Gaza - Infopal. Il
governo palestinese a Gaza ha confermato che tutte “le problematiche e
i malintesi” con l’agenzia delle Nazioni Unite “UNRWA” sono stati
risulti.
L’UNRWA, che ieri aveva dichiarato di
sospendere l’ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza,
proseguirà il lavoro.
Il portavoce del governo, Taher an-Nuno,
in un comunicato stampa di cui il corrispondente di Infopal.it ha
ricevuto una copia, ha chiarito che il governo ha incontrato la
direzione dell’UNRWA "per risolvere il malinteso di due giorni fa".
An-Nuno ha riferito che la delegazione
del governo era composta dal ministro della Sanità, dott. Basem Naim,
e il segretario generale del Consiglio dei ministri, dott. Mohammad
Awad, mentre l’UNRWA era rappresentata dall'inviata per Medio Oriente
Karin Abu Zaid.
Egli ha chiarito che “durante
l’incontro, le due delegazioni hanno discusso del malinteso sollevato
dai mezzi di informazione, e tutto è stato risolto. Poi, sono stati
definiti i meccanismi affinché in futuro non si ripetano
incomprensioni e polemiche. L'UNRWA riprenderà pienamente il suo
lavoro nella Striscia di Gaza”.
An-Nunu ha anche spiegato che il governo
ha trattenuto 6 camion per assicurarsi che fossero in possesso della
documentazione necessaria, e che poi li avrebbe lasciati passare.
Il portavoce ha ribadito che nessun
membro del governo ha sequestrato merci dell'UNRWA.
Il 5 febbraio hanno iniziato a
diffondersi notizie che parlavano del "sequestro, da parte di un
gruppo di poliziotti di Gaza, di aiuti appartenenti all’Agenzia per i
Rifugiati delle Nazioni Unite". Si trattava di 3500 coperte, 406
pacchi alimentari. Il governo aveva incolpato l’UNRWA di
"politicizzare gli aiuti umanitari" e aveva preteso delle scuse sia
per la posizione assunta sia per le accuse rivoltele.
A sua volta, l'Agenzia dell'Onu aveva
risposto di svolgere il proprio lavoro con responsabilità e
trasparenza, senza politicizzazione alcuna.
Di Khalid Amayreh in Ramallah
L'ultimo sondaggio pubblico in
Cisgiordania e Striscia di Gaza ha mostrato uno spettacolare aumento
nella popolarità di Hamas tra i palestinesi, con un significante
declino di quella di Fatah.
Inoltre, il sondaggio mostra come la
maggioranza dei palestinesi crede che l'avvento dell'amministrazione
Obama negli Usa non farà una grande differenza per ciò che riguarda
gli sforzi americani per risolvere la questione palestinese.
Secondo il sondaggio, Turchia, Venezuela
e Iran così come Hezbollah sono le forze regionali più popolari tra i
palestinesi.
I risultati dell'ultima statistica,
condotta dal Jerusalem Media and Communications Center (JMCC) dal 29
al 31 gennaio, su un campione di 1198 cittadini palestinesi, mostrano
che quasi il 48% degli intervistati crede che Hamas sia uscito
vittorioso dal blitz israeliano contro Gaza. Quasi il 10% ritiene che
Israele abbia vinto la guerra, mentre oltre un terzo, il 37,4% afferma
che né una parte né l'altra abbia raggiunto la vittoria.
Dal sondaggio emerge una forte crescita
nella popolarità di Hamas, soprattutto in Cisgiordania.
In contrasto, la popolarità di Fatah
registra un significativo declino, particolarmente in Cisgiordania.
Alla domanda se le elezioni si tenessero
ora, il 28,6% ha risposto che voterebbe per Hamas. L'appoggio a Fatah
è sceso dal 34% dell'aprile scorso al 27,9 di questo sondaggio.
La fiducia in Hamas è salita dal 16,6%
del novembre scorso al 27,7 % attuale. Al contrario, la percentuale di
coloro che dicono di avere fiducia in Fatah è caduta dal 31,3% al 26%.
Secondo quanto dal JMCC in un comunicato
stampa, la popolarità di Hamas è in crescita in particolar modo in
Cisgiordania, che è sotto il controllo dell'Autorità nazionale
palestinese appoggiata dall'Occidente.
Analogamente, la percentuale di coloro
che hanno affermato di aver fiducia in Ismail Haniyah, il primo
ministro del governo di Gaza, è cresciuta dal 12,8% dello scorso
ottobre, al 21,1 attuale. La fiducia nel capo dell'ANP, Mahmoud
Abbas, è scesa dal 15,5% dello scorso ottobre al 13,4 attuale.
La percentuale di coloro che pensano che
la gestione del governo di Salam Fayad, appoggiato dagli Usa, sia
migliore di quella del governo di Gaza, è scesa dal 36% dello scorso
aprile, al 26,9% di questo sondaggio.
Coloro che ritengono che la gestione del
governo Fayad sia peggiore di quella del governo Haniyah è salita dal
29,1 al 40%.
Dal sondaggio emerge anche che il
sostegno alla resistenza militare contro l'occupazione israeliana è
salito dal 49,5% dello scorso aprile al 53,5% attuale.
Inoltre, è aumentata anche la
percentuale di palestinesi che si oppongono ai colloqui di pace con
Israele.
(...)
Per ciò che riguarda la gestione della
ricostruzione nella Striscia di Gaza, il 30,6% degli intervistati ha
detto di preferire un meccanismo internazionale controllato dall'Onu.
La seconda scelta è andata a un governo di unità nazionale. Oltre il
23% ha detto di preferire il governo Hamas, mentre una minoranza, il
13,7%, ha dichiarato di preferire l'Autorità palestinese.
Il declino della popolarità di Fatah può
essere attribuito alla diffusa delusione pubblica nei confronti della
tiepida presa di posizione del regime di Ramallah nei confronti della
guerra.
Molti palestinesi hanno avuto
l'impressione che almeno qualcuno dei leader dell'ANP e dell'OLP
abbiano adottato una posizione di "cospirazione" durante l'invasione
israeliana di Gaza.
E' stato riferito che alcuni dirigenti
dell'ANP avevano affermato di sperare che Israele potesse distruggere
il governo Hamas a Gaza.
Alcuni leader dell'OLP, quali, ad
esempio, Yasser Abed Rabbo, ha criticato Israele per aver posto fine
alla guerra troppo presto senza "far fuori Hamas".
Un'altra importante ragione per il
declino di popolarità di Fatah sembra avere a che fare con la vasta
repressione, da parte delle forze dell'ANP, delle manifestazioni
pubbliche durante la guerra.
Gli agenti di sicurezza dell'ANP hanno
impedito e, in molti casi, violentemente represso, le proteste
pro-Hamas.
Decine di palestinesi, principalmente
simpatizzanti di Hamas, sono stati arrestati dagli apparati di
sicurezza dell'ANP in Cisgiordania.
(...)
Versione integrale: Hamas’ popularity
soaring following Israel’s Gaza blitz http://www.palestine-info.co.uk
Traduzione a cura della redazione di
Infopal
Gaza - Infopal. I dati
emersi dal censimento eseguito dal "Programma di sviluppo delle
Nazioni Unite a Gaza" denunciano la distruzione sistematica messa in
atto dal governo israeliano durante la recente guerra alla Striscia.
I numeri dell'ecatombe.
Sono stati distrutti totalmente o parzialmente: 14 mila case, 68
edifici governativi, 31 edifici di organizzazioni non governative.
A fronte di tale distruzione, sono 600
mila tonnellate le macerie da rimuovere.
L’organizzazione ha fatto sapere che "le
macerie sono mescolate con materiale tossico e nocivo, e potrebbero
contenere bombe ancora inesplose. E' necessario rimuoverle per
garantire l'incolumità dei cittadini di Gaza, e per semplificare
l’arrivo degli aiuti umanitari e dei servizi sociali".
Le Nazioni Unite stanno cercando fondi
per 613 milioni di dollari, destinati alla ricostruzione della
Striscia di Gaza, mentre il Programma di sviluppo delle Nazioni Unite
ha bisogno di 49 milioni di dollari, di cui una metà è destinata alla
rimozione delle macerie, e l’altra all’agricoltura e alla
ricostruzione della rete idrica
Link originale :
http://www.infopal.it/
Link questa pagina :
http://www.terrasantalibera.org/news6-7feb2009infopal.htm