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Giovanna Canzano
intervista
FILIPPO FORTUNATO PILATO
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“La
religione olocaustica, dove tutto il popolo giudaico moderno viene
sacralizzato attraverso l'olocausto massimo della shoà, è la sintesi di un
ben congegnato meccanismo di ricatto e mantenimento in perenne soggezione,
delle masse occidentali in particolare. Mentre da un lato si rendono sacre
solo le sofferenze dei giudei e non di altri popoli, dall'altro si pretende
la perenne espiazione di colpe mai commesse da parte di popoli assogettati a
sensi di colpa che non dovrebbero avere. Con questo ricatto e con questi
falsi sensi di colpa, indotti da un esercito di nani e ballerine al
servizio di Sion, stampa, editoria, cinema, finanzieri e politicanti, ed
ahimè...purtroppo anche religiosi di Santa Romana Chiesa poco prudenti (ad
essere gentili), se non proprio compiacenti (ad essere sinceri), Israele si
è potuta permettere per oltre sessant'anni di agire impunita compiendo i
peggiori crimini contro l'umanità, uccidendo, rubando, espropriando,
imprigionando, rendendo la vita impossibile alla popolazione indigena
arabo-palestinese, come a tutti i popoli confinanti. Io, che mi reco per
motivi umanitari spesso in Palestina, ho potuto vedere e provare anche sulla
mia pelle l'arroganza e la disumanità che guida le menti dei capi e dei
gregari sionisti”. (Filippo Fortunato Pilato)
CANZANO 1- I termini come ebraismo, giudaismo e sionismo, nonchè
semitismo, perchè non devono essere confusi, specialmente oggi?
PILATO – Perchè è nella confusione dei termini che si creano falsi
ideologici, spingendo l'opinione pubblica ignara (più per cattiva volontà e
distrazione, che per una reale incapacità d'intendere) a credere quel che
gli si vuole far credere.
Sinteticamente, se per ebraismo ci possiamo riferire al ceppo razziale
veterotestamentario (quello, per sommi capi, delle 12 tribù), parlando di
giudaismo si intende identificare piuttosto quella confessione religiosa che
venne abbracciata succesivamente anche da popoli non di ceppo ebraico (è il
caso delle popolazioni africane, falascia e sefarditiche in generale, come
di quelle del nord caucasico meglio conosciute come kazare, convertitesi in
massa nel primo millennio d.C.) non necessariamente definibili, o
comprovabili razzialmente nel loro dna, come ebraiche. Il sionismo invece è
un''ideologia politica, originariamente laica, scaturita dalla mente di
alcuni membri della comunità giudaica verso fine '800. Esso, il sionismo,
facendo leva sulla cultura settaria rabbinica, ben radicata e inculcata sin
dalla tenera età nella mente dei membri della comunità, anche se non
credenti e praticanti, è invece la giustificazione ideologica del
colonialismo israeliano moderno, operante ben prima ancora che la religione
olocaustica fosse imposta, come senso di colpa indotto, a tutti i popoli del
pianeta. Infine il semitismo, che volontariamente i sionisti o filo-sionisti
inducono ad essere co nfuso e parificato con i termini precedentemente
citati, per poter poi criminalizzare come "razzista antisemita" chiunque osi
criticare i crimini di guerra e contro l'umanità della colonia sionista in
Terra Santa, è l'identificazione nel ceppo razziale originario semita comune
a diversi popoli afro-orientali, tra cui gli Arabi, ma anche gli Accadi di
Mesopotamia, gli Amorrei, gli Aramei, i Cananei, gli Ammoniti, i Moabiti,
gli Idumei, ed infine gli ebrei.
CANZANO 2- E’ vero che c'è un forte legame che unisce e rende
dipendenti da un rapporto di causa-effetto il giudaismo e il sionismo?
PILATO – Certamente. Hanno poco da raccontarci la storiella che il
sionismo è un movimento laico, che i kibbutz erano e sono (anche se in calo
vertiginoso in quanto ad attrattiva tra i giovani, e pure tra gli emigranti
di madre giudea che preferiscono insediarsi nelle colonie, dove non fanno
praticamente nulla a parte infastidire i contadini arabi e dove sono sicuri
di poter contare su forti sovvenzioni statali e private) laici di matrice
praticamente socialista, che l'aspetto religioso è indipendente da quello
politico, e frottole del genere: tutto fumo negli occhi. La realtà è che
senza l'indottrinamento rabbinico, che è alla base dell'etica deviata
giudaica, anche di quella laica, gnostica o ateizzante, e senza la
fissazione di essere "il popolo eletto", carnalmente, non esisterebbe una
così radicata convinzione, da parte dei coloni come da parte delle autorità
di Tel Aviv (che furono coloni anch'essi, e pure i primi fondatori di gruppi
terroristici) che tutto ciò che fanno, anche le carognate peggiori ai danni
della popolazione autoctona che lì vive e lavora da secoli
ininterrottamente, è lecito e giustificato da una causa superiore,
addirittura da Dio. La causa fondante del sionismo politico risiede nel
giudaismo-rabbinico talmudico. Ho servizi fotografici interi di rabbini che
benedicono carri armati, bombe e cannoni che saranno utilizzati per
massacrare civili palestinesi e libanesi, come abbiamo testimonianza di come
i rabbini capi d'Israele dessero, anche durante la recente carneficina di
Gaza, a cavallo tra il 2008 ed il 2009, dispense e benedizioni per poter
bombardare i villaggi palestinesi durante il sabato giudaico, lo shabbat
shalom.
CANZANO 3- Non esisterebbe il sionismo, come ideologia laica di Stato,
senza le radici e le aspirazioni apocalittiche rabbinico-giudaiche (intese
come espressione di un messianismo spurio) su cui fonda la sua ragion
d'essere?
PILATO – A questa domanda, involontariamente ho già dato parziale
risposta precedentemente, ma posso aggiungere che il progetto originale
sionista prevede solo come inizio tattico l'occupazione graduale di vaste
porzioni di territorio arabo-palestinese, ma ciò a cui punta è in realtà
l'estensione del controllo geografico a tutta quell'area compresa tra il
Nilo e l'Eufrate, il così detto Eretz Israel, il Grande Israele biblico (che
tale in realtà non fu mai, neppure nel tempo di massimo splendore e potere
da parte delle tribù). Questo progetto venne compreso solo in ritardo dagli
Stati arabi confinanti con la Palestina, che di fronte all'aggressivit&
agrave; espansionista giudaico-sionista cercarono, maldestramente ed in
ritardo, di porre rimedio e freno. Ma i capi sionisti, ben armati e
organizzati in previsione di una reazione araba inevitabile al loro
espansionismo, giocarono sempre d'anticipo. Senza una visione
messianico-apocalittica (spuria, deviata) non si sarebbero potuti incitare
gli animi di generazioni di emigranti giudei che con la terra di Palestina
non avevano alcun tipo di relazione. Tutti gli emigranti giudei che
provenivano, e provengono tutt'ora, dalla Russia, da paesi slavi, dal
nord-Europa, dagli USA, dall'Africa, ecc., non hanno nulla nel loro dna o
nel passato delle proprie famiglie, nei secoli, che li possa ricollegare in
qualche modo alla Terra Santa di Palestina. Il collante è la follia
millenarista giudaico-rabbinica della "terra promessa" e del "popolo
eletto". Ed è tanto più evidente che si tratti di una fissazione paranoide,
di un'illusione di massa, che persino gruppi cristiani, i cristianisti
sionisti, americani e non, sostengono (specie quelli americani) il
colonialismo sionista israeliano.
CANZANO 4- La religione olocaustica risulta essere l'alibi
teologico-razziale di questa falsa spiritualità materialistica, incarnata
dal sionismo dello Stato d'Israele, che fa da collante appunto tra giudaismo
"religioso" e sionismo "laico"?
PILATO – La religione olocaustica, dove tutto il popolo giudaico
moderno viene sacralizzato attraverso l'olocausto massimo della shoà, è la
sintesi di un ben congegnato meccanismo di ricatto e mantenimento in perenne
soggezione, delle masse occidentali in particolare. Mentre da un lato si
rendono sacre solo le sofferenze dei giudei e non di altri popoli,
dall'altro si pretende la perenne espiazione di colpe mai commesse da parte
di popoli assogettati a sensi di colpa che non dovrebbero avere. Con questo
ricatto e con questi falsi sensi di colpa, indotti da un esercito di nani e
ballerine al servizio di Sion, stampa, editoria, cinema, finanzieri e
politicanti, ed ahimè...purtroppo anche religiosi di Santa Romana Chiesa
poco prudenti (ad essere gentili), se non proprio compiacenti (ad essere
sinceri), Israele si è potuta permettere per oltre sessant'anni di agire
impunita compiendo i peggiori crimini contro l'umanità, uccidendo, rubando,
espropriando, imprigionando, rendendo la vita impossibile alla popolazione
indigena arabo-palestinese, come a tutti i popoli confinanti. Io, che mi
reco per motivi umanitari spesso in Palestina, ho potuto vedere e provare
anche sulla mia pelle l'arroganza e la disumanità che guida le menti dei
capi e dei gregari sionisti. Che nesso c'è poi tra le sofferenze dei giudei
europei e la punizione collettiva della popolazione palestinese? La verità è
che secondo la mentalità giudaico-rabbinica, solo loro possono essere
considerati uomini veri, mentre il resto dei popoli del mondo sono solo
animali-parlanti di cui servirsi senza scrupolo. Il Talmud in tal s enso è
pieno di citazioni che confermano quanto appena detto.
CANZANO 5- Essendosi perse le tracce certe del popolo ebraico,
rappresentato dall'elite kazaro-askenazi attualmente dominante, è vero che
l’ebraismo è diventato reperto archologico?
PILATO – Sicuramente parlare di "popolo ebraico" oggi è
anacronistico. Dopo le migrazioni delle comunità ebraiche dalla Palestina, o
esodi come qualcuno li definisce (ma ci sono anche diversi storici e
studiosi giudei che smentiscono ci sia mai stato un vero esodo) verso est,
verso nord, verso ovest e verso sud, nel corso di ben duemila anni,
incontrandosi con mille popoli con i quali ci si è confusi e accoppiati, che
in alcuni casi si sono convertiti in massa al giudaismo senza aver mai hanno
messo piede in Palestina, come nel caso delle popolazioni nomadi dell'Impero
Kazaro del Caucaso meridionale, si è perso quasi del tutto il carattere
predominante del ceppo ebraico originario, per dare luogo ad una diversa
tipologia antropologica, che è quella che lei ha giustamente individuato
nell'elite skenazi (di chiara discendenza kazara mischiatasi con altre razze
nord europee). Basta osservare i lineamenti dei coloni israeliti, o dei
soldati delle milizie sioniste in perlustrazione dei villaggi o ai
check-point, per riscontrare i caratteri somatici europei o afro-sefarditi.
Giudei che parlano russo o inglese, con le facce da stranieri, che
comandano, armi alla mano, in un luogo che non è casa loro, nè mai lo sarà,
che non comprendono l'idioma della gente locale, alla quale si vorrebbe
imporre di parlare...in inglese...e che spesso neppure parlano yiddish (è
capitato a me, ad un check-point, in piena Palestina occupata, all'ingresso
di Nablus, che un capitano israeliano, dall'accento californiano, dicesse
all'amico arabo c he mi accompagnava, il quale gli si rivolgeva in perfetto
yiddish, di parlargli in inglese). Il "popolo ebreo" veterotestamentario
non esiste più da un pezzo, è archeologia. Al suo posto c'è un miscuglio di
razze che si rifanno al giudaismo, per lo più di cultura
rabbinico-talmudica, quando non si tratta proprio di falsi giudei (è il caso
di molti cristiani ortodossi russi che si procurano documenti falsi,
attestanti di avere una nonna o una mamma giudea, con il solo scopo di
ottenere la cittadinanza israeliana e potersi insediare in qualche residence
di qualche colonia nei territori occupati e beccarsi le sovvenzioni
governative o un lavoro come security: gente che arriva da situazioni già
disperate e che non ha nulla da perdere e tutto da guadagnare a fingersi
"ebrea"). Che il "popolo ebreo" sia un falso ideologico non sono io a dirlo,
ma, tra gli altri, un noto e rispettato storico israeliano, Shlo mo Sand,
docente all'università di Tel Aviv, autore di "Comment le peuple juif fut
inventé", del quale potete leggere:
"Decostruzione di una storia mitica: come fu inventato il popolo ebraico"
(http://www.terrasantalibera.org/
DecostruzioneStoriaMitica.htm)
CANZANO 6- Il semitismo, può conincidere con il sionismo?
PILATO – No. Semitismo e sionismo sono vocaboli che esprimono diverse
realtà, una razziale e biologica, l'altra politica e ideologica. Talvolta
esse possono coincidere in alcune persone, ma non se ne può fare una
regola. Si può essere semiti senza essere sionisti, o essere sionisti senza
essere semiti. Una mia amica americana, di sicure origini semite e
giudaiche, è fortemente antisionista, mentre capita di trovare perfetti
trogloditi, sicuramente non semiti, che però sono ottusamente sionisti. Ma
di una cosa possiamo essere certi: in Terra Santa di Palestina, quella che
vorrebbero cancellare e sostituire sulle carte geografiche con la scritta
"Israele ", chi è sicuramente semita è la popolazione autoctona
arabo-palestinese: inconfondibilmente. Sfido qualsiasi antropologo a
dimostrare il contrario: è impossibile. Il ceppo semita ismaelita è rimasto
invariato e si è conservato e radicato nei millenni in quelle aree
geografiche mediorientali: i lineamenti somatici arabi sono evidentemente
semiti. Non si può dire lo stesso per gli "israeliani".
CANZANO 7- Cosa significa oggi essere antisemiti?
PILATO – Essere antisemiti oggi è essere sionisti. Giudei o
giudaizzanti fa poca differenza all'atto concreto, perchè la discriminazione
persecutoria islamofobica (aizzata ad arte dal potere mediatico USA-Israele)
nei confronti della maggioranza semita araba è gravemente violenta,
consapevole di restare impunita. I recenti massacri di Gaza e del Libano ne
sono la prova provata: se a subire tali martellanti bombardamenti fosse
stato Israele si sarebbe mobilitato il mondo intero per arrestare gli
omicidi di massa. Ma siccome era Israele a bombardare, il massimo della
mobilitazione da parte delle autorità internazionali è stata qualche frase
di sdegno e condanna tiepida, per non irritare troppo il rabbinato,
israeliano e internazionale: addirittura in pieno svolgimento delle recenti
attività di bombardamento al fosforo bianco a Gaza (circa 1500 morti, di cui
oltre 500 bambini) un nutrito gruppo di parlamentari italiani (di destra e
sinistra quando c'è da dimostrare il proprio servilismo gli italiani fanno a
gara a chi sia più miserabilmente vile) festeggiava e manifestava in favore
degli assassini circoncisi in kippa. Israele uccideva una popolazione
pressochè inerme con armi di distruzione di massa e questi codardi parassiti
di Stato gioivano: che esempio di moralità e coraggio. Un vera vergogna
nazionale, cosa per la quale ogni uomo non può che sentire profondo sdegno.
Il sionismo oggi è la rappresentazione non solo della quintessenza
dell'antisemitismo e della discriminazione razziale in generale, ma il
pericolo maggiore, insieme all'anglo-americansimo, di dittatura globale.
CANZANO 8- In conclusione?
PILATO – In conclusione, se è incerto che il DNA, che è all'origine
biologica e razziale degli emigranti americani o germano/russofoni, di
confessione giudaica (o semplicemente appartenenti a famiglie di tradizioni
giudaiche, anche se non praticanti), che abitano da qualche decennio nei
territori palestinesi ribattezzati "Israele", sia ebraico semita, allora
criticare o esprimere qualsiasi tipo di dissenso dalla teocrazia
politico-religiosa israeliana non può essere definibile come "antisemita".
La discriminazione che si fa nei loro confronti allora non è biologica, ma
ideologica o teologica.
È lecito dichiararsi ed esprimere idee che possano contrastare sia la
politica d'Israele che la religione rabbinico-talmudica (mascherata come
l'ideologia "sionista") che è alla base del suo operare strategico-militare
geopolitico.
Esprimere dissenso teologico o ideologico, analizzare e discernere su cause
ed effetti di politiche catastrofiche e mortifere, opporvisi
intellettualmente e con tutte le proprie forze, anche fisiche, è un
dirittto-dovere di ogni uomo libero e che tale vuole restare (garantito da
dichiarazioni internazionali delle Nazioni Unite).
Diversamente, l'uccisione con armi di distruzione di massa (Gaza e Libano),
l'uccisione per assedio e blocco economico, negando cure e prodotti,
tecnologie e mezzi per sopravvivere (medicine, attrezzature mediche,
depuratori d'acqua, ecc.), l'uccisione di civili a posti di blocco e di
bambini nei loro letti e all'uscita dalle loro scuole, l'uccisione della
vita della popolazione di Terra Santa nelle sue forme più elementari di
speranza per un futuro migliore, l'occupazione di territori di pertinenza e
proprietà arabi, l'imprigionamento di un'intera etnia, quella
araba-palestinese, indubbiamente semita al 100% per non essersi mai mossa da
quei luoghi nè mischiata con altre razze, in grandi prigioni a cielo aperto
(Gaza e West Bank), ed il suo lento genocidio e pulizia etnica che gli
israeliani stanno coscientemente compiendo da troppo tempo, è sicuramente
qualificabile come "antisemitismo".
Quando dico "gli israeliani" e non semplicemente "Israele", intendo dire che
la popolazione d'Israele, nel suo complesso, dati i mezzi di comunicazione e
di informazione moderni, non può non sapere, non può non capire quello che
sta accadendo e che stanno facendo nel loro nome. I coloni anglosassoni,
nella formazione degli USA, massacrando la popolazione autoctona e
confinandola in riserve, fecero la stessa cosa. Ma oggi siamo nel terzo
millennio e in un attimo si sa quello che succede nella parte opposta del
pianeta. Gli immigrati giudei, così detti "israeliani", sono inescusabili.
Essi sono i veri antisemiti della nostra era.
BIOGRAFIA
Filippo Fortunato Pilato, si occupa a tempo pieno e da diversi anni di
rapporti con la Palestina e le sue "pietre vive", organizza
viaggi/pellegrinaggi di testimonianza, raccoglie fondi per gli ospedali
della Palestina occupata, intercetta le richieste per i casi più disperati
di famiglie e bambini palestinesi a rischio di sopravvivenza ed insieme al
gruppo della coalizione "Alleanza per la Terra Santa Libera", da lui
fondata, porta personalmente solidarietà e supporto alla Palestina che
soffre. Tra le forme di resistenza civile, oltre all'aiuto alle giovani vite
a rischio, c'è anche il sostegno al lavoro artigiano palestinese, da
Betlemme a Nablus.
La controinformazione, punto cardine dell'azione antigiudaico-sionista,
viene sviluppata attraverso il sito
www.TerraSantaLibera.org e una rete di siti amici e solidali, anche se
su posizioni personali, confessionali, politiche diverse.
Organizza e partecipa spesso come relatore a conferenze in Italia, in
Palestina ed Europa
Filippo F.P. reputa di fondamentale importanza comprendere quale sia il
maggior pericolo cui l'umanità sta andando incontro e creare una rete di
opposizione, di formazione e controinformazione che sappia andare oltre i
limiti personali di ognuno, per fronteggiare organicamente quello che egli
considera il nemico numero uno: il giudaismo sionista, rabbinico-talmudico,
massonico per eccellenza
per
comunuicazione o cancellazione mailing-list:
giovanna.canzano@yahoo.it
Skype: Giovanna Canzano – Roma
Facebook
http://www.ladestra.info/?p=4870
Link originale :
http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=13918
Link a questa
pagina :
http://www.terrasantalibera.org/canzano_intervista_ffp.htm
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