Anno IV,  Comunicato n. 45 // - 20 marzo 2009

 

QUESTA Redazione, pur non condividendo sempre e necessariamente tutto quel che dichiarano gli autori dei testi pubblicati, reputa che essi siano comunque UTILE fonte di informazione, testimonianza e riflessione per molti.

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BALFOUR NON  ERA SCEMO, PURTROPPO

di John Kleeves
 

Chaim Weizmann e Lord Balfour

 

Voglio fare un favore agli amici palestinesi: voglio dire loro la verità.
Quella che mi sembra nessuno gli abbia ancora detto: che Israele esiste non per volontà della sola Inghilterra prima e poi anche e soprattutto degli Stati Uniti. Israele esiste per volontà di tutto il mondo praticamente, diciamo di tutto quello che per lo stesso Israele conta.

Immaginate che Israele debba capitolare in guerra e che non possa più esistere così come lo abbiamo sempre conosciuto, uno Stato razzista riservato solo agli ebrei biologicamente documentati dove quegli altri che per vari motivi devono essere tollerati sono però sempre odiosamente discriminati, maltrattati, umiliati. Credete che gli ebrei che ora vi abitano rimarrebbero là?

Neanche per idea: ciò che volevano era uno Stato esclusivo per loro, esattamente come quello che hanno fatto, e se questo non c’è più se ne andranno. 

Cosa significherebbe questo? Che 5 milioni di ebrei si riverserebbero nei “loro” soliti Paesi, negli Usa per cominciare, e poi in Gran Bretagna, Francia, Germania, Russia, Polonia e molti altri collaterali; in Italia potrebbero arrivare 300.000 ebrei, raddoppiando in un botto la loro presenza! Quale di quei Paesi si auspicherebbe una cosa del genere? Ve lo dico io: nessuno. Quello era proprio lo scopo della Gran Bretagna quando enunciò la Dichiarazione Balfour nel 1917 e quando - finalmente - fu “costretta” a cedere di fronte all’occupazione della Palestina nel 1948 da parte di bande di terroristi ebrei: liberarsi, o almeno alleggerirsi il più possibile, dei propri ebrei, mandarli via in un modo elegante e insospettabile, all’inglese in effetti. Gli altri Paesi interessati al fenomeno stentarono in un primo tempo a capire la mossa ma poi vi aderirono entusiasti, senza darlo a vedere naturalmente; la Russia l’ha capita solo ieri praticamente, dopo quella Perestrojka che ha fatto ripensare a tutta la politica estera russa.


Il fatto è che nessuno ama, ha mai amato, gli ebrei. Neanche gli inglesi, neanche gli americani. E’ stato così nella Storia, è stato così ieri, è così oggi. Voi credete che gli americani sono affascinati dagli ebrei, addirittura che ne sono plagiati per la politica estera. Niente affatto! Sino agli anni Cinquanta gli ebrei negli Usa erano disprezzati né più né meno che da tutte le altre parti, atteggiamento che non risaltava troppo perché riservato anche alle altre minoranze, come alla italiana per esempio.
Poi gli USA sciolsero il Nodo Ebreo: si accorsero dei vantaggi propagandistici offerti dall’atteggiarsi a “protettori” degli ebrei (l’Olocausto, vero o presunto), dei vantaggi economici di avere un Israele guardiano nel Medio Oriente (petrolio), del vantaggio sociale costituito dall’esistenza stessa di Israele (meno ebrei a casa propria), e così divennero i grandi “amici” degli ebrei. Ma non ne vogliono un altro milione o due. Probabilmente anzi incoraggiano i piani del Grande Israele, dal Nilo all’Eufrate, dal Sinai alla Siria, perché sperano che ci vadano anche quegli 8 milioni che già hanno. Chissà se gli astutissimi ebrei americani che si credono di “fare” la politica estera Usa - i vari Brezinski, Kissinger, Albright eccetera - hanno mai capito questa tacita politica Wasp, o se come tutti gli altri e come sempre si sono fatti prendere per il naso da quei “gentili” che loro disprezzano tanto ma che sono tanto più svegli di loro.


In ogni caso è questa la forza di Israele come Stato. Tutti al mondo sanno che Israele non solo è un Paese fuorilegge, perché tortura carcerati, manda killer a uccidere personaggi in altri Paesi (compresa l’Italia di Argo 16), traffica in droga e armi, fa l’apartheid eccetera, ma anche che è illegale, perché fondato su una occupazione coloniale di terra altrui. Tutti al mondo sanno questo, come no. Ma anche tutti i governi al mondo apprezzano che 5 milioni di ebrei siano là e non una parte a casa loro. Paradossalmente è la repulsione verso gli ebrei che tiene in piedi Israele: fa troppo
comodo a tutti che ci sia.


Così, i palestinesi non devono farsi illusioni: inutile che cerchino aiuto in Europa, in Russia, negli Usa; nessuno qui li aiuterà, se non a parole. Non decreteranno neanche l’embargo economico totale a Israele, neanche se questi farà un genocidio. Figurarsi all’Onu.....(...).....

Anche è inutile che sperino nell’aiuto dei “fratelli” arabi: Giordania, Arabia Saudita e Egitto sono nelle mani di cerchie filoamericane collaborazioniste e traditrici, mentre i Paesi seri - Siria, Iraq [nota: l’articolo risale a prima dell’invasione dell’Iraq], Iran, Libia - non hanno ricevuto dall’Urss a suo tempo quelle armi nucleari che invece gli Usa hanno dato a Israele (così come le hanno date al Pakistan) e quindi nulla, ma proprio nulla, possono.


In pratica ciò che ho detto agli amici palestinesi è che sono soli. Lo ritengo un favore: eviteranno di cullarsi nell’illusione che qualcun altro caverà le castagne dal fuoco per loro, come hanno fatto sinora perdendo tempo su tempo. Sono in guerra, sono stati attaccati, anzi da più di mezzo secolo lo sono: che rispondano, loro in prima persona..........(...).........


John Kleeves


Inviato da A.G.

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