HOME LIBRI VIDEO  Mercatino NEWSLETTER

 

 

          www.TerraSantaLibera.org         www.HolyLandFree.org        

Questa Redazione, pur non condividendo sempre e necessariamente tutte le dichiarazioni degli autori nei testi citati, reputa che esse siano comunque utili fonti di informazione e riflessione. Non omologati in alcun schieramento, in rispetto della libertà di pensiero e d'espressione garantite costituzionalmente, riteniamo irrinunciabile e giusto dare spazio a molte voci del dissenso, altrove negate.

Lettera a Don Camillo : "Il Papa si chiama Giuseppe".

 

 

La presente è una lettera scritta da Giovannino Guareschi al suo Don Camillo subito dopo il Concilio Vaticano II.

La lettera è stata pubblicata sulla rivista "Il Borghese" del 19 maggio 1966.

 

A cura dell'Associazione La Torre

 

Su YouTube: http://www.youtube.com/watch?v=vU6tBc2_U7k#

 

Don Camillo, siam figli tuoi... (PDF doc, 52 KB)

 

 

Don Camillo va in fumo

di Stefano Lorenzetto

L'incendio divampato nella notte fra il 3 e il 4 aprile nella chiesa parrocchiale di Brescello si è rivelato molto selettivo e ha propiziato un miracolo in cui nemmeno don Camillo avrebbe osato sperare: la completa distruzione dell'altare rivolto verso il popolo. Il fuoco ha divorato solo il moderno manufatto ligneo, null'altro. Un lumino lasciato acceso, la plastica del bicchierino rosso che fonde, la fiammella che si propaga alla pedana e, oplà, 40 anni di riforma liturgica in fumo. Oggi dell'altare non resta che l'impronta sul pavimento. Lo scheletro carbonizzato è finito direttamente in discarica.

 

Giovannino Guareschi avrebbe intravisto un segno del cielo anche nella data. Il 3 aprile era sabato santo. E quando fu che Paolo VI, sull'onda del Concilio Vaticano II, mandò in pensione il rito tridentino di San Pio V, quello che dal 1570 si celebrava in latino al di là della balaustrata, voltando le spalle ai fedeli anziché al crocifisso, su altari veri, non su tavolini da picnic? Il 3 aprile 1969, giovedì santo. Coincidenze a parte, la settimana di Passione di don Giovanni Davoli, 52 anni, prete da 27, parroco della chiesa intitolata a Santa Maria Nascente, per effetto del rogo rischia di durare ancora a lungo: "Duecentomila euro di danni. E chi li ha?". Il costo dell'altare sarebbe il meno. È che il fumo denso prodotto dall'incendio - una zaffata acre che a distanza di tre settimane ancora aggredisce gola e narici - ha creato una patina nerastra sui muri e ora rischia di ossidare i colori dei preziosi dipinti appesi alle pareti, fra cui quattro tele di Palma il Giovane. (...)

da "Il Giornale", 25 aprile 2010

 

Via i luterano-sodomiti da San Pietro Martire

Dal Comitato "San Pietro Martire"

(Circolo Christus Rex - www.agerecontra.it - christusrex@libero.it )

 contro i  "LUTERANI A CONVEGNO PRO OMOSEX IN VERONA", riceviamo e pubblichiamo
 

COMUNICATO STAMPA:

 

I LUTERANI BENEDICONO LE UNIONI SODOMITE AL CENTRO MONS. CARRARO DI VERONA E CONTINUANO A OCCUPARE LA CHIESA DEL CO-PATRONO SCALIGERO SAN PIETRO MARTIRE.
 IL NOSTRO COMITATO CHIEDE TRE LEGITTIMI PROVVEDIMENTI AL VESCOVO ZENTI E SCRIVE AI DICASTERI VATICANI.

 

1)       REVOCA DELLA CHIESA DI SAN PIETRO MARTIRE AI LUTERANI.

2)       REVOCA DELLA CONCESSIONE DEL CENTRO MONS. CARRARO QUALE SEDE DEL CONVEGNO PROTESTANTICO-OMOSESSUALISTA

3)       IL VESCOVO ZENTI CONDANNI PUBBLICAMENTE LE DOTTRINE OMOSESSUALI, COME DA MAGISTERO.

QUALORA NON PREVALESSE IL BUON SENSO, LEVEREMO LA NOSTRA VOCE E SCENDEREMO IN PIAZZA PER UNA LEGITTIMA CONTESTAZIONE PUBBLICA.

 

Spiegazione delle richieste:

 

La promozione pubblica dell’omosessualità costituisce secondo la morale cattolica una colpa molto più grave della sua pratica privata.

 

Essa rappresenta, infatti, l’approvazione ufficiale di un peccato che dovrebbe essere invece pubblicamente condannato in nome del bene comune. Se nel passato gli ambienti omosessuali si limitavano a praticare il loro vizio, senza aspirare ad una giustificazione morale o ad una pubblica legalizzazione, è proprio questo che oggi essi pretendono di ottenere dai governi e persino dalla Chiesa. Fattisi forti della tolleranza ottenuta nel corso del nostro secolo, tolleranza che ne ha aumentato il numero e l’influenza anche politica, oggi i circoli omosessuali organizzati pretendono di conquistare una posizione giuridica che consentirebbe loro di imporre all’opinione pubblica l’accoppiamento contro natura come una “scelta di vita” che deve godere di dignità, propaganda e favori pari a quelli finora tributati alla sola unione secondo natura. Il Magistero della Chiesa, nel condannare espressamente e ripetutamente la pratica omosessuale, a maggior ragione respinge con sdegno la proposta di legalizzare o “benedire”, in qualsiasi forma, le unioni contro natura.

 

La Chiesa non può, quindi, appoggiare o legittimare i fautori dell’omosessualità. Tanto che, proprio con riferimento a questo delicato ambito morale, La Congregazione per la dottrina della Fede (ex S. Uffizio) dice espressamente:

 

“Dovrà essere ritirato ogni appoggio a qualunque organizzazione (omosex, n.d.r.) che cerchi di sovvertire l’insegnamento della Chiesa, che sia ambigua nei confronti di esso, o che lo trascuri completamente. Un tale appoggio, o anche l’apparenza di esso, può dare origine a gravi fraintendimenti” (Congregazione per la Dottrina della Fede, Lettera sulla cura pastorale delle persone omosessuali, n. 17/86).

 

Presso il Centro Pastorale Mons. Carraro, dal 30 aprile al 3 maggio 2010 si terrà un simposio evangelico-luterano in cui l’assemblea deciderà di “benedire” le unioni omosessuali come forma alternativa e affiancata alla famiglia tradizionale.

 

Considerando che:

-          Il precedente vescovo di Verona Flavio Roberto Carraro aveva scandalosamente concesso ai luterani la chiesa di proprietà della curia, intitolata al co-patrono della città San Pietro Martire;

-          La convenzione con i protestanti è scaduta da mesi, ma poiché, nonostante le rassicurazioni ricevute dai vertici curiali in merito ad un trasferimento dei seguaci di Lutero dato che la concessione veniva ritenuta dagli stessi vertici come “inopportuna”, ciò non è ancora avvenuto, né gli stessi epigoni dell’eresiarca hanno dimostrato di voler fornire alternative e tempistiche ragionevoli;

 

Chiediamo:

1) l’immediata revoca ai luterani della chiesa del nostro grande Santo domenicano, perché la Congregazione per la dottrina della Fede, nella Lettera ai vescovi cattolici sulla cura pastorale delle persone omosessuali (1° ottobre 1986) al n. 17 afferma testualmente, in tema di omosessualità e omosessualismo, che “Dovrà essere ritirato ogni appoggio a qualunque organizzazione che cerchi di sovvertire l’insegnamento della Chiesa, che sia ambigua nei confronti di esso, o che lo trascuri completamente. Un tale appoggio, o anche l’apparenza di esso, può dare origine a gravi fraintendimenti”.

 

2) Considerando che:

- Il Centro Pastorale Mons. Carraro appartiene alla fondazione Ente Famiglia Corsi, sorta come lascito testamentario in favore della diocesi di Verona;

-  Esso è gestito da un consiglio di amministrazione laico scelto dal Vescovo (come scritto sul sito del centro pastorale www.centrocarraro.it );

 

Riteniamo che, soprattutto in questo periodo di bufera sulla Chiesa, sia dannoso per la credibilità e l’immagine della stessa che un Centro così strettamente collegato alla diocesi ne conceda l’uso per un simposio dai contenuti tanto contrari alla Legge naturale, alla Dottrina Sociale ed al Magistero di sempre. In questo particolare frangente costituirebbe un gravissimo cedimento al relativismo etico e sarebbe  uno scandalo per i cattolici, ove i vertici curiali tacessero e se il vescovo non intervenisse presso il C.d.A. della fondazione proprietaria, la cui nomina è sua prerogativa, affinché venga “ritirato ogni appoggio (in questo chiediamo che venga ritirata la disponibilità del Centro Mons. Carraro!) a qualunque organizzazione che cerchi di sovvertire l’insegnamento della Chiesa, che sia ambigua nei confronti di esso o che lo trascuri completamente”, perché “un tale appoggio, o anche l’apparenza di esso, può dare origine a gravi fraintendimenti” e a grave danno per le anime in materia di orientamento sessuale, come da indicazioni della Congregazione per la Dottrina della Fede.

 

3) Si fa, infine, appello al vescovo Zenti affinché condanni pubblicamente le dottrine omosessuali:

 

Condannando le dottrine omosessuali “la Chiesa non limita ma anzi difende la libertà e la dignità della persona”

 

“Occorre precisare che la particolare inclinazione della persona omosessuale, benché non sia in sè peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale. Pertanto, l’inclinazione stessa dev’essere considerata come oggettivamente disordinata. Di conseguenza, coloro che si trovano in questa condizione dovrebbero essere oggetto di una particolare sollecitudine pastorale, perché non siano portati a credere che l’attuazione di tale tendenza nelle relazioni omosessuali sia una scelta moralmente accettabile. San Paolo (…) presenta il comportamento omosessuale come un esempio della cecità nella quale è caduta l’umanità. Sostituendosi all’originaria armonia fra il Creatore e le creature, la grave deviazione dell’idolatria (del piacere, in tal caso, n.d.r.) ha condotto ad ogni sorta di eccessi nel campo morale. San Paolo trova l’esempio più chiaro di questo disordine proprio nelle relazioni omosessuali (Rom. 1, 18-32). Infine, nell’elenco di coloro che agiscono contrariamente alla sana dottrina, vengono esplicitamente menzionati come peccatori coloro che compiono atti omosessuali (1 Tim. 1, 10). (…) È solo nella relazione coniugale che l’uso della facoltà sessuale può essere moralmente retto. Pertanto una persona che si comporta in modo omosessuale agisce immoralmente. (…) L’attività omosessuale impedisce la propria realizzazione e felicità, perché è contraria alla sapienza creatrice di Dio. Nel respingere le erronee dottrine riguardanti l’omosessualità, la Chiesa non limita, ma anzi difende la libertà e la dignità della persona, intese in modo reale ed autentico” (Congregazione per la Dottrina della Fede, Lettera sulla cura pastorale delle persone omosessuali, nn. 3, 6-7).

 

Abbiamo atteso i provvedimenti qui sollecitati fino ad ora, pensando che i vertici della diocesi intervenissero per tempo. Ulteriore provocazione non può non essere notata nella concomitanza della ricorrenza di San Pietro Martire, che si festeggia oggi, 29 aprile, con l’inizio del simposio pro Sodoma dei luterani occupanti la sua chiesa e casa natale.

Di fronte all’incredibile indifferenza, al silenzio e al “laissez faire, laissez passer” della Curia veronese, ci sentiamo costretti a scrivere una lettera, qui riassunta, al Vescovo Giuseppe Zenti, al Vicario Generale Giuseppe Pellegrini, al Vicario per la Pastorale Mario Masina, al Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede Card. William Joseph Levada e al Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica mons. Raymond Leo Burke, confidando  in un accoglimento completo di queste legittime richieste. Qualora non prevalesse il buon senso, leveremo la nostra voce e scenderemo in piazza.
 

I responsabili del Comitato San Pietro Martire

 

Circolo Christus Rex - www.agerecontra.it - christusrex@libero.it

 

Giovedì 29 Aprile 2010

Festa di San Pietro Martire

 

 

Link a questa pagina: http://www.terrasantalibera.org/lettera_don_camillo_papa_giuseppe.htm

"Notizie dalla Terra Santa"

Tutte le notizie e articoli contenuti in questo spazio web sono liberamente riproducibili (salvo successive controindicazioni degli autori e/o degli editori distributori) purchè citandone integralmente tutte le fonti (inclusa questa), gli autori, i traduttori e i links : informazione e contro-informazione devono essere libere  e alla portata di tutti. Chi, divulgando questi notiziari, omette di fornire le indicazioni sopra citate, o impedisce in qualsiasi modo  la  libera veicolazione delle notizie,  sabota gravemente  la libera informazione.