Questa Redazione, pur non condividendo sempre e
necessariamente tutte le dichiarazioni degli autori nei testi citati, reputa
che esse siano comunque utili fonti di informazione e riflessione
.
Non omologati in alcun schieramento, in rispetto della libertà di pensiero e
d'espressione garantite costituzionalmente, riteniamo irrinunciabile e
giusto dare spazio a molte voci del dissenso, altrove negate.
Il fatto
che sia Pasqua non cambia lo stato delle cose :
la Terra
Santa resta in mano ad un pugno di criminali
Gli auguri di
Pasqua di Filippo Fortunato Pilato - TerraSantaLibera.org
"Le famiglie
già profughe dall'occupazione israeliana del 1948, ricevettero le case
dall'UNRWA e dal governo giordano nel 1956.
Dopo
l'occupazione israeliana di Gerusalemme Est nel 1967, il governo sfratta
le famiglie per farne un quartiere ebraico..." (vai al video)
Ed in questo stato di cose, non c'è Pasqua,
Natale od Ognisanti che possa trasformare un tempo di tirannide,
barbarica e folle, in pia spensieratezza.
Perchè Dio sarà anche amore, ma è pure
giustizia e castigo.
Beati gli assetati di giustizia quindi, ma
che non restino silenti, tiepidi od ipocritamente ecumaniaci, di fronte
a chi approfitta dell'altrui bontà d'animo e specula su speranze mal
riposte.
La Terra Santa continua ad essere sotto la
più spietata e perfida occupazione coloniale che la sua storia abbia mai
conosciuto. Questo lo sanno bene i suoi abitanti arabi, cui non è
concesso muoversi e spostarsi per raggiungere i luoghi santi.
Passati i festeggiamenti, cui possono
partecipare solo i turisti religiosi stranieri (fatta eccezione per
quei pochi cristiani arabi di Gerusalemme), che dalla fine della
prossima settimana saranno nuovamente mille miglia lontani, nelle loro
comode e democratiche città e nazioni apostate, i palestinesi, i veri
abitanti autoctoni della Terra Santa, saranno ancora una volta soli a
fronteggiare l'etnocrazia giudeocratica insediatasi con la violenza e
con l'inganno sulle loro terre.
Le case arabe della Gerusalemme Est
continueranno ad essere abbattute, gli illegali insediamenti coloniali
continueranno ad essere edificati su terre palestinesi, i coloni ebraici
continueranno ad angariare i cittadini dei villaggi arabi che loro hanno
deciso di espropriare, e persevereranno nel dissacrare i luoghi di culto
arabi (cristiani e musulmani), specialmente quelli sul Monte Moria, le
Moschee di Al-Aqsa e di Omar; mentre le forze militari occupanti
copriranno e difenderanno questi atti disumani e criminali, facendo
ricorso alle armi, uccidento ragazzini, intimorendo padri di famiglia,
abusando di un potere basato esclusivamente sul terrore e la
prevaricazione.
Poco più a sud delle enclavi di
Gerusalemme, Betlemme ed Hebron, i cristiani della Striscia di Gaza
continueranno la loro detenzione, di fatto, nel loro ghetto, in buona
compagnia del resto della popolazione, musulmana e non. Continueranno ad
ammalarsi e a non potersi curare, continueranno a morire per mancanza di
medicine, per bombe o proiettili dei cecchini in kippa appostati nelle
torrette di confine. Continueranno a vivere di stenti, senza spiragli di
vita e sviluppo per i propri figli. I bambini, traumatizzati e
assediati, continueranno a fare i bambini e a giocare, nonostante i loro
incubi e le paure, nel sonno ed a occhi aperti. Le donne con tinueranno
a partorire infanti che nasceranno già malati, se non peggio, a causa
della contaminazione causata dagli agenti chimici e radioattivi
contenuti negli ordigni che l'esercito di Giuda ha loro fatto piovere in
quantità sulle teste. I pescatori continueranno a tirare in secca reti
semivuote, raccimolando pochi pesci, per i quali hanno rischiato la vita
e le imbarcazioni, sempre prese di mira dalla marina dell'unica
democrazia del medioriente.
I giovani, da Gaza al nord della
Cisgiordania, continueranno a venire su con la rabbia nel cuore,
frustrati nelle loro aspirazioni, che sono quelle di ogni giovane sui
vent'anni.
Ma ve lo ricordate voi quando avevate
vent'anni? Avevate il mondo a disposizione, la vita dinnanzi a voi come
una lunga strada che si perde all'orizzonte, la voglia di fare e di
disfare, aspirazioni per le quali lavorare e lottare, tanto amore da
condividere, molti sogni da realizzare.
Per un giovane palestinese tutti questi
sogni e aspirazioni si bloccano a poche centinaia di metri da casa, al
primo check-point o di fronte a quel muro alto otto metri che divide la
loro casa dal frutteto di famiglia, ora bottino di qualche colono venuto
da chissà-dove.
O magari i loro sogni si infrangono in una
notte in cui, tra il frastuono dei mezzi militari che invadono il
proprio villaggio e il rumore della porta di casa abbattuta a calci, si
viene umiliati senza ragione insieme ai propri genitori, fratelli e
sorelle, magari deportati e torturati. Allora i sogni diventano incubi,
che generano i mostri che accompagneranno questi giovani per il resto
della loro adolescenza, e oltre ancora.
La Pasqua, la Passione, la Resurrezione.
Ci vuole tanta fede nelle proprie tradizioni confessionali; e ci vuole
serenità spirituale ed equilibrio per non perdere il lume della ragione
ed avvelenarsi l'animo.
Sicuramente, la persecuzione odierna per
mano della Sinagoga fa meglio interiorizzare il travaglio della
Passione. La Resurrezione, miracolo per eccellenza, è però tutta
proiettata in ambito spirituale, senza speranze di trasposizioni
temporali, perchè al momento non c'è prospettiva reale di recupero per
la Terra Santa.
Sperare, o fingere di sperare che ci
possano essere possibilità d'intesa pacifica con l'occupante sionista, è
nell'ambito dell'utopia. Sono pie illusioni che non fanno altro che
aiutare lo Stato coloniale a scavare una fossa sempre più profonda nella
quale sotterrare il popolo arabo palestinese.
Anche se è Pasqua, se si è veramente amici
della Terra Santa e dei suoi veri aventi diritto di cittadinanza,
bisogna continuare a chiamare le cose col loro proprio nome, e dire la
verità su un'occupazione coloniale e militare che non vede possibilità
di inversione di rotta attraverso rese, compromessi e sottomissione.
Lo sanno bene i palestinesi, che resistono
da oltre sessant'anni con le unghie e coi denti, abbandonati da quasi
tutti, anche dai loro fratelli arabi confinanti.
Come dovrebbero sapere, palestinesi e
fratelli arabi confinanti, che solo da una più stretta
collaborazione tra essi, economica, politica, culturale, diplomatica e,
ultima ma non ultima, militare, si possono fermare le velleità
espansionistiche di Tel Aviv, e ridimensionare, sino ad estinguerle, le
paranoie millenariste, messianico spurie, di una piccola banda di
rabbini deliranti che si credono onnipotenti, e che sostenuti dal
rabbinato internazionale (e dalla potenza economica e militare
giudeo-americana) sono stati capaci di convincere la maggioranza dei
loro correligionari (e purtroppo il mondo intero) di essere un
popolo con diritto soprannaturale e planetario di vita e di morte su
ogni cosa vivente.
Questi pazzi visionari vanno energicamente
convinti che nessun Dio ha ordinato loro di compiere il male che stanno
facendo ai danni dei popoli del mondo [1].
Prima che l'unica cosa che ci resti da
celebrare sia solo l'Apocalisse.
Questo è un appello, se mai lo potessero
leggere, ai governanti delle Nazioni arabe confinanti con la Palestina:
Israele è come un cane rabbioso e molto pericoloso, che va rinchiuso e
messo nelle condizioni di non nuocere al prossimo.
Adesso, e solo a queste condizioni, dopo
tanta Passione, vi posso augurare una Santa Pasqua di Resurrezione...
Filippo Fortunato Pilato
per TerraSantaLibera.org
[1] - non c'è solo il
danno nei confronti dei palestinesi, ma va computata anche tutta la sofferenza
provocata dalle crisi economiche mondiali e nazionali pilotate dei
banchieri israeliti che sponsorizzano Israele; va computato il
signoraggio monetario imposto ai governi dal sistema bancario dei soliti
banchieri; va computato il business alimentare e transgenico; vanno
computati i prodotti farmaceutici, le droghe e i vaccini che hanno
prodotto e produrranno anomalie e malesseri gravi a molte generazioni;
va computata la triangolazione del traffico di armi internazionale; va
computato che recentemente abbiamo scoperto i colossali traffici
internazionali d'organi prelevati a poveracci; va computato.........
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