|

|
Anno IV, Comunicato 10
marzo 2009
QUESTA
Redazione, pur non condividendo sempre e
necessariamente tutto quel che dichiarano gli autori
dei testi
pubblicati, reputa che essi siano comunque UTILE fonte di informazione,
testimonianza e riflessione per molti.
Non omologati
in nessuno schieramento e in rispetto di quella libertà di pensiero e
d'espressione garantite costituzionalmente, riteniamo IRRINUNCIABILE E
giustO dare spazio aLLE MOLTE voci del dissenso, ALTROVE NEGATE.
|
|
|
|
Manca il materiale edilizio,
Isrele lo ruba in Cisgiordania
Osservatorio Iraq, 10 marzo 2009

|
Per Israele il rischio di restare senza materiale edile è
concreto. Secondo uno studio del governo, entro una decina di
anni lo Stato ebraico potrebbe trovarsi senza più mattoni.
Per questa ragione i costruttori israeliani avrebbero deciso di
procurarsi le risorse mancanti nella vicina Cisgiordania,
sottraendole ai palestinesi.
I costruttori israeliani, ha raccontato in un suo articolo il
New York Times, entrano durante la notte nei Territori
occupati alla ricerca di ghiaia e rocce, divenute all’improvviso
"sorprendentemente preziose".
Attualmente, lo Stato ebraico starebbe utilizzando quasi un
quarto del materiale di costruzione prodotto dalle oltre dieci
cave presenti in Cisgiordania, ossia 10 milioni di tonnellate su
44 totali.
Questa pratica, espressamente proibita dalla quarta convenzione
dell'Aja (1907), che impedisce alle potenze occupanti di
sottrarre risorse dai territori occupati, ha suscitato la
reazione dei palestinesi e di diverse organizzazioni non
governative.
"Questo è un esempio degli interessi economici che spingono
Israele a proseguire l'occupazione, è molto difficile che si
fermi tutto ciò", ha commentato Sam Bahour, imprenditore e uomo
d'affari palestinese di Ramallah.
L’associazione israeliana Yesh Din è andata oltre,
decidendo di portare il caso davanti alla Corte suprema
israeliana e denunciare "la brutale pratica di sfruttamento
economico di un territorio conquistato da parte di una potenza
occupante".
Nel testo presentato alla Corte vengono citati alcuni documenti
militari israeliani che testimoniano la mole di materiale di
scavo prelevato in Cisgiordania e venduto ogni anno in Israele.
"Israele sta trasferendo risorse naturali dalla Cisgiordania a
proprio beneficio e questo è assolutamente proibito non solo dal
diritto internazionale ma anche secondo le regole della Corte
suprema israeliana", ha affermato Michael Sard, avvocato del
gruppo, secondo cui "questo è un trasferimento illegale di terra
nel senso più letterale".
Il pronunciamento del massimo tribunale dello Stato ebraico è
atteso per le prossime settimane.
(fonte: New York
Times,
Yesh Din, Agi)
|
Link :
www.osservatorioiraq.it/modules.php?name=News&file=article&sid=7282
Questa pagina :
http://www.terrasantalibera.org/israele_ruba_mattoni.htm
|
|
Tutte le notizie e articoli contenuti in questo spazio web
sono liberamente riproducibili
(salvo successive
controindicazioni degli autori e/o degli editori distributori)
purchè citandone integralmente
tutte le fonti (inclusa questa), gli autori, i traduttori e i links
:
perchè informazione e
contro-informazione devono essere libere e alla portata di tutti.
Chi, divulgando questi
notiziari, omette di fornire le indicazioni sopra citate, o impedisce in
qualsiasi modo
la libera veicolazione
delle notizie, sabota gravemente la libera formazione e informazione. |