|
Quello che segue è un tentativo di presentare il mio personale
dizionario di quelli che sembrano essere i termini e i concetti
più pregnanti che ricorrono quando si parla di solidarietà con il
popolo palestinese e di opposizione alla guerra.
Palestina –
un pezzo di terra sulla costa orientale del Mediterraneo. Per
molti anni la Palestina è stata la casa del popolo palestinese:
musulmani, cristiani ed ebrei che hanno vissuto in pace e armonia
per centinaia di anni. Alla fine del XIX secolo, con l'emergere
del nazionalismo europeo, pochi ebrei decisero che gli ebrei non
dovevano restarne esclusi. Si inventarono allora i concetti di
"popolo ebraico", "storia ebraica" e "nazionalismo ebraico".
Decisero di insediare la maggioranza degli ebrei del mondo in
Palestina. Con il passare del tempo il progetto nazionale ebraico,
cioè il sionismo, divenne sempre più feroce e sinistro. Nel 1949
il 70% della popolazione palestinese autoctona era già stata
etnicamente epurata. Oggi la maggioranza dei palestinesi vive
dietro il filo spinato in uno stato di terrore sotto la vigilanza
dei soldati israeliani.
Ebrei –
il popolo che si trova a identificarsi come ebrei. Gli ebrei non
sono una razza, non seguono neanche un unico sistema di
convinzioni. Mi sono dato una regola. Mi rifiuto categoricamente
di trattare "gli ebrei" come una collettività o un gruppo etnico.
Mi limito a criticare la politica, l'ideologia e l'identità
ebraiche.
Ebraismo –
una delle tante religioni praticate dagli ebrei
(Ebrei
per Gesù,
Ebrei per Buddha,
Ebrei per Allah
e così via). Benché l'Ebraismo contenga alcuni aspetti e precetti
non-etici, l'unico gruppo autenticamente alla ricerca della pace
nel popolo ebraico è di fatto una setta religiosa ortodossa, cioè
gli
Ebrei della Torah.
Questo fatto basta a rendermi molto prudente quando critico
l'Ebraismo in quanto religione. Trattando dell'Ebraismo, mi
limiterei alla critica di interpretazioni del
razzismo talmudico
e della spoliazione genocida
orientata biblicamente
della Palestina.
Ebraicità –
Ideologia ebraica, le interpretazioni di ciò che significa essere
ebreo da parte di coloro che si considerano ebrei. L'ebraicità è
il fulcro dell'identità ebraica, è una nozione dinamica. È
difficile metterla a fuoco. Pur astenendosi dal criticare gli
ebrei (il popolo) e l'Ebraismo (la religione), elaborare sul
concetto di ebraicità è doveroso, soprattutto tenendo conto dei
crimini commessi dallo Stato ebraico nel nome del popolo ebraico.
Finché lo Stato ebraico colpisce la popolazione civile con il
fosforo bianco, è nostro dovere morale chiederci: Chi sono gli
ebrei? Cosa rappresenta l'Ebraismo? Cos'è l'ebraicità?
Palestina contro Israele –
la
Palestina è un paese, Israele è uno stato.
Palestinesi –
attualmente le vittime che hanno sofferto più a lungo dell'abuso
coloniale razzista e del terrorismo di stato. I palestinesi sono i
soli veri abitanti indigeni della Palestina. Nel Medio Oriente
sono sparsi
4.300.000 palestinesi. Ci sono palestinesi che sono riusciti a
conservare la loro terra ma si vedono negati i diritti civili,
mentre altri vivono sotto occupazione militare. La causa
palestinese è essenzialmente la richiesta etnicamente fondata del
popolo palestinese di fare ritorno alla propria terra. Terra che
appartiene a loro e a loro soltanto. La causa palestinese è la
richiesta di smantellare lo Stato ebraico e di costituire al suo
posto uno Stato dei suoi Cittadini.
Sionismo –
l'interpretazione pratica, nazionale e coloniale dell'ideologia
ebraica. Afferma che gli ebrei hanno diritto a una casa nazionale
a Sion
(Palestina) a scapito del popolo palestinese. Il sionismo è una
filosofia razzista coloniale che pratica tattiche
genocide.
È un precetto orientato biblicamente. Benché il Sionismo si sia
inizialmente presentato come un movimento laico, fin dalle origini
ha trasformato la Bibbia da testo religioso a libro del catasto.
Israele –
lo
Stato ebraico è un concetto politico razzista. È un luogo in cui
si celebra istituzionalmente la supremazia ebraica. Israele è un
luogo dove il
94% della popolazione
appoggia l'uso di fosforo bianco su civili innocenti. Israele è il
luogo in cui gli ebrei possono
riversare
la loro vendetta sui gentili.
Resistenza palestinese –
l'esercizio del diritto etico di resistere a un invasore che
pratica la pulizia etnica e il razzismo.
Bomba demografica –
Israele possiede molte bombe, bombe a grappolo, bombe molotov,
bombe atomiche, armi di distruzione di massa, ecc. I palestinesi
ne hanno una sola, quella demografica. I palestinesi costituiscono
la maggioranza della popolazione tra il Mediterraneo e il
Giordano. Questo fatto di per sé definisce la qualità temporale
dell'Idea di Stato ebraico in Palestina.
Sionismo contro ebraicità –
è difficile e forse impossibile determinare dove finisce il
sionismo e inizia l'ebraicità. Il sionismo e l'ebraicità formano
un continuum. A quanto pare, il sionismo è diventato l'identificatore
simbolico
dell'ebreo contemporaneo. Ciascun ebreo viene identificato da se
stesso e dagli altri facendo riferimento alla bussola sionista
(sionista, anti-sionista, indifferente al sionismo, ama il
sionismo ma odia Israele, ama Israele ma odia i falafel e così
via).
Ebraismo laico e fondamentalismo ebraico laico –
negli ultimi due secoli il laicismo è stato un precetto molto
popolare presso gli
ebrei.
La forma ebraica di laicismo è molto simile all'ebraismo
rabbinico. È fondamentalmente monoteista, crede in una sola verità
(Dio è morto fino a nuovo avviso).
Pratica la supremazia razziale,
è
estremamente intollerante
verso gli altri in generale e verso i
musulmani
in particolare, promuove guerre in nome dei lumi, del liberalismo,
della democrazia e perfino in nome delle
vittime future.
Sindrome da Stress Pre-Traumatico –
lo stato mentale che porta il 94% della popolazione israeliana ad
appoggiare i bombardamenti della popolazione
civile.
Nella condizione di
Sindrome da Stress Pre-Traumatico
(Pre-TSD), lo stress è l'esito di un evento immaginario, un
episodio di fantasia inserito in un contesto futuro; un evento che
non ha mai avuto luogo. Nella Pre-TSD, un'illusione anticipa la
realtà e la condizione in cui la fantasia del terrore diventa essa
stessa realtà. Se portata agli estremi, neanche la guerra totale
contro il resto del mondo è una reazione impensabile. Diversamente
dalla paranoia, nella quale il paziente è vittima dei propri
sintomi, nel caso della Pre-TSD il paziente celebra i propri
sintomi mentre gli altri vengono relegati al ruolo di pubblico o
di vittima. I malati di Pre-TSD nel mondo della stampa e dei media
premono
per il conflitto globale. Quando vanno al potere si limitano a
spargere morte
tutt'attorno. Riescono a vedere minacce praticamente ovunque. Chi
è affetto da Pre-TSD chiederà che si
rada al suolo l'Iran
e
difenderà
la campagna militare dell'esercito israeliano perché teme per la
propria esistenza. Il paziente che soffre di Pre-TSD è alquanto
prevedibile e per una ragione o per l'altra sposa sempre cause
non-etiche.
Jihad –
la
lotta per migliorare se stessi e la società. Il Jihad è il
tentativo di conquistare un'armonia tra sé e il mondo. Serve a
colmare il divario tra l'amore di sé, il sé che ama e l'amore per
gli altri. La Jihad è la risposta al concetto di popolo eletto.
Olocausto –
un capitolo assolutamente devastante del recente passato ebraico.
Sarebbe difficile immaginare la creazione dello Stato ebraico
senza gli effetti dell'Olocausto. È tuttavia impossibile negare il
fatto che i palestinesi hanno finito per pagare il carissimo
prezzo di crimini commessi contro gli ebrei da un altro popolo
(gli europei). Dunque avrebbe senso affermare che se gli europei
si sentono in colpa per l'Olocausto dovrebbero avere ancora più a
cuore le sue vittime ultime, cioè i palestinesi.
Va detto che a causa di una legislazione che limita il libero
studio accademico dell'Olocausto, quest'ultimo non viene più
trattato come un capitolo storico. Viene invece considerato da
molti studiosi come un racconto religioso (la
religione dell'Olocausto).
Chi non ubbidisce alla religione e non segue le sue restrizioni
viene cacciato, escluso e rinchiuso. L'incapacità di far sì che
l'Olocausto restasse un vivido capitolo storico ha trasformato la
storia ebraica in un vaso di Pandora sigillato da proibizioni,
restrizioni legali e varie forme di minaccia. In un ideale "mondo
libero" ci sarebbe consentito di studiare l'Olocausto, di
considerarlo un capitolo storico e di trarne alcune lezioni. Ciò
significherebbe anche discutere del suo significato. In un mondo
(libero) ideale, ci sarebbe anche consentito di chiederci come
mai, volta per volta, gli ebrei hanno sempre finito per essere
disprezzati e detestati dai loro vicini. In un mondo (libero)
ideale gli ebrei avrebbero la possibilità di imparare dai loro
errori del passato. Per ora, se vogliamo rimanere liberi, è meglio
se evitiamo di mettere in discussione il passato.
Il
significato dell'Olocausto –
l'Olocausto fornisce agli ebrei e agli altri due ovvie lezioni.
Una è universale e quasi semplicistica, e dice: "NO al razzismo".
Come predissero alcuni intellettuali ebrei dopo la guerra, ci si
aspettava che gli ebrei guidassero la lotta contro il razzismo. A
quanto pare non è successo. Non solo non è successo, ma lo Stato
ebraico è diventato l'estrema forma di pratica razzista. Tre anni
dopo la liberazione di Auschwitz il neonato Stato ebraico
epurò etnicamente
con ferocia la grande maggioranza dei palestinesi autoctoni. Ormai
lo Stato ebraico non tenta neanche più di mascherare il suo
programma razzista, cioè lo Stato per soli ebrei.
La seconda lezione che può essere tratta dall'Olocausto è molto
meno astratta, è anzi molto pragmatica. Suggerisce agli ebrei di
"essere consapevoli delle loro azioni". Suggerisce agli ebrei di
"agire moralmente o almeno fingere di farlo". A quanto pare questa
lezione viene totalmente ignorata. Nello Stato ebraico giovani
soldati dell'esercito indossato magliette che raffigurano donne
palestinesi incinte al centro di un mirino, con l'inquietante
scritta "1
shot 2 kills"
[un colpo, due morti: due piccioni con una fava, N.d.T.]. Nello
Stato ebraico i civili sono stati colti
a fare picnic
mentre guardavano il loro esercito che sganciava armi non
convenzionali sulla vicina popolazione palestinese. La realtà
israeliana e l'energico lobbismo ebraico nel mondo descrivono il
rigetto totale di qualsivoglia giudizio etico o condotta morale.
Che si tratti della pratica genocida contro il popolo palestinese
o delle
pressioni a favore di un numero sempre
maggiore di conflitti globali.
Se il significato dell'Olocausto fosse stato interiorizzato, i
diversi aspetti di questo comportamento inumano avrebbero dovuto
essere affrontati e debellati.
Tuttavia, pur con il divieto di rivisitare la nostra storia,
abbiamo ancora il diritto di riflettere sulla brutalità nazista
nei confronti degli ebrei alla luce dei crimini dello Stato
ebraico in Palestina. Pare che non esista ancora alcuna
legislazione che ci proibisca di farlo.
Hamas –
partito politico eletto nel 2006 dal popolo palestinese di Gaza e
della Cisgiordania. Da allora Israele ha bloccato i pagamenti
dovuti a Gaza, causando il crollo dell'economia palestinese. Ha
messo sotto assedio Gaza per mesi, affamando la popolazione
civile. E tuttavia Hamas ha dimostrato ancora una volta la
capacità di resistenza del popolo palestinese. Malgrado le
tattiche genocide di Israele, malgrado l'IDF abbia preso di mira
bambini, donne e anziani, la popolarità di Hamas aumenta di giorno
in giorno e tanto più dopo l'ultimo conflitto di Gaza. È ormai
evidente che Israele non ha i mezzi per combattere la resistenza
islamica. In altre parole, Israele ha i giorni contati.
I
guardiani –
per molti anni le istanze di solidarietà con la Palestina sono
state fatte a pezzi da chi affermava di sapere ciò che è giusto e
ciò che è sbagliato. Queste persone dicevano anche di sapere cosa
fosse degno oggetto di discussione e quali argomenti dovessero
invece essere lasciati cadere. Inizialmente questi guardiani
cercarono di reclutare il movimento palestinese per combattere
l'antisemitismo. Un'altra idea bizzarra era usare il popolo
palestinese come una cavia da laboratorio per un esperimento di
socialismo dogmatico.
Grazie al crescente successo della resistenza palestinese e
islamica, il potere dei Guardiani è ora ridotto a zero. Benché
insistano nell'esercitare i loro poteri, la loro influenza è
limitata a cellule essenzialmente ebraiche.
Antisemiti –
in passato gli antisemiti erano quelli a cui non piacevano gli
ebrei, oggi gli antisemiti sono quelli che non piacciono agli
ebrei. Dato il crescente divario tra lo Stato ebraico e le sue
lobby da una parte e il resto dell'umanità dall'altra, abbiamo
buone ragioni per ritenere che presto l'umanità intera verrà
denunciata come antisemita da una qualche lobby ebraica.
Antisemitismo –
un significante fuorviante. Benché si riferisca a sentimenti
anti-ebraici, dà l'impressione che questi sentimenti siano
motivati od orientati etnicamente. Dev'essere chiaro che gli ebrei
non sono una razza e non costituiscono un continuum razziale.
Dunque nessuno odia gli ebrei per la loro razza o la loro identità
razziale.
Ricordando i crimini israeliani e l'attività delle lobby ebraiche
nel mondo, i sentimenti anti-ebraici dovrebbero essere visti come
una reazione politica, ideologica ed etica. È la reazione a uno
stato criminale e all'appoggio incondizionato che riceve dagli
ebrei in tutto il mondo. Benché il risentimento nei confronti del
sionismo, di Israele e delle lobby ebraiche sia alquanto
razionale, l'incapacità di distinguere tra gli "ebrei" e il
sionismo è invece molto problematica e pericolosa soprattutto in
considerazione del fatto che molti ebrei non hanno niente a che
fare con il crimine sionista. Tuttavia, a causa del vasto appoggio
istituzionale fornito a Israele, è tutt'altro che facile
determinare dove finiscono gli "ebrei" e dove inizia il sionismo.
Di fatto non c'è una chiara linea di demarcazione o un punto di
transizione. La conseguenza è evidente, gli ebrei sono
collettivamente coinvolti nei crimini del loro progetto nazionale.
Una soluzione ovvia per gli ebrei è quella di opporsi al sionismo
come individui, un'altra opzione è quella di opporsi al sionismo
nel nome della Torah, ed è anche possibile per gli ebrei rifuggire
l'ideologo tribale che hanno in sé.
Amore di sé –
la convinzione che di avere in sé qualcosa di fondamentalmente e
categoricamente giusto, morale e unico. È l'interpretazione laica
della condizione di eletto.
Odio di sé –
la convinzione di avere in sé qualcosa di fondamentalmente e
categoricamente sbagliato, immorale e ordinario. Questa condizione
può anche costituire il punto di partenza per una ricerca etica
spirituale.
Brodo di pollo –
è quello che resta quando si toglie all'identità ebraica il
giudaismo, il razzismo, lo sciovinismo, il fosforo bianco, la
supremazia, le bombe a grappolo, il laicismo, il sionismo,
l'intolleranza, il reattore nucleare di Dimona, il cosmopolitismo,
la tendenza genocida, ecc. L'ebreo può sempre tornare al brodo di
pollo, l'identificatore simbolico iconico dell'affiliazione
culturale ebraica. Ben venga l'ebreo che dice: "Non sono religioso
né sionista, non sono un banchiere, non mi chiamo Madoff, non sono
un 'amico laburista di Israele' né un Lord né assomiglio a un
bancomat. Sono solo un piccolo ebreo innocente perché la mia
mama’le mi dava il brodo di pollo quando non mi sentivo bene".
Ammettiamolo una volta per tutte, il brodo di pollo non è poi così
pericoloso (se non si è polli). Mia nonna mi ha insegnato che fa
molto bene. Infatti l'ho provato nell'inverno del 1978, ché allora
avevo l'influenza.
È servito,
adesso mi sento meglio.
Gilad
Atzmon
Originale:
Lexicon of resistance
Articolo originale pubblicato il 30/3/2009
Traduzione
di Manuela Vittorelli,
membro di
Tlaxcala,
la rete di traduttori per la diversità linguistica.
URL di questo articolo su Tlaxcala:
http://www.tlaxcala.es/pp.asp?reference=7354&lg=it
Link a questa pagina :
http://www.terrasantalibera.org/gilad_lessico.htm
|