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5 maggio 2009 La Redazione di TerraSantaLibera.org sarà in Palestina durante il pellegrinaggio del Santo Padre.
I notiziari e gli aggiornamenti saranno interrotti, o saltuari, sino al 20 di maggio.
Dopo il "pellegrinaggio di testimonianza" del mese di marzo, realizzato con la collaborazione e partecipazione di vari membri e amici italiani della nostra redazione, ora un'altro speciale appuntamento con la Terra Santa si concretizzerà a breve termine. Avevamo organizzato questo pellegrinaggio dallo scorso autunno, e fissato le date ben prima di sapere che sarebbero coincise con quelle della visita pastorale di Benedetto XVI. Faranno parte del gruppo da noi formato, anche una nutrita schiera di cattolici irlandesi e parte della comunità cattolica della Cisgiordania occupata: quella che avrà ottenuto i permessi per poter uscire dalla galera del West Bank. Accompagneremo il Papa fisicamente e spiritualmente ovunque sarà possibile, e le milizie sioniste ce lo concederanno. Condivideremo le cose belle e quelle brutte, le emozioni ed i timori, la preghiera e le umiliazioni. Speriamo di dover essere solo testimoni di fede, e non anche della realizzazione di progetti più malvagi di quelli che sono già in atto. Perchè nubi oscure sono addensate sulla Terra Santa di Palestina, come sul capo di questo successore di Pietro, molto odiato da tutti, sia dai padroni del mondo che da coloro che non dovrebbero "essere del mondo", ma che han tradito e gli si son fatti schiavi. Chi ha fede ci accompagni con le sue preghiere, che noi da là ricambieremo. A tutti promettiamo, a Dio piacendo, di tornare presto a dare notizie e resoconti di prima mano. Ringraziamo coloro che hanno voluto dare un contributo ai nostri interventi diretti di sostegno.
Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio...
La Redazione
"Questo venerdì partirò per il mio pellegrinaggio in Terra Santa, dove uomini e donne hanno udito per la prima volta la voce del Buon Pastore. Chiedo a tutti voi di unirvi a me nella preghiera per i popoli afflitti di quella regione. In modo particolare, vi chiedo di ricordare il popolo palestinese, che ha sopportato grandi difficoltà e sofferenze. Il Signore benedica questo popolo e tutti coloro che vivono in Terra Santa con i doni dell'unità e della pace". (Papa Benedetto XVI, l'ultima domenica prima del suo viaggio in Terra Santa) L’odio contro il Papa e il «fumo di Satana»Non c'è neanche la possibilità dell'errore di traduzione, perché Benedetto XVI ha scritto di suo pugno la lettera ai vescovi in due versioni: italiano e tedesco. E quindi la parola usata è proprio quella: «Odio». Papa Ratzinger sente che si è diffuso, tra i membri stessi della Chiesa, questo forte sentimento di rabbiosa avversione e di profondo risentimento proprio nei suoi confronti, nei confronti del Vicario di Cristo e successore dell'apostolo Pietro. Venisse da fuori, da coloro che sono extra ecclesiam, quest'odio non desterebbe scandalo e il pontefice non si sentirebbe tenuto a rispondere con una inconsueta lettera ufficiale. No. L'odio - dice Benedetto XVI - viene da dentro, dalle membra del corpo, che si ribellano alla volontà del capo e covano dentro di sé cupi disegni di rivalsa e di vendetta. Tornano alla mente le parole dell'allora cardinal Ratzinger alla Via Crucis del 2005: «Quanta sporcizia c'è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui!». Oggi è lo stesso Ratzinger ad annunciare che la sporcizia ha mutato forma ed è degradata in odio. Per essere chiaro e non prestarsi ad equivoci interpretativi, il Papa ricorre a un'immagine usata da San Paolo nella lettera ai Galati: quella del «mordersi e divorarsi» a vicenda come belve feroci. Benedetto afferma che sono state proprio le presenti circostanze a fargli comprendere meglio questo passaggio del testo paolino, da lui finora ritenuto una delle «esagerazioni retoriche» dell'apostolo delle genti. Scrive il Papa: «Purtroppo questo "mordere e divorare" esiste anche oggi nella Chiesa come espressione di una libertà mal interpretata». E il risultato di questo mordersi e divorarsi - ammonisce San Paolo e ricorda Benedetto XVI - è la distruzione. Ergo: l'odio delle membra contro il capo può portare alla consunzione del corpo. E l'odio di vescovi, preti e teologi contro il Papa può portare alla disgregazione della Chiesa. Alla fine è questo ciò che è in ballo in questi mesi e in questi giorni, e forse potremmo dire in questi anni di pontificato ratzingeriano, in ciò paragonabile al drammatico papato di Paolo VI, anch'egli fortemente contestato (e, guarda caso, accusato come Benedetto XVI di «conservatorismo») da ampia parte degli episcopati e dalla casta teologica dominante dopo il Concilio Vaticano II. E allora torniamo per un attimo proprio a Papa Montini e a quelle parole del novembre 1972 spesso citate, ma che oggi, alla luce della lettera di Papa Ratzinger ai vescovi e alla denuncia in essa contenuta di un odio nei confronti del pontefice radicato e diffuso nella Chiesa stessa, assumono ancor di più un profilo di profetica verità: «Da qualche fessura è entrato il fumo di Satana nel Tempio di Dio... Nella Chiesa regna questo stato d'incertezza; si credeva che dopo il Concilio sarebbe venuta una giornata di sole per la storia della Chiesa. E' venuta invece una giornata di nuvole, di tempesta, di buio». Queste parole non furono pronunciate da qualche lefebvriano smanioso di gettare fango sul Vaticano II, ma da colui che del Concilio fu uno dei maggiori e più convinti sostenitori (anche qui, come l'allora teologo Ratzinger): per questo sono ancor più autorevoli. E la prova della consapevolezza interiore con cui furono dette è nel dolore, nella sofferenza, nel dramma che consumarono la persona di Papa Montini negli ultimi anni della sua permanenza sul soglio di Pietro, quando egli dovette assistere alla ribellione di vescovi e teologi agli atti papali, allo svuotamento dei seminari, all'indebolirsi della presenza cattolica nella società. Il riferimento a Satana fatto da Paolo VI è ancora più significativo oggi, nel momento in cui Benedetto XVI subisce una diffusa e pesante contestazione da parte di molti episcopati ed esponenti dell'intellighenzia cattolica, avente ad oggetto ancora una volta, in sostanza, il Concilio Vaticano II, e vede dietro tale contestazione il seme e il movente dell'odio. E l'odio, nei Vangeli, è il sentimento proprio del Maligno. E' la caratteristica del Demonio, la cui opera nella storia punta a dividere il corpo di Cristo, e quindi a distruggerlo per frantumazione. Più nella Chiesa ci si «morde e divora», più il «fumo di Satana» ha campo libero per entrare nel tempio. Per questo la denuncia dell'odio fatta da Papa Ratzinger nella sua lettera ai vescovi, più che lo sfogo personale del pontefice romano, deve essere considerata come un richiamo del Vicario di Cristo a non lasciare che le tenebre, la tempesta e il buio spengano la luce della Verità. Quella Verità affidata a colui al quale duemila anni fa venne detto: «Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa». di Gianteo Bordero Ragionpolitica.it 13 marzo 2009 http://www.fattisentire.org/modules.php?name=News&file=article&sid=3175
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