Iraq, Falluja, la nuova Hiroshima
Osservatorio Iraq, 23 luglio
2010

Falluja peggio di Hiroshima. Nella città irachena, che nel 2004 fu
teatro di due devastanti attacchi americani, uno dei quali la distrusse
quasi completamente, e in cui vennero utilizzate armi al fosforo bianco,
il numero dei tumori è quadruplicato.
E' il risultato di uno studio epidemiologico condotto da Malak Hamdan e
Chris Busby, pubblicato sull'International Journal of Environmental
Studies and Public Health (IJERPH) di Basilea, in Svizzera.
I dati mostrano un aumento di tumori, leucemia, e della mortalità
infantile, oltre ad alterazioni del normale rapporto maschi-femmine alla
nascita, assai maggiori di quelli che si registrarono fra i
sopravvissuti alla bomba atomica lanciata nel 1945 sulle città
giapponesi di Hiroshima e Nagasaki.
Lo studio – dal titolo "Cancer, Infant Mortality and Birth Sex-Ratio in Fallujah, Iraq 2005-2009"
[pdf] - è stato condotto nel gennaio-febbraio di quest'anno – su 711
abitazioni e oltre 4.000 individui a Falluja, città che si trova
nell'ovest dell'Iraq. I suoi risultati mostrano un aumento di quattro
volte di tutti i tipi di tumori nei 5 anni successivi all'attacco del
2004 (2005-2009), tumori simili a quelli che si sono registrati nei
sopravvissuti di Hiroshima che furono esposti alle radiazioni ionizzanti
della bomba atomica e quindi dell'uranio.

Confrontando il tasso di insorgenza del tumore dei cittadini di Falluja
con quelli di Egitto e Giordania, i ricercatori hanno scoperto che a
Falluja la presenza di leucemia è di 38 volte superiore (20 casi), e
quella del tumore al seno quasi 10 volte superiore (12 casi). A ciò si
aggiunge un significativo aumento dei linfomi e dei tumori cerebrali
negli adulti.
Due dei dati più inquietanti dello studio sono la crescita di 12 volte
dei tumori infantili (fascia di età compresa fra 0 e 14 anni) dal 2004,
e la mortalità infantile all'80 per mille. In Egitto, questo parametro è
del 19 per mille, in Giordania del 17 per mille, e in Kuwait del 9,7 per
mille.
Sono state inoltre registrate alterazioni significative del rapporto
maschi-femmine alla nascita. Normalmente, questo è di 1050 maschi per
1000 femmine, ma nel gruppo dei nati subito dopo il 2005 (un anno dopo
il conflitto) si è ridotto drasticamente, passando a 860.
Il rapporto maschi-femmine alla nascita è un indicatore noto di danno
genetico. Una simile riduzione di questo dato è stata osservata nei
bambini dei sopravvissuti di Hiroshima.

Risultato straordinario e allarmante
Di "risultato straordinario e allarmante" parla il dr. Busby, uno degli
autori dello studio, che è visiting Professor all'Università
dell'Ulster (Irlanda del Nord), nonché Direttore scientifico di Green
Audit, organizzazione di ricerca ambientale indipendente.
Busby però sulle cause ci va cauto. Dichiara che "per produrre un
effetto di questo tipo, deve essersi verificata qualche importante
esposizione mutagena nel 2004, quando sono avvenuti gli attacchi".
Perciò, sottolinea, "dobbiamo scoprire urgentemente qual è stato
l'agente".
L'uranio? A sospettarlo sono in molti: però – dice lo studioso, "non
possiamo esserne certi senza ulteriori ricerche e analisi indipendenti
su campioni dalla zona".
Un primo risultato comunque è stato raggiunto.
Se prima dell'aumento di tumori e malformazioni congenite a Falluja si
parlava soltanto, ora c'è una conferma scientifica.
Sono contento, dice Malak Hamdan, l'organizzatore del progetto: "Forse
adesso la comunità internazionale si sveglierà".
[O.S.]
Lo studio: Chris Busby, Malak Hamdan and Entesar
Ariabi,
Cancer, Infant Mortality and Birth Sex-Ratio in Fallujah, Iraq 2005-2009,
International Journal of Environmental Research and Public Health 2010,
7 [pdf]
Fonte:
http://www.osservatorioiraq.it/modules.php?name=News&file=article&sid=9546
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