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PERCHE' IL NOSTRO PORTALE DA COSÌ FASTIDIO
ALLE CASTE POLITICO/EDITORIALI
E ALLA ISRAEL LOBBY ITALYOTA,
INFILTRATA NEL PARLAMENTO, CHE LE DIRIGE
E CONDIZIONA?

PROPAGANDA & LAVAGGIO DEI CERVELLI:
decadenza deontologica &
disonestà intellettuale.
Articolo rivolto a tutti, ma specialmente
ai lettori di
Libero ,
Il Giornale ,
Il Foglio
(vai ai rispettivi articoli ai links soprastanti)

Ovvero,
la dittatura strisciante che avanza in Italia, con la complicità di un
giornalismo senza scrupoli e senza etica professionale, prono e
obbediente ai padroni dell'informazione deviata.
Come nel nostro Paese ribaltare la
verità, diffamare a mezzo stampa, incitare all'odio personale nei
confronti di freelancers scomodi, siano diventate le regole su cui si
basa la nuova deontologia giornalistica, che si scandalizza quando
vengono toccati i propri feudi (che rendono loro milioni di euro l'anno,
dei contribuenti ovviamente), ma che non si vergogna di voler negare ad
altri ciò che invoca per se stessa, usando mezzi subdoli e
fraudolentemente scorretti.
Quando si dice che la madre dei cretini e' sempre
incinta...non ci si rende conto di quanto sia vero e attuale tale detto
popolare.
Assistiamo infatti ad una vera gara a chi, tra le testate
giornalistiche nazionali, spara più asinerie, falsita', delazioni e
diffamazioni.
Addirittura su Libero di oggi, 8 giugno 2010, veniamo definiti “compagni
e di sinistra”.
Questa la mettiamo nel barzellettiere, mentre altri ci accusano di
“neonazismo”.
Non c’è che dire, i nostri denigratori hanno le idee
veramente chiare.
E’ evidente a chiunque ci conosca un poco, ma anche a chi
per la prima volta visiti il nostro portale libero, veramente libero e
non solo sfruttando parole ad effetto e di facciata, che le definizioni
“destra” e “sinistra” ci stiano proprio strette. Se poi i riferimenti a
“destra”, “sinistra”, o “centro”, sono relativi agli attuali
schieramenti parlamentari, di governo ed opposizione, allora cari
redattori state proprio navigando in alto mare e con nebbia molto fitta.
Ma tant’è, da chi ha una visione delle cose troppo
ristretta, della politica, dei rapporti, della realtà geopolitica in
campo, delle regie dei poteri forti e globalizzanti, non ci si potrebbe
aspettare di meglio e di più: quello è di “sinistra”, quell’altro è un
“camerata”, sono “pacifisti amici dei terroristi”, e tutto
l’armamentario della delazione e della diffamazione di bassa lega.
Ma quel che è peggio, questa martellante insistenza,
presso i poveri lettori dei quotidiani, nel catalogare rigidamente tutto
in schemi prefissati e logori, che andavano bene per l’Italia del
dopoguerra, ma che non possono reggere la quotidianità e dinamicità
delle realta odierne, condiziona il libero esame e l’analisi
disincantata delle problematiche, delle cause, dei registi, di chi ne
trae profitto e di chi invece ne fa le spese.
Le spese le fa sempre il lettore/elettore che
ingenuamente e con fiducia si affida a quel che dicono i menestrelli
dell’informazione accreditata.
Ed è a loro infatti che ci rivolgiamo oggi, ai lettori di
Libero, del Giornale, del Foglio.
Copia di questo testo/lettera aperta è stata inviata
anche alle sopra citate redazioni.
Proprio noi, che sino a poco tempo fa eravamo soliti
leggere sotto l’ombrellone proprio Il Giornale e Libero, anche se
tappandoci a volte il naso per la puzza di partigianeria, d’oltreoceano
e d’oltremediterraneo che vi si respira, vogliamo rivolgerci a quei
lettori che sotto l’ombrellone leggevano gli stessi articoli, forse
senza coglierne sempre la faziosità che li allontanava dalla verità.
Cari lettori di queste testate “di destra”, ma anche a
coloro di quelle “di sinistra”, non fatevi imbrogliare, usate il
vostro cervello, approfondite quel che dicono i vostri “beniamini”,
diffidate di queste campagne stampa da caccia alle streghe che
criminalizzano ciò che non conoscete. Diffidate di tutto, anche di noi,
e verificate sempre le fonti delle notizie, anche quelle che vi
propinano come “libere” e “indipendenti”.
Analizzeremo ora, passo passo, tutte le falsità,
scorrettezze, diffamazioni che vi sono state proposte da tali testate
giornalistiche.
I nostri avvocati stanno facendo altrettanto.
Perchè non basta che alcune bugie siano scritte su delle
testate nazionali per farle diventare vere, e non basta neppure
ripeterle con un passaparola da una redazione all’altra per renderle
credibili. E nemmeno una conferenza stampa a Montecitorio può cambiare
il senso universale dei termini, delle parole, o delle cose.
Una falsità resta una falsità e per farla diventare vera
ci vogliono fatti e dimostrazioni, prove: tutte cose che questi signori
non hanno e non potranno mai avere.
Qui sta la nostra forza e la nostra sicurezza, la serenità con cui
affrontiamo battaglie che possono sembrare più grandi di noi.
Ciò che fa diventare speciali e scandalose cose che un
tempo erano solo normali è che esse siano sempre più cosa rara di questi
tempi, dove assistiamo al capovolgimento sistematico e fraudolendo dei
termini, dei concetti universali, dell’etica. Viviamo il tempo in cui
ciò che è male viene chiamato bene, quel che è falso vien proposto come
vero, l’etica di vita lascia il posto a quella mortifera, i corrotti
vengono presi ad esempio d’onestà, le virtù lasciano il passo alle
perversioni, la perfidia subentra alla sincerità, gli operatori di pace
e di bene vengono messi alla berlina e calunniati, i giovani sono spinti
a ribellarsi ai consigli degli anziani, gli uomini voglioni essere donne
e le donne uomini, gli aguzzini fanno le vittime e le vittime vengono
presentate come carnefici: Babilonia, Sodoma e Gomorra, unite in un
trittico sullo sfondo di metropoli alla deriva ed inquinate, mentre il
potente, colui che è dotato di grandi mezzi e autorità, che dovrebbe
proteggere questo pianeta ed i suoi popoli, per il bene comune, ne è
invece il tiranno pluriomicida, che avvelena i mari, il cielo, la terra,
gli animi delle creature, con petrolio, uranio impoverito e menzogne.
Impossibile non scorgere nel fumo delle macerie di questa
civiltà l’antico serpente, che tiene al laccio i cuori e le menti più
deboli e degenerate, che per un’oncia d’oro, per avidità di potere e di
conquista terrena, non hanno esitato a vendergli l’anima.
Ma cominciamo con il ritornello di “Angela Lano che
collabora e firma per Terrasantalibera.org”.
Bugia e dichiarazione non comprovabile.
Le relazioni che ci sono tra l’apparire del nome di un
autore su una testata giornalistica cartacea e l’apparire di nomi
d’autori su siti, portali, blogs on line, non sono le stesse. Nel primo
caso esso fa parte di una redazione giornalistica reale e riconosciuta
(con tutti i vantaggi e svantaggi che questo comporta), nel secondo caso
invece si tratta solo dell’apparizione virtuale e della veicolazione in
rete di notizie che sono di dominio pubblico per chi naviga, e che
vengono riprodotte e rimbalzate su decine, centinaia, migliaia di
portali e servers. Senza alcun vantaggio.
Nel mondo del web, differentemente dalle testate
giornalistiche ufficiali (quelle che si beccano fior fior di quattrini
per indottrinarvi), non è necessario che l’autore di un articolo o un
testo sia parte della gestione di un sito affinchè il suo pezzo sia
pubblicato: è sufficiente che tale articolo non sia protetto dal
copyright (altrimewnti basta una segnalazione e l’articolo viene
semplicemente rimosso) e nel riproporlo su altri siti web esso sia
riportato fedelmente così com’è, senza aggiunte o modifiche che possano
alterarne il senso, che siano citati autore e fonte, oltre al link dal
quale tale articolo è stato tratto.
Ora andatevi a cercare, su
www.terrasantalibera.org , tutti
gli articoli a firma Angela Lano e vedrete che ognuno di essi riporta a
fondo pagina il link esatto da dove tale testo è stato tratto: tutti
sono riconducibili a
www.infopal.it
Lo stesso discorso vale per molti altri articoli di altri
autori di altri siti web.
Terrasantalibera.org è un sito che si propone di
raccogliere alcuni tra i più qualificanti articoli e testi che dicano
cose diverse da quelle con cui purtroppo siamo abituati ad essere
costantemente bombardati, sulla TerraSanta come su altre problematiche
che paiono scollegate tra loro (almeno così vorrebbero farci credere) ma
che invece sono relazionate. Il fine di questa carrellata di articoli e
informazioni e quello che si possa riuscire a dare una più ampia
visione delle cose, della politica, dei conflitti in corso, delle
ideologie che li animano, svincoalata dal “politicamente corretto”, il
quale non può dare ai lettori il vero senso dello scontro in atto, sia
perchè le redazioni sono legate a forti interessi di parte, sia perchè
devono rispondere ad un elettorato sul quale è mirata la campagna di
propaganda e lavaggio del cervello.
Noi non abbiamo questo problema, perchè non ci rivolgiamo
ad un elettorato in particolare, e perchè non abbiamo interessi occulti
da proteggere.
Quello che vedete è quello che è. Punto. Nessun interesse, nè
elettorale, nè di fazione. Non rispondiamo ad alcun padrone e non
becchiamo una lira per il lavoro che facciamo. Ma allora chi ve lo fa
fare? ci chiederà il redattore di bottega: la passione e l'amore per le
cose vere, per le cause di giustizia universale, per la libertà di
cronaca ed espressione, per carità.
Fatte queste precisazioni doverose, specie quelle sulle
regole per poter riproporre liberamente articoli che sono liberamente in
rete, nel rispetto di quella deontologia ben nota agli operatori del web
, ora possiamo addentrarci nella jungla di accuse e infamità che ci
vengono rivolte ingiustamente. Seguiteci e alla fine quando vi trovere
tra le mani una copia di questi quotidiani la leggerete con maggior
circospezione e magari tra le righe leggerete quel che prima non avevate
notato.
Si dice che avremmo attaccato duramente i suddetti
quotidiani e parlamentari
israelo-italiani. Questo è un chiaro stravolgere i termini, in quanto
noi, tali persone e giornali, neppure li consideravamo, non reputandoli
così importanti, come essi si credono. Son quelli per cui altri
giornalisti ed autori prima di noi hanno coniato il termine, con licenza
poetica e d’ironia satirica concessa a tutti oggi, tanto più ad uno
scrittore (perchè tale è chi sta compilando queste righe), di
“nani e ballerine”, per indicare una corte di addetti
all’intrattenimento sociale, ma che non si ritiene il caso di
considerare quali attori protagonisti o portatori di notizie, perchè
comparse e perchè divulgatori di infomazioni manipolate e di parte,
quindi non completamente attendibili: nani e ballerine appunto, con
tutto il rispetto duvuto ai nani e alle ballerine, non considerando tali
termini offensivi, ma solo qualificativi.
E vero invece il contrario,
e cioè che tali personaggi hanno duramente attaccato, senza motivo,
diffondendo falsità, scorrettezze e calunnie al nostro indirizzo. Tutto
ciò è comprovabile, a differenza delle loro illazioni, e i nostri legali
sono in questo senso tranquilli ed in una botte di ferro.
Siamo noi ad essere stati insultati nel nostro lavoro di
volontariato disinteressato, nel porgere notizie altrimenti introvabili
su questi ngiornali supercensurati e partigiani.
La verità non sta solo a “destra a sinistra o al
centro”: essa è super partes e va detta anche se può risultare
sconveniente per la parte che si presume di rappresentare.
Questo è detto senza scopo polemico, offensivo o saccente
verso mostri sacri del giornalismo italiano come Ferrara o Feltri, o per
i giornalisti che per loro lavorano scrivono e di cui non ci ricordiamo
sinceramente i nomi, che dobbiamo andare a rileggerci in continuazione,
essendo essi emeriti sconosciuti alla ribalta di questo cabaret
mediatico. Un umile consiglio a questi ultimi: se volete fare carriera
siete sulla strada giusta, obbedendo a chi vi allunga la pagnotta, ed in
ciò avete la nostra umana comprensione, essendo tempi duri questi. Ma se
desidererete un giorno anche potervi guardare con maggior rispetto allo
specchio la mattina, sarete costretti a fare scelte sconvenienti,
decidendo di aprire un giornale per conto vostro, magari on line, un
nblog, dove poter lavorare con maggior onestà intellettuale. In USA e
nel mondo è pieno di giornalisti che operano in questo modo, ed è grazie
a loro se riusciamo ad avere notizie non tossiche da poter tradurre in
italiano, perchè in Patria i profeti ed i portatori di notizie vere sono
sempre stati sgraditi e perseguitati.
Andando avanti, riscontriamo che tutti ci rinfacciano
l’accusa di aver pubblicato da qualche parte sul nostro sito la frase “l’ebreo
De Benedetti” o “il filosionista ebreo De Benedetti”. E allora? Da
quando dire “ebreo” o “cristiano” o musulmano” o “Siciliano” o “rumeno”
o “buddista” o “palestinese” è considerato un insulto? In certi contesti
è necessaria la precisazione: come lo fu durante la campagna contri
preti pedofili (che era ora venissero emarginati e rimossi dalle loro
sedi), che veniva però aizzata e inferiocita a dismisura con
saliente e appassionata determinazione e fuoco d’artigleria proprio da
testate giornalistiche che, guarda caso, sono di proprietà di famiglie
israelite: lo è per Repubblica come lo è per il New York Times, e
siccome è atavicamente noto il dente avvelenato verso la Chiesa
Cattolica da parte di tali cartelli, non vi troviamo nulla di offensivo
nello specificare la famiglia culturale d'appartennza, cosa importante
da conoscersi, sia che si tratti di un businessman russo, che di un
latifondista nobile siciliano, che dell'editore ebreo De Benedetti, anzi
riteniamo tale precisazione doverosa così come lo è quando si dice “il
laicista tal dei tali”.
Chi non ha poi assistito alla scomposta reazione della
comunità ebraica nella sua quasi totalità, quando Padre Lombardi (non
un naziskin) ha accennato alla lettera ricevuta da un amico ebreo
americano (si noti: un amico ebreo e americano, non musulamno e
palestinese) che paragonava tali attacchi feroci alla Chiesa, nella
sua interezza, da parte dei media, all’antisemitismo culturale. Apriti
cielo!
Nessuno a sottolineare, tra quest’intelligentia a
gettone e a intermittenza, che se proprio queste comuniutà ebraiche
volevano prendersela con qualcuno, era con il loro correligionario
americano, non con Padre Lombardi, che esterrefatto assistiva alla scena
d’isterismo collettivo, ritirandosi e scusandosi intimorito.
Per tornare ancora su “l’ebreo De Benedetti”, facendo un
“cerca” nel motore di ricerca interno, che si trova in testa a sinistra
sul sito di Terrasantalibera.org, chi ha riportato con falso sdegno tale
affermazione, ripetiamo come sopra legittima, ha sicuramente preso nota
da chi siano partite tali parole e lo fonte internet.
Perchè si tratta una citazione del compianto professore
di lingue e scrittore, nostro amico prematuramente scomparso per un male
incurabile poco più di un anno fa, Mauro Manno, persona assolutamente
onesta e buona, per nulla razzista, come nessuno tra noi lo è, anche se
vi vogliono far credere falsamente il contrario, il quale ha pubblicato
l’articolo imputato, non su TerraSantaLibera.org, ma su un altro
portale, alcuni anni fa:
Tlaxcala,
una rete di traduttori che opera on line per rendere
accessibili a tutti testi altrimenti riservati ad una ristretta elite,
ma di grande interesse, per chi non si accontenta di un’informazione
limitata ed a senso unico.
Quindi altra bufala e scorrettezza da parte di quei
giornalisti che ci lanciano tali accuse inesistenti, in quanto per
citare tale sconveniente frase, “l’ebreo De Benedetti”, essi devono aver
consultato la pagina relativa, prendendo nota che tale affermazione non
proveniva da collaboratori del nostro portale web, ma da autori che
operavano su altri siti, dei quali sono citati chiaramente i links.
Lo stesso discorso vale per tutte le altre citazioni
accusatrici che provengono da questi novelli inquisitori, che si
presentano a voi nelle vesti di paladini difensori delle libertà, della
pluralità e del multiculturalismo.
Tutte sono protese a calunniare e dare un’immagine non
reale del sito che rappresentiamo e del lavoro che con esso ci
riproponiamoi di fare.
Quando essi parlano dicendo che noi abbiamo pubblicato ed
esaltiamo i “Procolli dei Savi Anziani di Sion”, non dicono il
vero.
Il testo in oggetto è stato reperito in rete, sia nella
versione italiana che inglese, e sempre in rete esso è liberamente
consultabile su decine e decine di portali, alcuni universitari, altri
editoriali, oltre che essere disponibile in molte librerie.
E’ un testo storico, vero o falso che sia, che come ogni
testo, storico o moderno, vero o falso, deve poter esser liberamente
consultabile e analizzabile, criticabile, o rigettabile se inutile. Ma
per nessun motivo noi possiamo accettare di riconoscere come vero o
falso qualche cosa che non abbiamo la possibilità di verificare, di
leggere. Come abbiamo detto anche in un altro editoriale, per qualsiasi
libro e testo valgono i medesimi principi di eccessibiltà alle fonti che
si voglioni esaminare e giudicare, si tratti della Bibbia o del Corano,
del Talmud o dei Diari di Anna Frank, dei Gialli Mondadori o dei
Fantascientifici Urania, Di Topolino e della Divina Commedia. Non posso
giudicare ciò che mi è impedito di leggere.
A noi della Redazione di TerraSantaLibera.org, che “I
Protocolli” siano veri o falsi, come molti storici si accapigliano a
dimostrare, con differenti posizioni e indagini, non importa
assolutamente nulla: quel che preme è che qualsiasi testo, specie i più
controversi, sia accessibile a tutti per la lettura e analisi critica.
Punto.
Chi vorrebbe impedire tutto ciò è animato invece da
malafede e animosità: se questi maledetti “Procolli” sono così falsi,
come i nostri accusatori sostengono, e se dimostrarlo è cosa così ovvia
e naturale, perchè accanirsi tanto contro chi li vorrebbe leggere,
permettendo anche ad altri di farlo???
Noi sentiamo puzza d’imbroglio e limitazione alle libertà
personali, di studio e di ricerca, o anche solo di diletto e curiosità.
Per agevolare l’eventuale legislatore, che ci auguriamo
si occuperà del nostro caso, soprattutto perchè sul banco degli imputati
vogliamo portare i nostri detrattori, calunniatori e diffamatori, e per
dare un segno di buona volontà, abbiamo rimosso i “Procolli” della
malora, lasciando una traccia per chi fosse comunque interessato a
leggerli, anche solo per curiosità, su altri siti web, blogs, o
acquistarli in libreria. Contenti???
Discorso analogo per il terribile Statuto di Hamas
(che mr. Erdogan, membro NATO e corteggiato per lungo tempo dalla UE,
non reputa organizzazione “terroristica” ma di Resistenza, in un
contesto bellico: altrimenti anche Israele, ed in modo peggiore,
potrebbe essere accusata di “terrorismo” per i molti eccidi di civili
palestinesi non-belligeranti: questo è infatti il senso della parola
“terrorismo”, mietere vittime tra la popolazione civile
non-belligerante, attività nella quale Israele con le sue varie milizie
è specialista e le prove non mancano, anzi c’è una ricchissima casistica
in tal senso, testi e audio-visiva), con il quale i nostri lettori
si “delizierebbero”, a sentire l’articolista de Il Giornale.
Ma questi signori si rendono conto di quello che dicono,
lo verificano, o semplicemente, facendo leva sull’ignoranza e sul fatto
che nessuno andrà a controllare, fanno opera di terrorismo psicologico
sui lettori sprovveduti.
Perchè è facile verificare che tale testo non è neppure
stato tratto dal sito ufficiale di Hamas, che non sappiamo neppure quale
sia, ma dal portale del CESNUR, il centro di Ricerca sulle Nuove
Religioni, che si occupa di tutti, dalla New Age al Satanismo alle più
svariate tendenze religiose, pure cattoliche, e che riporta anche questo
testo di Hamas.
Al CESNUR ha collaborato o collabora tutt’ora una penna di
spicco, Massimo Introvigne, la cui adesione alle posizioni di
Hamas o filoislamiche ci sembra veramente improbabile.
Chi si reca sulla nostra pagina incriminata potrà
verificare egli stesso tale semplice verità e accedere allo Statuto di
Hamas direttamente sul sito del CESNUR.
Noi ne abbiamo copia salvata (di questi tempi di caccia alle streghe non
si sa mai…) ed in caso di rimozione dal portale del CESNUR la
riproporremo a nostra volta.
Vale ancora e pure in quest’occasione lo stesso principio
di libertà di informazione e ricerca, per cui la nostra adesione o
critica a questa o quella proposizione può avvenire solo conoscendola e
avendone preso atto, non essendone all’oscuro.
Ci sono poi quelli a cui piace procedere come gli asini,
col paraocchi, liberissimi di farlo, ma non vengano ad imporre i
paraocchi anche a chi non servono e non ne vuole.
Veniamo all’accusa di “negazionismo”? E dove
sarebbero i nostri editoriali che affermano tale teoria assurda? Non ci
sono. E neppure esistono quelli che ci possano additare come
“revisionisti”. Non è mai stato argomento che ci abbia solleticato. A
noi interessano soprattutto i problemi inerenti alle sofferenze che
patiscono i popoli oggi, e siamo meno interessati ad affrontare quelli
delle sofferenze dei popoli di un secolo fa. Non perchè siano stati meno
“sofferenti”, ma perchè li riteniamo meno interessanti e attuali. Sono i
problemi di chi soffre oggi a dover essere risolti, altrimenti non
serve a nulla fare memoria di un solo passato, se poi lo si ripropone
tale e quale ai giorni nostri ai danni di un altro popolo, di un’altra
etnia.
Perchè milioni di confinati in due ghetti, quello di Gaza e quello del
West Bank, come li vogliamo definire se non prigionieri in Campi di
Concentramento? E non siamo solo noi a dirlo, che l’abbiamo visto coi
nostri occhi, ma molti osservatori internazionali ebrei, cristiani,
musulmani, ex-Presidenti americani, e ci sono tonnellate di documenti,
foto, filmati che lo dimostrano inequivocabilmente.
Oggi pare che solo USA, Italia e Olanda non se ne vogliano accorgere:
possibile che tutto il resto del Mondo sia un pericoloso fiancheggiatore
dei terroristi e solo questo esecutivo italiano di berluscones sia
invece giusto e santo? Abbiamo i nostri seri dubbi in merito.
Le accuse più infamanti di tutte, che rivolteremo
contro chi ci diffama pubblicamente a mezzo stampa, sono quelle di
“negatori dell’olocausto” e di essere “antisemiti”.
La prima è facilmente risibile, in quanto non esiste un
solo documento a firma della nostra Redazione che affermi tale concetto.
Che poi siano riportati un paio di articoli, su centinaia pubblicati, a
firma di “revisionisti”, non vuol dire proprio nulla, in quanto in tali
articoli non viene affrontato tale argomento, ma si parla solo di
Palestina.
Quel che poi tali autori hanno dichiarato altrove è affar
loro e non ci compete.
Fare quindi un’associazione forzata di idee in tal senso
è definibile come un affronto alla regola base della continenza formale,
che dovrebbe essere il pilastro base per un serio giornalismo. Il che
vuol dire che qui non abbiamo a che fare con un giornalismo serio, ma
con una pianificata azione di propaganda.
Cosa si intende poi per
“antisemitismo”???
Perchè per lanciare accuse di questo tipo, che
coinvolgono l’essere affetti da razzismo biologico, cosa dalla quale
siamo esenti, si deve anche avere una precisa cognizione della
definizione del termine “antisemita”.
Se antisemita è colui che detesta la razza semitica,
perchè questo è il senso del vocabolo, non ci può calzare. Primo non
siamo mai stati razzisti, secondo sosteniamo il principio di libertà,
giustizia, indipendenza del popolo di Terra Santa di Palestina, in
confini propri e sicuri, con tutte le rivendicazioni umanitarie che ne
conseguono, incluso il rientro dei profughi arabi cacciati dal
territorio Palestinese, nonchè l’internazionalizazione di Gerusalemme
indivisa, come prevedono le risoluzioni ONU.
Si da il caso poi che il popolo arabo palestinese sia di
sicuro ceppo semitico.
Come potremmo dunque essere antisemiti noi,
sostenendo la causa umanitaria di un intero popolo semitico???
Ci sembra veramente un controsenso.
Ancora: siamo noi ad invocare la pulizia etnica della
Palestina storica da arabi o ebrei??? Assolutamente no.
E chi è che invece fa del proprio Stato un’esclusività
razziale ed etnocratica, tant’è che è da tutti denominato “Stato
Ebraico”??? Israele.
Chi è che rinchiude in gabbie a cielo aperto e ne
bombarda in massa la popolazione semitica araba??? (1300 morti
nell’ultimo attacco al Libano e circa 1500morti in quello a Gaza nel
2008/2009 di cui quasi 500 bambini).
Risposta: Israele.
A chi va quindi rigettata tale accusa perfida ed
infamante, quanto falsa???
Ad Israele ed a quanti con il loro sconsiderato
comportamento ne coprono i crimini contro l’umanità, dimostrandosi
complici di azioni dai risvolti mostruosi: quali quelli delle nascite di
bambini deformi, che sono sempre più numerosi a Gaza dopo la scorsa
Operazione Piombo fuso (2008/2009), in cui con la benedizione dei
rabbini israeliani (abbiamo un ricco repertorio fotografico in tal
senso che lo dimostra e presto lo riproporremo) Israele ha
disseminato il terreno e le falde acquifere di Palestina e Gaza con
agenti chimici e armi di distruzione di massa bandite da tutte le
convenzioni internazionali.
Malattie sconosciute e deformazioni congenite di massa stanno decimando
e rendendo invalida una intera popolazione, la quale tra breve dovrà
fare i conti con nuove forme tumorali e altre delizie che abbrevierenno
la vita a molti. Una popolazione comunque con una percentuale altissima
di storpi causati dai recenti bombardamenti. Le navi della Freedom
Flotilla portavano tra l'altro centinaia di sedie a rotelle motorizzate.
Antisemita è quindi la politica israeliana e di questo
esecutivo.
Antisemita è l’atteggiamento di chi copre e difende tali
politiche terroristiche e criminali.
Antisemiti sono quei parlamentari e giornalisti che,
approfittando della posizione di potere che hanno, creano diversivi come
questo, che ci vede falsamente accusati del nulla assoluto, per
distogliere la vostra attenzione dalla verità, quella stessa verità che
li seppellirà di ridicolo e vera infamia.
Dobbiamo andare avanti o basta così
per dimostrare la faziosità ed infondatezza delle accuse lanciate nei
nostri confronti? Perchè è chiaro anche ad un cieco che ad essere stati
attaccati ingiustamente e coperti di infamia e fango siamo stati noi e
non loro.
Ma torniamo a quello che dicevamo all’inizio: sono i
tempi del rovesciamento delle parti.
Dispiace che
per un falso concetto di “diaologo”, e pure per viltà, molti si sentano
impediti a chiamare le cose col loro nome, esprimendosi con sincerità e
fuori dai denti, specie quando si tratta di certe caste e lobby…con le
quali si dialoga, si dialoga, mentre queste ti fregano, ti fregano e se
ne fregano.
Dispiace pure che qualche anziano,
giunto al traguardo della sua vita, sia stato arruolato,
involontariamente da parte sua ne siamo certi, tra le file di chi è
complice, in modo ideologicamente raffinato (l'infiltrazione tra le
file del dissenso da parte di falsi dissidenti è storia),
dell’oppressione di un intero popolo, quello arabo palestinese. Quando
si diventa anziani in genere si matura un certo disincanto e
indipendenza di giudizio, e ci si libera da pressioni esterne che ci
vorrebbero condizionare. Si dovrebbe essere più coraggiosi nelle
decisioni, proprio perchè si sa che ormai c’è ben poco da perdere. Ma in
qualche caso si cade vittime dei proprio pregiudizi, dei propri schemi
mentali arruginiti, delle pressioni di persone ed organizzazioni che
manipolano e condizionano speculativamente.
Essi, adulati e vezzeggiati,
fanno così scelte opportuniste e un po’ codarde, lasciando amici di
lunga data proprio nel momento del bisogno ed in cui maggiormente
necessiterebbe invece l’unità, per prestarsi al solito gioco del divide
et impera, che non può sicuramente fare in questo momento gli interessi
della causa che ci si ripropone, a parole, di rappresentare.
Questo anziano rappresenta solo se stesso, dando un pessimo esempio di
solidarietà e dimostrazione di quel poco che vale come uomo.
Gli amici, anche se pensiamo che sbaglino o abbiano
sbagliato, non si lasciano nel momento del bisogno. Questa è una regola
universale, che una persona corretta, ed uomo che si possa definire
veramente tale, dovrebbe conoscere bene. Evidentemente questo
personaggio era un bluff. Ora l’abbiamo capito. Meglio così
La conclusione.
Visti i capi d’accusa inconsistenti, i Procolli, lo
Statuto di Hamas, l’ebreo De Benedetti, l’antisemitismo, il
negazionismo, e tutto l’armamentario spuntato di cui si sono serviti e
si servono parlamentari filoisraeliani, rainews24, giornalisti, con
tutto il loro seguito di acchiappamosche e portaborse, la domanda che ci
sorge spontanea, e che dovrebbe sorgere anche a voi, è:
ma perchè allora tutto questo accanimento contro
TerraSantaLibera.org?
Quale è stato il peccato mortale per cui voler punire
TerraSantaLibera.org???
E’ stato quello di essere liberi, fuori dagli schemi, e
soprattutto di proporre, con successo, l’unità delle forze antisioniste,
indipendentemente dalle loro identita’ personali, ideali, politiche,
confessionali. L’unita’ di coloro che sono, anche e soprattutto sul web,
contro l’occupazione coloniale della Palestina e della Terra Santa da
parte di un esercito di coloni stranieri, per una soluzione giusta del
problema israelo-palestinese e la restituzione delle terre rubate, a
cominciare da Gerusalemme.
C’è una falsa concezione diffusa, che è quella secondo la
quale essere cristiani o cattolici vuol dire essere appiattiti e
intimoriti di fronte a chi, brandendo le FALSE armi dell’antisemitismo e
del negazionismo, tanto più se di religione giudaica o di razza ebraica,
ci vorrebbe zittire e criminalizzare.
Sono tentativi di sensi di colpa che noi non nutriamo,
per il semplice motivo che abbiamo le coscienze pulite e l’animo sereno.
Non nabbiamo commesso questi peccati e anche li avessimo commessi, non è
a Nirenstein, Ferrara o Feltri che ne dobbiamo rendere conto e
confessarli.
Non sono i nostri sacerdoti e la loro falsa religione non ci interessa.
Noi siamo cattolici, e lo siamo con fierezza e
convinzione, ma non siamo scemi, nè paurosi per eventuali accuse
infamanti che qualche membro della comunità ebraica ci potrebbe
scagliare contro.
Le loro sono chiacchiere scritte sull’acqua, parole e
accuse d’aria fritta.
Il vero antisemitismo lo creano queste comunità, non
tutte per fortuna, con la loro disonestà intellettuale, le quali invece
di accusare i propri correligionari per i crimini contro l’umanità
commessi, i quali portano solo insicurezza a tutto Israele ed alle
comunità ebraiche nel mondo, li giustificano e proteggono a qualunque
costo, anche di fronte all’evidenza più lampante di atti delittuosi
commessi ai danni di civili, donne e bambini. Affamare un popolo ed
impedirgli l’accesso alle medicine e beni di prima necessità è una
cattiveria pura, che nessun essere umano può giustificare, ebreo,
musulmano, cristiano o ateo che sia.
Questo è il peccato che non ci si può perdonare: l’essere
andati oltre e al di là della nostra identità, fede, ideale, e senza
rinnegare uno iota di esse, avere aperto strade nuove di alleanze e
coalizioni anche con fratelli di fedi diverse, di diverse posizioni
politiche, accomunati non da un falso e melassoso quanto inconcludente
“dialogo impossibile” (la mia fede non può essere oggetto di dialogo
o compromesso e non lo pretendo neppure per gli altri) ma da una
passione ed un sincero amore per la giustizia universale dei popoli,
liberi e indipendenti entro i confini delle loro proprie Nazioni;
dall’amore per la Terra Santa che, come dice il Patriarca ortososso di
Gerusalemme,
“vive sotto la tirannia di una falsa promessa”.
Come Monsignor Capucci da anni ci battiamo e lavoriamo
per la collaborazione onesta e disinteressata tra tutte le forze
antagoniste allo strapotere della Israel Lobby ("la
forza di Israele non è assoluta: è forte solo perché noi siamo deboli, e
la nostra debolezza deriva solo dalla nostra dispersione", Mons Capucci,
3 giugno 2010).
Questo, cari utenti del web e lettori, operatori sociali,
attivisti e volontari, giornalisti e parlamentari, politici, nani e
ballerine, è il vero motivo dell’attacco a TerraSantaLibera.org che in
questi anni, lo ricordiamo, ha portato serenità e speranza in tante
famiglie arabe, cristiane e musulmane, in serie difficoltà, ha salvato
vite di madri di famiglia vedove e con molti bambini, ha aiutato la vita
e non la morte, sponsorizzando come abbiamo pututo il Caritas Baby
Hospital: le suore ed il personale medico e paramedico di Betlemme ne
sono testimoni.
TerraSantaLibera.org mantiene agli studi alcuni bambini
di famiglie poverissime (e se in Terra Santa sei un povero cristiano,
sei veramente povero Cristo...), diffonde nel mondo, direttamente, dal
produttore al consumatore, prodotti d’artigianato arabo, di quelle
famiglie artigiane prigioniere dei muri, che noi scavalchiamo per
aiutarle nel lavoro.
E potremmo continuare le lista di tutte le cose fatte per
il bene comune in questi anni.
Associare il nostro nome e la nostra sigla web a parole
come “razzismo o “terrorismo”, è veramente sbagliato, ingiusto e
profondamente cattivo.
Chi ci lancia tali accuse dovrebbe solo vergognarsi, ma
non lo farà, perchè stiamo parlando di persone che non hanno una morale
e un senso etico superiore.
Il dio denarto è il loro idolo, e l’odio la loro ragion d’essere.
Non chiediamo cose strane, perche’ sono le stesse cose
che sono richieste da decine e decine di risoluzioni ONU.
Ed infine chiediamo che Israele si sottoponga ai
controlli degli enti nucleari come tutte le altre nazioni, perche’ e’ il
suo potenziale bellico e la sua minaccia armata (anche
verso le nazioni europee, in dichiarazioni documentate da parte di
strateghi militari israeliani, i quali hanno affermato che molte testate
atomiche israeliane sono puntate contro capitali europee: cercate anche
questo sul nostro sito e troiverete i documenti relativi) che
spingono anche altre nazioni ad armarsi.
Siamo antisionisti, e lo rivendichioamo a gran voce,
senza timore, e senza che ciò venga nè interpretato, nè strumentalizzato
quale “antisemitismo”.
Si può essere contro la politica e la cultura imperante
in un paese, senza per forza odiare il popolo di quella nazione per
motivi biologici e razziali.
Come, per esempio, si può essere oppositori
dell’esecutivo di Berlusconi, o come ai tempi di Prodi, di quello
dell’Ulivo, e criticare fortemente la cultura che ne sta alla base di
entrambi, e non per questo si deve odiare razzialmente gli italiani o
essere antitaliani biologici.
Capito il concetto cari amici lettori di Libero, Il
Giornale, Il Foglio???
Avete compreso perchè voi, esimi giornalisti che ci avete
preso di mira,
non siete nelle condizioni di dare lezioni di civiltà e democrazia a
nessuno, tantomeno a noi di TerraSantaLibera.or, nè agli amici che al
nostro fianco, ma che indipendentemente conducono battaglie civili
analoghe???
Perche avete il senso della giustizia sociale,
dell’onestà intellettuale, della carità, dell’onore sotto i piedi.
Noi siamo veramente liberi, perchè lo siamo nell’animo.
Voi siete schiavi delle vostre debolezze.
L’ultima cosa e poi non torneremo più sull’argomento, nè
dedicheremo altro nostro prezioso tempo a queste stupide accuse che ci
vengono rivolte: il nome e l’identità del nostro Direttore, in un clima
di caccia alle streghe e campagne d’odio (per cui la legge Mancino
andrebbe applicata, ma non lo faranno, perchè è una legge a senso
unico...) è stato sin'ora, per motivi di sicurezza, tenuto riservato.
Ma le persone cattive che ci attaccano, conoscono bene la
sua identità. Lo sappiamo.
Chi fa un lavoro sociale come il nostro, recandosi spesso in Terra Santa
per portare aiuto alle comunità disagiate ed accompagnare gruppi di
testimoni, affinchè si rendano conto da se stessi della situazione
assurda che regna nella Palestina occupata, delle cattiverie gratuite,
delle preptenze, della bontà d'animo di tanta povera gente che lavora e
fatica come può, mentre da noi viene dipinta come "terrorista" da
qualche isterico parlamentare, comporta molta prudenza.
Perchè lo sanno bene gli operatori di Terra Santa, quanto Israele odi e
desti chi osa fare del bene al prossimo: e chi scrive avrebbe moltissimi
racconti da esternare, tra il ridicolo, il cinico, e l'agghiacciante,
vissuti e testimoniati personalmente.
Perciò, e non per altri motivi, il Direttore di TerrasantaLibera.org, e
dell'associazione "Alleanza per la Terra santa Libera", tiene molto alla
sua privacy, non cercando i riflettori, nè onori e glorie personali. E'
un diritto, quello alla privacy, per chi opera in situazioni delicate,
che nessuno gli può negare e che infrangere è contro la legge.
Qui lo diciamo e chi legge ne faccia memoria: se a
quest’uomo capiterà mai qualche cosa di brutto, un incidente, un
attentato, un aggressione, in seguito a questa istigazione, caccia alle
streghe, linciaggio pubblico, provocato dalle persone ed enti di cui
abbiamo già detto sopra, noi della Redazione di TerraSantaLibera.org ed
i nostri avvocati riterremo tali persone ed enti responsabili dei danni
fisici, morali, professionali che ne dovessero derivare.
Breve conclusione ed
esternazione di fede cattolica.
E poi ricordatevi ancora questo: potete abbattere
professionalmente o fisicamente uno di noi, dieci, cento, ma la verità è
più forte ed emergerà con sempre maggior forza, ed alla fine vi
seppellirà.
Le Milizie Celesti, che sono con noi, sono, storicamente e
documentatamente, il triplo degli angeli decaduti che vi sostengono.
Per noi cattolici Lui ha già vinto la morte: rassegnatevi, voi avete
perso, e l'ultimo vostro "insediamento" sarà nella Ghenna...
...ma continueremo
sino all'ultimo a pregare per la vostra conversione
(Oremus et pro perfidis Iudaeis)
il
Direttore del Gruppo di Lavoro di TerraSantaLibera.org
Filippo Fortunato Pilato,
in collaborazione con gli amici ed i collaboratori volontari nel mondo.
8 giugno 2010
AGGIORNAMENTO DEL 26 LUGLIO 2010:
il
giorno 26 luglio 2010 il Direttore del Gruppo di Lavoro di Terra Santa
Libera viene aggredito, con la famiglia, da balordi malvitosi nella
provincia di Agrigento, alcuni giorni dopo un conferenza tenuta a
Catania proprio su queste argomentazioni.
Referti
medici e colloqui avuti con i Carabinieri di una sezione locale lo
testimoniano, come testimoniano l'assenza di motivazioni di alcun genere
che possano avere provocato tale aggressione, nè personali, nè di lucro.
Indagini sono tutt'ora in corso.
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