annette_JerEst.htm
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