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Vittorio Arrigoni da Gaza:
testimonianza di
amicizia, coraggio e buona volontà
TerraSantaLibera.org
Dublino ore 18 - Gaza ore 20
Dublino ore 21 - Gaza ore 23

Sono le sei di sera quando riesco a
prendere la linea con Gaza. Ci abbiamo provato tutto il giorno ma senza
successo. O la linea cadeva, o rispondeva in automatica un'operatrice
che, nell'idioma oggi in uso in Israele, ci informava che l'utente non
era al momento raggiungibile, di riprovare più tardi.
Sempre che il futuro avesse riservato un
"più tardi" alle persone che cercavamo di contattare.
Finalmente però, anche se flebile, una
voce ci risponde, ed è quella di Vittorio Arrigoni, unico italiano
rimasto a Gaza per testimoniare dei crimini di guerra compiuti dai
leader israeliani e per offrire il proprio contributo come volontario
presso l'ospedale di Gaza, o quel che ne rimane.
Sì, quel Vittorio Arrigoni di
"guerrillaradio", blog non allineato e controcorrente, che esprime
una voce fuori dal coro, fuori dai denti, ma vera e genuina, anche se
potrebbe a volte sembrare un po' troppo cruda.
Qualcuno si potrebbe chiedere cosa
c'entrano Vittorio ed il suo blog con questo sito dal taglio cattolico.
Vittorio c'entra, e c'entra molto più di
tante voci "cattoliche", che se ne stanno zitte ed acquattate, mute ed
intimorite per non "rovinare il dialogo in corso con i fratelli
maggiori", comodamente, ipocritamente, maniacalmente ecumeniche, meglio
ancora dire "ecumaniacali". Voci che quando, per rimorso di coscienza,
condannano i massacri compiuti da Israele, immediatamente evidenziano la
loro distanza da Hamas, "gruppo terroristico" che ha "l'intera
responsabilità se la pace con Israle ancora non si è potuta stabilire".
Come se a Gaza ed in Palestina fosse in
corso una guerra, tra due Stati contendenti, e non il tentativo, da 60
anni ancora non completato, di pulizia etnica della popolazione araba,
che ancora una Patria definita ed indipendente non può dire d'averla.
Quando sentiamo parlare di "Governo della
Autonomia Palestinese" ci viene da ridere, non fosse che c'è da
piangere, perchè non esiste alcuna "Autonomia Palestinese", nè un
territorio o un area che non sia sotto il totale ed incontrastato
dominio israeliano, militarmente, politicamente, legislativamente,
economicamente.
Questa premessa è d'obbligo, per stabilire
che persone come Vittorio Arrigoni, indipendentemente dalle posizioni
ideali personali che ci potrebbero, apparentemente, distinguere, hanno
diritto più di chiunque altro alla nostra stima e rispetto, ammirazione
e amicizia, perchè ci danno la misura e l'esempio, praticamente, senza
tante cialtronerie ciarliere, di cosa significhi l'enunciato di
evangelica memoria "Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la
vita per i propri amici"(Gv.15, 12-14)
Premesso che a noi basta la prova di
generoso altruismo di Vittorio, sperando vivamente che egli non debba
darcene conferma sino all'estremo sacrificio di se stesso.
Sono circa le sei di sera quindi, quando
Vittorio risponde, con voce affannata, alla mia richiesta se,
innanzitutto, fosse ancora tutto intero:
"Ciao!, Sì, sto bene,
ma sono per strada, al buio, sulla via di casa, richiamami tra un'ora,
perchè le luci e i sensori del cellulare possono attirare l'attenzione
degli elicotteri che sempre ci svolazzano sulle teste e potrei diventare
un facile bersaglio".
"Sei sicuro che non ti
disturbo? Non vai a riposare?", chiedo io.
"Ma figurati...e come
si fa a dormire con il suono delle bombe che in continuazione vengono
sganciate ovunque, sapendo di poter comunque essere il prossimo
bersaglio?", ci risponde.
Di far correre un rischio tale a Vittorio
non abbiamo proprio intenzione. Attacchiamo e richiamiamo dopo 3 ore,
per maggior sicurezza.
Sono le 11 di sera a Gaza, quando Vittorio
riceve la nostra nuova chiamata.
Di nuovo non è facile riuscire a prendere
la linea, ma alla fine ce la facciamo, e anche se il segnale è debole e
la voce va e viene, riusciamo comunque a parlarci un po'.
"Allora Vittorio, adesso
sei al coperto? Possiamo parlare?"
"Sì, adesso sono a casa"
"Come è andata oggi?
Sappiamo, dall'amico Yxx, che ti hanno fatto fare un corso accelerato
per inserire le endovena e poter aiutare come ambulanziere"
"Oggi siamo riusciti a
fare poco con le ambulanze. A parte che ce ne sono rimaste pochissime
funzionanti, stavamo per uscire, per andare a soccorrere una famiglia la
cui casa era stata centrata dall'aviazione israeliana, diversi anche i
bambini morti, ma non abbiamo pouto fare che pochi metri fuori
dall'ospedale. Siamo usciti in due ambulanze, ma ci siamo trovati subito
di fronte "i rapaci" (gli elicotteri Apaches dell'aviazione sionista,
ndr), che hanno scatenato l'inferno e hanno colpito la prima
ambulanza. Uno scempio. Siamo duvuti rientrare di corsa. Ti rendi conto?
Sparano sulla "croce rossa". Sono dei criminali"
"Non avevamo dubbi in
merito, caro Vittorio"
"Cosa succede dalle vostre
parti? La gente si muove? Protesta per questi crimini?"
"Caro amico, un po' di
persone si danno da fare, fanno dichiarazioni, manifestano, ma tu sai
nelle mani di chi è tutta l'informazione...e perciò molti non sanno
neppure quel che accade veramente, perchè televisione e giornali dicono
quel che Israele vuole che si dica, attraverso i suoi tirapiedi. Pensa
che la Livni ha detto che non esiste emergenza umanitaria a Gaza, che
loro sanno di cosa avete bisogno e che ve lo faranno avere"
"Certo. Ce ne stiamo
accorgendo. Qui non è arrivato nulla, a parte le bombe. Nell'ospedale la
situazione è drammatica oltre l'immaginabile. Non si riescono quasi
neppure ad andare a soccorrere i feriti. Gli israeliani accusano gli
altri di negazionismo, ma sono loro i primi a fare negazionismo, negando
un olocausto che è sotto gli occhi di tutti. È per quello che vorrebbero
tutti gli internazionali fuori da Gaza, per non avere testimoni scomodi.
Io di qua non mi muovo"
La linea va e viene. Ogni tanto non
riusciamo a sentirci. Non voglio neppure fargli consumare la carica del
telefono, cosa preziosa in un luogo dove l'elettrictà e misurata col
contagocce.
"Vittorio mi senti?"
"Sì, male ma ti sento"
"Allora Vittorio, restiamo
daccordo che ci aggiorniamo domani. Intanto pubblico tutto sul mio sito
e mando le newsletter, come Angela fa sul suo InfoPal e altri amici sui
loro. Cerchiamo di fare il possibile attraverso la rete. Tu pensa a
restare vivo e tutto d'un pezzo. Buona fortuna amico, a domani,
Inshallah"
"Inshallah, amico,
Inshallah"
Cade
la comunicazione. Stringiamo le mascelle dalla rabbia. Vorremmo essere
lì con lui. Ma ognuno ha il suo ruolo, le sue responsabilità, i suoi
tempi. Noi saremo in Terra Santa fra qualche settimana.
A tutti coloro che hanno una rete di amici
e conoscenti, sensibili a questo grave problema, chiediamo di inviare
questa newsletter e queste notizie di informazione diretta e non
censurata dalla lobby e dai suoi sgherri.
"E il servo fannullone gettatelo fuori
nelle tenebre; là sarà pianto e stridor di denti"(Mt.25, 30-31)
La Redazione di
www.TerraSantaLibera.org
Link a questa pagina
:
http://www.terrasantalibera.org/VittorioArrigoniGaza2009-gen-2.htm
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