
di Francesco Colafemmina
- Fides et Forma - 17 marzo 2010
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Mentre a Gerusalemme est procedono i lavori di costruzione di nuove abitazioni per israeliani e mentre si inaugura la sinagoga di Hurvà, in Vaticano Cardinali e Monsignori ricevono una nutrita delegazione di plutocrati filantropi ebrei che devono dare il loro benestare alla possibile beatificazione di Papa Pio XII, nonché discutere di potenziali progressi nel dialogo ebraico-cristiano.
Bisogna sapere che questa sinagoga di Hurvà è legata ad una profezia di Vilna Gaon, una autorità rabbinica del 18mo secolo che profetizzò l'inizio della costruzione del Terzo Tempio in concomitanza con la ricostruzione per la terza volta di questa sinagoga. Così vari gruppi di ultra ortodossi oggi inaugurano l'era della ricostruzione del Terzo Tempio. Il primo, lo ricordiamo, fu distrutto dai Babilonesi nel 586 a. C., il secondo fu distrutto nel 70 d.C. da Tito, figlio di Vespasiano.
Scopo dei gruppi ultraortodossi è la ricostruzione del tempio con tanto di abbattimento della moschea della roccia o Qubbat al-Ṣakhrā e della grande moschea di Al-Aqsa... Sappiamo cosa potrà scatenare questo tipo di orribile contesa religiosa autorizzata dalla politica. A pagarne le conseguenze sino ad oggi sono i Mussulmani e i Palestinesi in genere, prima privati della loro terra, poi rinchiusi in veri e propri ghetti e infine provocati con ogni genere di messianica ed esaltata provocazione...
Mentre tutto ciò accade a Gerusalemme, a Roma partono gli incontri bilaterali non con delle autorità rabbiniche altamente rappresentative, non con dei "capi religiosi" che esprimano l'interesse di milioni di fedeli ebraici, non con i rappresentanti politici ed istituzionali dello Stato di Israele, bensì con associazioni o comitati o congressi internazionali che non hanno alcun tipo di rappresentatività che li metta nelle condizioni di veder recepite non dico le loro indicazioni ma fosse pure le loro opinioni!
L'Asca riferisce la notizia in questi termini: "Cominciano oggi a Roma due giorni di incontri tra il Comitato Ebraico Internazionale per le Consultazioni Interreligiose (Ijcic) e i rappresentanti di alcuni dicasteri vaticani. A darne notizia e' un comunicato dello stesso Comitato ebraico internazionale. I primi ad accogliere la delegazione guidata dal Rabbino Richard Marker saranno mons. Brian Farrell e padre Norbert Hofmann della Commissione della Santa Sede per i rapporti religiosi con l'ebraismo. Seguira' nella mattinata l'incontro con il card. Jean Louis Tauran, presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso e nel pomeriggio con il card. Peter Turkson, presidente del Pontificio consiglio ''Justitia et pax''. Nella giornata di domani invece la delegazione internazionale, di cui fa parte anche Mr. Maram Stern, segretario generale del Congresso Ebraico mondiale, incontrera' il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone.Al centro dei colloqui di questi due giorni alcune questioni delicate, come gli archivi, il processo di beatificazione di Papa Pio XII, la lotta all'antisemitismo, l'impegno nel dialogo nello spirito del Concilio Vaticano II. A margine dei colloqui ufficiali, sono in programma anche l'incontro con la Comunita' di Sant'Egidio e con P. Thomas G.Casej, direttore del Centro per studi ebraici ''Cardinal Bea'' alla Universita' Gregoriana, dove Lee I. Levine terra' una lezione su Gerusalemme ''citta' sante per gli ebrei''.
Ora, mi domando, ma quale autorità rappresentano questi signori? Cosa vogliono dal Vaticano? Chi li ha investiti del potere di rappresentanza della fede ebraica? In base a quale criterio debbono essere considerati degli interlocutori in grado di decidere se Pio XII debba essere o meno elevato agli altari? Questa gente ha criticato aspramente il Papa per aver firmato il decreto di proclamazione delle eroiche virtù di Papa Pacelli! Perché la Santa Sede dovrebbe tener conto della loro opinione in merito? In base a quale criterio se non all'opportunismo e alla convenienza mediatica?
Poi ci penso ancora e mi domando: ma chi l'ha detto che noi cattolici dobbiamo pensare all'antisemitismo mentre nessuno s'interessa all'anticristianesimo? In base a quale principio deve esistere una specie religiosa protetta mentre tutti gli altri sono figli di un Dio minore?
Piuttosto perché la Santa Sede non si decide a condannare le colonie, l'usurpazione di suolo pslestinese, le continue offese ai cristiani compiute in Terra Santa? Perché non condannare la volontà di Israele di vietare la preghiera a Gerusalemme per i Mussulmani inferiori ai 50 anni, come proposto recentemente dal ministro Barack?
Mah, che dire? Di segni dei tempi ce ne sono fin troppi. Forse a breve sorgerà anche l'Abominio della desolazione nel luogo santo (il Terzo Tempio al posto della Spianata con tanto di sacrificio pasquale veterotestamentario ripristinato)? Stiamo a guardare ma senza mai rinunciare alla preghiera!
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PRINCEPS gloriosissime caelestis militiae, sancte Michael Archangele, defende nos in proelio et colluctatione, quae nobis adversus principes et potestates, adversus mundi rectores tenebrarum harum, contra spiritualia nequitiae, in caelestibus. Veni in auxilium hominum, quos Deus creavit inexterminabiles, et ad imaginem similitudinis Suae fecit, et a tyrannide diaboli emit pretio magno. Proeliare hodie cum beatorum Angelorum exercitu proelia Domini, sicut pugnasti contra ducem superbiae luciferum, et angelos eius apostaticos: et non valuerunt, neque locus inventus est eorum amplius in caelo. Sed proiectus est draco ille magnus, serpens antiquus, qui vocatur diabolus et satanas, qui seducit universum orbem; et proiectus est in terram, et angeli eius cum illo missi sunt.
