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Via i luterano-sodomiti
da
San Pietro Martire
Dal Comitato
"San Pietro Martire"
(Circolo Christus Rex -
www.agerecontra.it -
christusrex@libero.it
)
contro
i "LUTERANI A CONVEGNO PRO OMOSEX IN VERONA", riceviamo e pubblichiamo
COMUNICATO STAMPA:
I
LUTERANI BENEDICONO LE UNIONI SODOMITE AL CENTRO MONS. CARRARO DI VERONA
E CONTINUANO A OCCUPARE LA CHIESA DEL CO-PATRONO SCALIGERO SAN PIETRO
MARTIRE.
IL NOSTRO COMITATO CHIEDE TRE LEGITTIMI PROVVEDIMENTI AL VESCOVO ZENTI
E SCRIVE AI DICASTERI VATICANI.
1) REVOCA DELLA CHIESA DI
SAN PIETRO MARTIRE AI LUTERANI.
2) REVOCA DELLA CONCESSIONE
DEL CENTRO MONS. CARRARO QUALE SEDE DEL CONVEGNO
PROTESTANTICO-OMOSESSUALISTA
3) IL VESCOVO ZENTI CONDANNI
PUBBLICAMENTE LE DOTTRINE OMOSESSUALI, COME DA MAGISTERO.
QUALORA NON PREVALESSE IL BUON
SENSO, LEVEREMO LA NOSTRA VOCE E SCENDEREMO IN PIAZZA PER UNA LEGITTIMA
CONTESTAZIONE PUBBLICA.
Spiegazione delle richieste:
La promozione pubblica
dell’omosessualità costituisce secondo la morale cattolica una colpa
molto più grave della sua pratica privata.
Essa rappresenta, infatti,
l’approvazione ufficiale di un peccato che dovrebbe essere invece
pubblicamente condannato in nome del bene comune. Se nel passato gli
ambienti omosessuali si limitavano a praticare il loro vizio, senza
aspirare ad una giustificazione morale o ad una pubblica legalizzazione,
è proprio questo che oggi essi pretendono di ottenere dai governi e
persino dalla Chiesa. Fattisi forti della tolleranza ottenuta nel corso
del nostro secolo, tolleranza che ne ha aumentato il numero e
l’influenza anche politica, oggi i circoli omosessuali organizzati
pretendono di conquistare una posizione giuridica che consentirebbe loro
di imporre all’opinione pubblica l’accoppiamento contro natura come una
“scelta di vita” che deve godere di dignità, propaganda e favori
pari a quelli finora tributati alla sola unione secondo natura. Il
Magistero della Chiesa, nel condannare espressamente e ripetutamente la
pratica omosessuale, a maggior ragione respinge con sdegno la proposta
di legalizzare o “benedire”, in qualsiasi forma, le unioni contro
natura.
La Chiesa non può, quindi,
appoggiare o legittimare i fautori dell’omosessualità. Tanto che,
proprio con riferimento a questo delicato ambito morale, La
Congregazione per la dottrina della Fede (ex S. Uffizio) dice
espressamente:
“Dovrà essere ritirato ogni
appoggio a qualunque organizzazione (omosex, n.d.r.) che cerchi di
sovvertire l’insegnamento della Chiesa, che sia ambigua nei confronti di
esso, o che lo trascuri completamente. Un tale appoggio, o anche
l’apparenza di esso, può dare origine a gravi fraintendimenti”
(Congregazione per la Dottrina della Fede, Lettera sulla cura pastorale
delle persone omosessuali, n. 17/86).
Presso il Centro Pastorale Mons.
Carraro, dal 30 aprile al 3 maggio 2010 si terrà un simposio
evangelico-luterano in cui l’assemblea deciderà di “benedire” le unioni
omosessuali come forma alternativa e affiancata alla famiglia
tradizionale.
Considerando che:
- Il precedente vescovo
di Verona Flavio Roberto Carraro aveva scandalosamente concesso ai
luterani la chiesa di proprietà della curia, intitolata al co-patrono
della città San Pietro Martire;
- La convenzione con i
protestanti è scaduta da mesi, ma poiché, nonostante le rassicurazioni
ricevute dai vertici curiali in merito ad un trasferimento dei seguaci
di Lutero dato che la concessione veniva ritenuta dagli stessi vertici
come “inopportuna”, ciò non è ancora avvenuto, né gli stessi epigoni
dell’eresiarca hanno dimostrato di voler fornire alternative e
tempistiche ragionevoli;
Chiediamo:
1) l’immediata revoca ai
luterani della chiesa del nostro grande Santo domenicano, perché la
Congregazione per la dottrina della Fede, nella Lettera ai vescovi
cattolici sulla cura pastorale delle persone omosessuali (1° ottobre
1986) al n. 17 afferma testualmente, in tema di omosessualità e
omosessualismo, che “Dovrà essere ritirato ogni appoggio a
qualunque organizzazione che cerchi di sovvertire l’insegnamento della
Chiesa, che sia ambigua nei confronti di esso, o che lo trascuri
completamente. Un tale appoggio, o anche l’apparenza di esso, può
dare origine a gravi fraintendimenti”.
2) Considerando che:
- Il Centro Pastorale Mons.
Carraro appartiene alla fondazione Ente Famiglia Corsi, sorta come
lascito testamentario in favore della diocesi di Verona;
- Esso è gestito da un
consiglio di amministrazione laico scelto dal Vescovo (come scritto sul
sito del centro pastorale
www.centrocarraro.it );
Riteniamo che, soprattutto in
questo periodo di bufera sulla Chiesa, sia dannoso per la credibilità e
l’immagine della stessa che un Centro così strettamente collegato alla
diocesi ne conceda l’uso per un simposio dai contenuti tanto contrari
alla Legge naturale, alla Dottrina Sociale ed al Magistero di sempre. In
questo particolare frangente costituirebbe un gravissimo cedimento al
relativismo etico e sarebbe uno scandalo per i cattolici, ove i vertici
curiali tacessero e se il vescovo non intervenisse presso il C.d.A.
della fondazione proprietaria, la cui nomina è sua prerogativa, affinché
venga “ritirato ogni appoggio (in questo chiediamo che venga ritirata la
disponibilità del Centro Mons. Carraro!) a qualunque organizzazione che
cerchi di sovvertire l’insegnamento della Chiesa, che sia ambigua nei
confronti di esso o che lo trascuri completamente”, perché “un tale
appoggio, o anche l’apparenza di esso, può dare origine a gravi
fraintendimenti” e a grave danno per le anime in materia di orientamento
sessuale, come da indicazioni della Congregazione per la Dottrina della
Fede.
3) Si fa, infine, appello
al vescovo Zenti affinché condanni pubblicamente le dottrine
omosessuali:
Condannando le dottrine
omosessuali “la Chiesa non limita ma anzi difende la libertà e la
dignità della persona”
“Occorre precisare che la
particolare inclinazione della persona omosessuale, benché non sia in sè
peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un
comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale.
Pertanto, l’inclinazione stessa dev’essere considerata come
oggettivamente disordinata. Di conseguenza, coloro che si trovano in
questa condizione dovrebbero essere oggetto di una particolare
sollecitudine pastorale, perché non siano portati a credere che
l’attuazione di tale tendenza nelle relazioni omosessuali sia una scelta
moralmente accettabile. San Paolo (…) presenta il comportamento
omosessuale come un esempio della cecità nella quale è caduta l’umanità.
Sostituendosi all’originaria armonia fra il Creatore e le creature, la
grave deviazione dell’idolatria (del piacere, in tal caso, n.d.r.) ha
condotto ad ogni sorta di eccessi nel campo morale. San Paolo trova
l’esempio più chiaro di questo disordine proprio nelle relazioni
omosessuali (Rom. 1, 18-32). Infine, nell’elenco di coloro che agiscono
contrariamente alla sana dottrina, vengono esplicitamente menzionati
come peccatori coloro che compiono atti omosessuali (1 Tim. 1, 10). (…)
È solo nella relazione coniugale che l’uso della facoltà sessuale può
essere moralmente retto. Pertanto una persona che si comporta in modo
omosessuale agisce immoralmente. (…) L’attività omosessuale impedisce la
propria realizzazione e felicità, perché è contraria alla sapienza
creatrice di Dio. Nel respingere le erronee dottrine riguardanti
l’omosessualità, la Chiesa non limita, ma anzi difende la libertà e la
dignità della persona, intese in modo reale ed autentico”
(Congregazione per la Dottrina della Fede, Lettera sulla cura pastorale
delle persone omosessuali, nn. 3, 6-7).
Abbiamo atteso i provvedimenti qui
sollecitati fino ad ora, pensando che i vertici della diocesi
intervenissero per tempo. Ulteriore provocazione non può non essere
notata nella concomitanza della ricorrenza di San Pietro Martire, che si
festeggia oggi, 29 aprile, con l’inizio del simposio pro Sodoma dei
luterani occupanti la sua chiesa e casa natale.
Di fronte all’incredibile
indifferenza, al silenzio e al “laissez faire, laissez passer”
della Curia veronese, ci sentiamo costretti a scrivere una lettera, qui
riassunta, al Vescovo Giuseppe Zenti, al Vicario Generale Giuseppe
Pellegrini, al Vicario per la Pastorale Mario Masina, al Prefetto della
Congregazione per la Dottrina della Fede Card. William Joseph Levada e
al Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica mons.
Raymond Leo Burke, confidando in un accoglimento completo di queste
legittime richieste. Qualora non prevalesse il buon senso, leveremo la
nostra voce e scenderemo in piazza.
I responsabili del
Comitato San Pietro Martire
Circolo Christus Rex
-
www.agerecontra.it -
christusrex@libero.it
Giovedì 29 Aprile 2010
Festa di San Pietro Martire
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