Anno IV,  Comunicato del 23 maggio 2009

 

QUESTA Redazione, pur non condividendo sempre e necessariamente tuttE le dichiarazioni degli autori

nei testi citati, reputa che esse siano comunque UTILi fonti di informazione, testimonianza e riflessione.

Non omologati in nessuno schieramento e in rispetto di quella libertà di pensiero e d'espressione garantite costituzionalmente, riteniamo IRRINUNCIABILE E giustO dare spazio a MOLTE voci del dissenso, ALTROVE NEGATE.

 

 

 

ISCRIZIONE NEWSLETTER

clicca qui sopra

 oppure invia una email a:

 

 segreteria

(chiocciola)

gerusalemmeterrasanta.org

 

Israele contro il Libano:

una guerra sotto altro nome

Omayma Abdel Latif, Medarabnews, 23 maggio 2009

 

 

Ultimamente è difficile che passi un solo giorno senza che venga rivelata la scoperta di un’ulteriore cellula di spionaggio che opera in Libano per conto di Israele. Undici reti, composte da 15 sospettati, sono state scoperte dalle ISF (Internal Security Forces) libanesi nell’arco di un mese. Secondo fonti vicine a Hezbollah, "ciò che è stato rivelato è solo la punta dell’iceberg, poiché ulteriori cellule e uomini saranno arrestati". Questi sviluppi giungono mentre il paese è in preda alla febbre elettorale per le consultazioni del 7 giugno. Essi coincidono anche con quelle che sono state definite le più imponenti manovre militari israeliane dal 1948.

 

Ad essere sinceri, non è una grossa novità scoprire cellule di spionaggio israeliane in Libano. Ciò che contraddistingue le reti scoperte recentemente, tuttavia, è il loro numero record ed il fatto che esse coprivano quasi tutto il Libano, da Beirut alla Bekaa, e – cosa ancora più importante – il sud, ovvero il territorio di Hezbollah. Mentre gli agenti israeliani vuotavano il sacco, il silenzio israeliano era assordante. L’unica reazione israeliana è stata di aprire il confine settentrionale per gli agenti in fuga diretti in patria lunedì scorso.

 

Le indagini iniziali rivelano intense attività di spionaggio. Dopo la guerra del luglio 2006, l’establishment militare israeliano comprese che parte dell’insuccesso nell’infliggere un duro colpo all’arsenale missilistico di Hezbollah era dovuto ai fallimenti dell’intelligence sul campo. Essa non ebbe più obiettivi da segnalare al sesto giorno di guerra, e non riuscì a paralizzare la capacità della resistenza di lanciare razzi. All’inizio del 2007, Israele decise di attivare le sue "cellule in sonno" in Libano. Ristabilì i legami con alcuni ex agenti e lavorò per reclutarne altri. Mentre queste reti operavano separatamente, Israele lavorò per insediare degli attori chiave come Ali Jarrah, Adib Al-Alam e Ziad Al-Homsy (Adib Al-Alam è un generale in pensione, arrestato ad aprile; Ziad Al-Homsy è il vicesindaco di Saadnayel, una cittadina nella Bekaa; per un ulteriore approfondimento si vedano anche "Security and Defense: Spying trouble in Lebanon" , apparso sul Jerusalem Post, e "Spies’ Roots Reach Deep in Lebanon", apparso sul New York Times (N.d.T.) ), che avrebbero lavorato al reclutamento di altri. Il tipo di strumenti di spionaggio high-tech che è stato trovato in mano ad alcuni sospettati, e l’addestramento che avevano ricevuto, suggeriscono molto chiaramente che Israele era alla disperata ricerca di nuovi dati e di nuovi obiettivi.

 

Rimangono molti interrogativi riguardo alla scoperta di queste reti di spionaggio, soprattutto perché alcune di esse erano note a Hezbollah, ed erano sotto il suo vigile sguardo fin dal 2006. In secondo luogo, che tipo di attività era assegnato a queste reti, e fino a che punto Israele è riuscito, attraverso i suoi agenti, a violare la sicurezza della resistenza o addirittura dello Stato libanese, alla luce del fatto che alcuni dei suoi agenti lavoravano nelle istituzioni statali? Ad esempio, Al-Alam ha lavorato nel Servizio della Sicurezza Generale per 25 anni, mentre un altro agente, Haitham Al-Sohmorani, ha servito nelle ISF.

 

Cosa ancora più importante, questa attività di spionaggio sta a indicare una imminente azione militare contro il Libano? Lunedì scorso, il segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha ammonito che Israele potrebbe aver avviato una fase di preparativi per "una nuova guerra a sorpresa contro il Libano" – come testimonierebbero le manovre militari che dovrebbero svolgersi dal 31 maggio al 4 giugno – allo scopo di saldare vecchi conti con Hezbollah e ristabilire la sua perduta capacità di deterrenza militare.

 

Il lavoro per scoprire le cellule di spionaggio è iniziato nel settembre del 2008. La maggior parte degli sforzi è stata condotta dalle ISF, ritenute affiliate al leader della maggioranza Saad Al-Hariri, le quali non godono di una buona reputazione negli ambienti dell’opposizione. Alcuni hanno suggerito che la scelta di tempo per fare questa rivelazione sarebbe strettamente legata alle prossime elezioni in Libano. La versione ufficiale degli eventi, tuttavia, racconta un’altra storia.

 

Secondo Ashraf Reifi, comandante delle ISF, l’assistenza tecnica e l’addestramento forniti ai quadri delle ISF hanno messo in grado questi ultimi di rintracciare e smascherare cellule di spionaggio. Tuttavia, fonti vicine a Hezbollah ci hanno rivelato che l’assistenza tecnica occidentale fornita alle ISF ha reso effettivamente queste ultime in grado di scovare le spie, ma coloro che hanno fornito questa assistenza non si aspettavano che le ISF avrebbero utilizzato questo addestramento per prendere di mira agenti israeliani. Piuttosto essi volevano che le ISF si concentrassero sulle attività legate alla Siria ed alla resistenza.

 

Reifi ha affermato che è stato un errore tecnico di alcuni agenti israeliani che ha portato alla scoperta di queste reti. "Queste reti operavano separatamente, in modo tale che se un agente fosse stato preso non sarebbe stato in grado di dire nulla sugli altri. Ma un paio di settimane fa, le ISF hanno intercettato ordini israeliani che chiedevano agli agenti di tenere un basso profilo e di sbarazzarsi di alcuni degli strumenti di spionaggio ad alta tecnologia", ha dichiarato Reifi.

 

Mentre alcuni agenti si erano concentrati sulla raccolta di dati riguardanti i principali membri di Hezbollah, altri raccoglievano rilevamenti su alcuni villaggi del sud. Gli agenti più importanti si sono concentrati su attività volte a fomentare le tensioni settarie. Al-Homsy, un ex membro di Al-Mustaqbal (il partito di Saad Al-Hariri), e vicesindaco di Saadnayel, un villaggio nella valle della Bekaa centrale, rappresenta un esempio significativo a questo proposito. Al-Homsy, che è stato arrestato dall’intelligence dell’esercito, è accusato di essere stato un attore chiave nel fomentare la violenza settaria fra Saadnayel, frazione a maggioranza sunnita, e il vicino villaggio di Talabaiya, a maggioranza sciita. I due villaggi giunsero a uno scontro sanguinoso nel 2008. Gli sforzi di riconciliazione non riuscirono ad arginare le ostilità, e si dice che Al-Homsy abbia giocato un ruolo nel fomentare le tensioni. Egli lanciò anche una campagna diffamatoria contro Hezbollah sulla pubblicazione "Al-Erada" (La Volontà), che poi si scoprì essere finanziata da sovvenzioni israeliane.

 

Il caso di Al-Homsy è il più curioso, poiché egli, da uomo che si vantava di aver speso la propria vita al servizio della resistenza contro Israele, è finito per diventare un agente del Mossad. Ma le ripercussioni del caso vanno ben al di là di Al-Homsy, e sollevano nuovamente l’interrogativo se Israele possa essere dietro gran parte della violenza a cui il Libano ha assistito a partire dall’uccisione dell’ex primo ministro Rafiq Al-Hariri nel febbraio 2005, incluso l’assassinio di 14 personalità libanesi e la violenza settaria che ha rischiato di riportare il paese sull’orlo della guerra civile.

 

Pochi sono rimasti sorpresi quando Nasrallah ha pesantemente criticato la magistratura libanese in un discorso tenuto venerdì 15 maggio. Molti residenti dei villaggi del sud ritengono la magistratura responsabile per le cellule di spionaggio che non sono state scoperte in passato. Ex agenti che furono consegnati da Hezbollah alla magistratura libanese dopo la liberazione del sud nel maggio del 2000, ricevettero delle sentenze molto leggere, che andavano dai sei mesi ai cinque anni. Hezbollah volle inviare un segnale nel momento in cui decise di non intraprendere azioni extragiudiziarie contro gli agenti di Israele per mostrare rispetto nei confronti delle istituzioni statali, anche quando si trattava di questioni estremamente delicate. Sheikh Naim Qassim, il vice segretario generale di Hezbollah, ha ora invitato la magistratura ad emettere sentenze di condanna a morte nei confronti di alcuni degli agenti smascherati.

 

Omayma Abdel Latif è projects coordinator presso il Carnegie Endowment for International Peace; in precedenza è stata vice redattore capo del settimanale egiziano "al-Ahram weekly"; si è occupata in particolare di movimenti islamici, e soprattutto dei Fratelli Musulmani in Egitto

 

Titolo originale:

War by another name

Link originale inglese:

http://weekly.ahram.org.eg/2009/948/re6.htm

Link originale italiano:

http://www.medarabnews.com/2009/05/24/israele-contro-il-libano-una-guerra-sotto-altro-nome/

Fonte :
www.uruknet.info?p=s9883

 

Link a questa pagina :

http://www.terrasantalibera.org/guerra_sotto_altro_nome.htm

 

 
 

 

 

 

Tutte le notizie e articoli contenuti in questo spazio web sono liberamente riproducibili

(salvo successive controindicazioni degli autori e/o degli editori distributori)

purchè citandone  integralmente   tutte le fonti (inclusa questa), gli autori, i traduttori e i links :

perchè informazione e contro-informazione devono essere libere e alla portata di tutti.

Chi, divulgando questi notiziari, omette di fornire le indicazioni sopra citate, o impedisce in qualsiasi modo

 la  libera veicolazione delle notizie, sabota gravemente  la libera formazione e informazione.