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Il fuoco sotto la cenere
(1°parte)
di Alessandro Zola
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20/02/2010
http://www.terrasantalibera.org/fuoco_sotto_la_cenere.htm
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bloccare gli investimenti
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angela merkel con Israele
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A LEZIONE DAL MOSSAD
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Il
dirigente di Hamas, trovato morto nel sul albergo
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Il ''plausibile
scenario'' di Brzezinski
Quando
una cosa finisce, finisce proprio, nel senso che non evolve più,
raggiunge uno stadio definitivo. Invece, una piccola brace è rimasta
accesa in Medio Oriente e, ora, a distanza di quasi settant'anni, il
fuoco divampa a livello mondiale ...
...e
di questo è importante parlare...
Il futuro
degli Stati Uniti e di molta parte del mondo è messo in pericolo dalla
politica economica e militare perseguita dall'amministrazione Obama ,
che non è altro che il proseguimento, con altre tecniche, dei piani di
guerra e di dominio della precedente amministrazione Bush.
I cambiamenti di politica
economica e monetaria-finanziaria introdotti congiuntamente dai governi
di USA ed Inghilterra tra gli anni Settanta e Ottanta, hanno distrutto
il potenziale per una pace duratura, a motivo degli effetti che hanno
fatto seguito alla svolta, tra il 1971 e il 1981, verso il liberismo
radicale del sistema monetario mondiale a “tassi d'interesse
fluttuanti”. Questo cambiamento ha introdotto un nuovo impulso filo
imperialista mirante ad eliminare il progetto di Franklin D. Roosevelt
affinché si instaurasse un sistema di cooperazione mondiale ispirato al
Trattato di Westfalia e fondato sui principi del progresso fisico delle
nazioni, pro-capite e per chilometro quadrato, nell'economia degli stati
nazionali sovrani.
Dobbiamo vedere questo sviluppo che trae origine nel cambiamento filo
imperiale avvenuto dopo il 1945, dei principi della legge internazionale
di Westfalia, un cambiamento ispirato ai concetti utopistici globali di
H.G. Wells e del suo complice e architetto della guerra nucleare
Bertrand Russell. L'assassinio di John F. Kennedy, gli attentati al
presidente francese Charles de Gaulle e i tentativi di rovesciare il suo
alleato Konrad Adenauer in Germania, furono i passi significativi verso
la distruzione radicale, avviata nel periodo 1970-1981, sia del sistema
di Bretton Woods sia del revival impresso da F.D. Roosevelt all'economia
USA.
La spinta verso le utopie post-industriali e altre manovre di
affossamento culturale ed economico avvenute negli ultimi trentacinque
anni hanno gravemente leso la qualità dell'interesse comune da cui
dipende la cooperazione pacifica tra le nazioni. L'amministrazione del
presidente George W. Bush junior ha portato soltanto i germi della
guerra asimmetrica globale ad uno stato di maturazione in cui o tale
tendenza è ripudiata e smantellata subito, altrimenti la guerra
asimmetrica comincerà a diffondersi in una forma globale di ricorso
ad armi nucleari ed altre armi speciali, confluendo nello sfascio
dell'economia mondiale, uno sfascio in forma di reazione a catena che
coinvolge la sfera transatlantica e quella dell'Asia Sudoccidentale.
Intanto l'economia mondiale nella sua forma attuale è stata più volte
sul punto di crollare a causa dell’ enorme indebitamento degli Usa e
per le enormi spese militari. Il sistema bancario ( FED ) e monetario
governato dal dollaro come valuta di riferimento, è stato salvato con
fondi pubblici , creando un ulteriore indebitamento degli americani,
vittime , inoltre, delle bolle speculative, che nessuno può negare.
“La tragedia consiste nel
fatto che politici e banchieri centrali hanno deciso, per salvare le
finanza sporca, di accettare i titoli della finanza esoterica
(spazzatura) come titoli validi, premiando i delinquenti. Stati alla
gogna e delinquenti premiati!
l'aumento della base monetaria in sé non sarebbe stato negativo se quel
denaro fosse stato impiegato in maniera intelligente “.
La guerra all’Iran è alle
porte, la macchia mediatica si è messa al lavoro per demonizzare il
nemico. Israele intanto ha già pianificato il suo programma di
espansione in Medioriente, influendo in tutte le cancellerie d’Europa ,
in particolare su quella Tedesca e Francese e in ultimo sono riusciti a
far mettere pure il Kippà a Berlusconi, il che significa il
condizionamento della politica estera italiana da parte di Israele..
La politica di difesa del
Trattato di Lisbona prevede, anche missioni offensive, che
violano l’Art. 11 della Costituzione. Attraverso il potenziamento delle
forze militari messe a disposizione dell'Unione Europea, è in atto un
tentativo di fare dell'Europa un braccio della NATO. Con la
creazione di un gruppo ristretto di paesi a cui verrebbero demandate le
iniziative militari, sarebbe più facile aggirare l'opposizione di chi
vorrebbe evitare la guerra.
Per questo motivo
risultano di particolare interesse politico gli stretti rapporti
diplomatici tra Angela Merkel e Benjamin Netanyahu e il loro ruolo nella
scacchiera Europea. ( vedere allegati)
Intanto la politica di
aggressione di Israele nei confronti dei palestinesi non conosce soste.
...(...continua...)...
(1°parte)
di Alessandro Zola
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20/02/2010
http://www.terrasantalibera.org/fuoco_sotto_la_cenere.htm
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Il
dirigente di Hamas, trovato morto nel sul albergo il 19 gennaio,
potrebbe essere stato ucciso dal Mossad
"Il primo
ministro israeliano Benjamin Netanyahu potrebbe essere il primo a essere
incriminato se risultasse evidente che ha preso lui la decisione di
assassinare al-Mabhouh a Dubai. Potremmo, in questo caso, emettere un
mandato di cattura nei suoi confronti".
A parlare
alla Reuters è Dahi Khalfan Tamim, il capo della polizia di Dubai, negli
Emirati Arabi Uniti, in merito all'inchiesta per l'omicidio - avvenuto
il 19 gennaio scorso - di Mahmoud al-Mabhouh, esponente di spicco del
movimento politico palestinese di Hamas.
Al momento l'inchiesta è ferma all'arresto di sette persone, con
passaporto irlandese, ritenute coinvolte a vario titolo nell'omicidio.
Tamim non ha mai citato i servizi segreti israeliani, ma con la sua
dichiarazione ha lasciato intendere che le autorità degli Emirati non
escludono un 'omicidio mirato' dietro l'assassinio - avvenuto in un
albergo della capitale del lusso del Golfo - di Mahmoud al-Mabhouh.
http://it.peacereporter.net/articolo/20123/Dubai:+possibile+mandato+di+cattura+per+Netanyahu+per+l'omicidio+al-Mabhouh
L'Italia
è assolutamente ferma nel bloccare gli investimenti nel settore del
petrolio e del gas in Iran
GERUSALEMME (Reuters) - L'Italia è assolutamente
ferma nel bloccare gli investimenti nel settore del petrolio e del gas
in Iran al punto che ha già sospeso l'assicurazione Sace per chi intende
investire nel Paese e che Eni ha disdetto la possibilità di sviluppare
la terza fase di un importante giacimento.
Lo hanno detto il presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi e il ministro degli Esteri, Franco Frattini, in occasione
della visita di Stato in Israele.
"L'italia dal 2007 ha tolto ogni supporto del governo
alle esportazioni in Iran. Dal 2007 abbiamo ridotto di un terzo la
nostra presenza che si riduce ad una sola azienda", ha detto Berlusconi
nella conferenza stampa con il primo ministro israeliano Benjiamin
Netanyahu riferendosi alla partecipazione di Eni nello sviluppo del
giacimento di Darkhovin.
"L'Eni ha un contratto da rispettare, salvo pagare una
penale, ma ha già disdetto la possibilità che aveva di sviluppare la
terza fase di un importante giacimento", ha detto ancora Berlusconi.
Intervistato da La7 Frattini ha detto:"Siamo
assolutamente fermi nel bloccare nuovi investimenti nel settore del
petrolio e del gas. Abbiamo già bloccato l'assicurazione Sace per chi
investe in Iran. E' una misura di assoluta correttezza che gli amici
israeliani apprezzeranno".
Il ministro ha aggiunto che l'amministratore delegato di
Eni Paolo "Scaroni "ha dato la sua disponibilità a incontrarsi con
l'amministrazione israeliana".
Il ''plausibile
scenario'' di Brzezinski
di Giulietto Chiesa, 15 febbraio 2007, 18:26
Retroscena
di guerra L'ex Segretario alla Sicurezza Nazionale di Jimmy Carter,
durante la sua audizione alla Commissione Difesa del Senato, ha
sostenuto che negli Usa si potrebbe verificare un attentato che,
attribuito all'attuale peggior nemico degli
States, potrebbe giustificarne la reazione contro Teheran. Un iter
bellico che ricorda molto l'11 settembre e l'intervento in Afghanistan
Uno scenario
"plausibile" per uno "scontro militare con l'Iran"? Eccolo. E, per
favore, non distraetevi: "il fallimento [del governo] iracheno
nell'adempiere ai requisiti [posti dall'amministrazione di Washington],
cui faranno seguito le accuse all'Iran di essere responsabile del
fallimento, indi, mediante qualche provocazione in Iraq o un atto
terroristico negli Stati Uniti attribuito all'Iran, [il tutto]
culminante in un'azione militare ‘difensiva' degli Stati Uniti contro
l'Iran".
L'autore di questa sensazionale rivelazione si chiama Zbigniew
Brzezinski, Segretario alla Sicurezza Nazionale con Jimmy Carter, uno
dei maggiori esperti e consiglieri di politica estera di numerose
Amministrazioni americane. Dichiarazione fatta e registrata il 2
Febbraio scorso nell'audizione della Commissione Difesa del Senato degli
Stati Uniti d'America, nella quale, per la prima volta in assoluto, una
voce americana la cui autorevolezza non può essere messa in discussione,
considera "plausibile" che qualcuno, negli Stati Uniti, possa
organizzare un attentato terroristico contro gli Stati Uniti, per poi
attribuire il tutto a qualche nemico esterno e scatenare una guerra.
Non fa venire i brividi? Non fa venire in mente l'11 Settembre, che a
questo "plausibile scenario" assomiglia come una goccia d'acqua?
Dunque
Brzezinski informa i senatori che l'amministrazione Bush - per meglio
dire qualcuno al suo interno e molto in alto - sta cercando un pretesto
per attaccare l'Iran. E quale pretesto! Si aggiunga che le tappe "1" e
"2" (fallimento iracheno e immediata accusa di Washington contro
Teheran) si sono già realizzate nei giorni scorsi e i giornali ne sono
pieni. Restano le tappe "3" e "4" che potrebbero avvenire in qualunque
momento.
Perché non c'è dubbio che Brzezinski non si sarebbe spinto a pronunciare
quelle parole se non avesse saputo che il piano è già scattato e se non
avesse deciso che l'unico modo per bloccarlo è di svelarlo.
Ma non c'è riuscito, fino a questo momento, perché il mainstream
informativo sembra non essersi accorto di niente. E questo silenzio di
tomba conferma la sostanziale complicità dei media con gli organizzatori
della guerra.
Delle
rivelazioni di Brzezinski ha infatti parlato solo il Financial Times, ma
in sordina, quasi come ordinaria amministrazione. Molto rivelatore anche
il comportamento dell'Associated Press, che ha riferito la notizia, ma
omettendo il riferimento a un possibile attentato terroristico sul
territorio degli Stati Uniti.
I senatori non hanno chiesto delucidazioni, nemmeno i democratici,
troppo impauriti dalle loro responsabilità nella guerra irachena per
poter fermare quella iraniana che metterà alla berlina la loro
bipartisanship.
Ma come
ignorare una voce come quella di Zbigniew Brzezinski, un uomo che ha
guidato per anni i servizi segreti e non ha mai perduto il contatto con
loro? Come tacere sulle conclusioni di colui che organizzò la trappola
afghana in cui caddero i sovietici nel 1979? Qualcuno, adesso, (specie
tra coloro che hanno taciuto sull'11 Settembre e poi, chiamati a
risponderne, hanno difeso a spada tratta la versione ufficiale,
organizzata dai mentitori che stanno costruendo questo stesso
"plausibile scenario") dirà che stiamo forzando quello che Brzezinski ha
effettivamente detto.
Il fatto è
che l'ex-Segretario alla Sicurezza Nazionale ha detto molto di più. E ha
chiarito ai senatori (forse) allibiti che stava proprio parlando di una
provocazione ordita non da Al Qaeda, ma dall'interno
dell'Amministrazione. Lo ha fatto ricordando l'articolo del New York
Times del 27 marzo 2006 che riprodusse il memorandum di un "colloquio
privato" tra Bush e Blair, due mesi prima dell'inizio dell'attacco
contro l'Iraq. Quel memorandum, mai smentito, era stato steso da uno
degli accompagnatori del premier britannico e infatti uscì da una gola
profonda di Londra. In quell'articolo - ecco cosa dice Brzezinski - "al
Presidente venivano attribuite preoccupazioni per il fatto che avrebbero
potuto non esserci in Iraq armi di distruzioni di massa", che si
sarebbero dovute mettere in piedi altre basi per sostenere l'azione
bellica".
E Brzezinski
continua: "vi leggerò semplicemente ciò che quel memorandum sembra
contenere, secondo il New York Times: il Presidente e il Primo Ministro
riconobbero che in Iraq non erano state trovate armi non convenzionali.
Di fronte all'eventualità di non trovarne alcuna prima della pianificata
invasione, il signor Bush parlò di diversi mezzi atti a provocare lo
scontro. Descrisse i diversi modi in cui ciò avrebbe potuto essere
fatto. Non vorrei entrare nei dettagli...quei modi erano abbastanza
sensazionali, perlomeno uno di essi lo era."
Nel memorandum del New York Times - Brzezinski delicatamente non lo
ricorda ai senatori - c'era l'abbattimento di un aereo americano da
ricognizione in alta quota, la cui responsabilità sarebbe stata
scaricata su Saddam Hussein. Ovvio che qui non si parla di Osama Bin
Laden. Il giornalista Barry Grey (
www.wsws.org ) gli chiede, per essere certo di aver ben capito: lei
sta suggerendo che c'è la possibilità che ciò possa aver avuto origine
all'interno dello stesso governo americano?". La risposta di Brzezinski
è tutt'altro che una smentita: "Io sto dicendo che l'intera situazione
può sfuggire di mano e che ogni tipo di calcoli può produrre circostanze
che sarà assai difficile ricostruire". Esattamente come avvenne l'11
Settembre. Stanno preparando la guerra e tutti i più importanti mass
media tacciono. Forse ce la racconteranno dopo come hanno già fatto
altre volte.
da
www.megachip.info /
febbraio 2007
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