Anno IV,  Comunicato del 20 MAGGIO 2009

 
     
 

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DI RITORNO DALLA TERRA SANTA DI PALESTINA:

TRA CARITÀ E RESISTENZA

Papa Benedetto XVI e il Patriarca Latino, Mons. Fouad Twal, a Betlemme, 13 maggio 2009

 

Molto lavoro è stato svolto durante questo ultimo viaggio/pellegrinaggio da noi organizzato, cui hanno partecipato cattolici italiani, irlandesi e tedeschi, tutti fedeli all'antico rito, alla Tradizione e Magistero di sempre, che Papa Benedetto XVI con il recente Motu Proprio ha voluto difendere.

Padre David Jones, monaco gallese, ci ha onorati della sua compagnia e assistenza.

Molte sono anche le ricchezze spirituali e l'esperienza accumulata attraverso le varie fasi e prove affrontate, non per ultime le molte ore sotto il sole, a oltre 40 gradi, sequestrati ai check-point giudaici come punizione collettiva per essere andati a trovare i nostri amici delle comunità prigioniere del West Bank nella Palestina occupata.

Minacce, prepotenze, cattiverie, cui abbiamo assistito e di cui possiamo e vogliamo testimoniare. Importante l'intervento, in un caso specifico, anche dei funzionari delle ambasciate italiana e irlandese, cui vanno i nostri ringraziamenti. Ma soprattutto forti emozioni negli incontri con le comunità palestinesi, cui abbiamo portato il sostegno nostro e di quelli che tra voi ci hanno manifestato solidarietà pratica con le loro donazioni.

Nei prossimi comunicati forniremo dati precisi in merito.

Il nostro impegno è rivolto soprattutto alla minoranza cristiana, per lo più cattolica, ma seri e importanti rapporti di collaborazione sono da sempre in corso tra noi e alcune rappresentanze del mondo islamico, con cui, almeno in Terra Santa, siamo in rapporto di amicizia rispettosa e sincera.

 

L'incontro con il Santo Padre Benedetto XVI, a Betlemme, uniti alla folla della cattolicità araba esultante, oltre che essere stato per noi un momento di emozione e testimonianza storica, ci ha anche aiutato a meglio comprendere tale evento, con tutte le sue ripercussioni nei comuni sentimenti e speranze, disilluse e disincantate, della gente di Terra Santa.

Il Papa daltronde, come il resto della comunità araba, cristiana e musulmana, non è nè uno sciocco, nè un'illuso, sapendo bene che al di là delle parole di speranza e invito alla ragionevolezza, che non possono essere pubblicamente negate, solo un intervento divino e soprannaturale potrebbe mutare la durezza di cuore di chi occupa militarmente la Terra Santa e ne fa scempio, sia nella natura devastata da colate di cemento per l'insediamento di sempre nuove e più estese colonie, sia nelle carni offese e negli animi sempre più esasperati delle "pietre vive" di Palestina.

 

 

Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà!, è stato infatti il richiamo e l'unica speranza certa messa in chiara evidenza da Benedetto XVI.

Tutti i palestinesi che abbiamo incontrato e conosciuto, e sono veramente tanti, dai ceti più bassi e quelli più privilegiati, sia cristiani-cattolici che musulmani, sia fuori che dentro il West Bank, hanno visto e accolto con molto interesse, positività e riconoscenza la visita di questo anziano sacerdote che è a capo della Chiesa Latina.

Non perchè siano illusi, (lui per primo), che una visita pastorale possa cambiare alcunchè della situazione politica, ma per il gesto di vicinanza, di condivisione e comprensione, che vuol semplicemente dire: non siete soli, resistete, non abbiate paura, comunque Lui è più grande e la giustizia universale trionferà a dispetto di tutto e tutti.

~         ~         ~

Piccoli uomini circoncisi in kippa e mitra, potenti che ordinate ai potenti, che parlate una lingua straniera per tutti, che con cattiveria e falsità inaudite opprimete e decimate un popolo che risiede sulla sua terra, se i vostri cuori non si scioglieranno e si convertiranno al vero e al bene, siete destinati a una triste fine, là dove è buio e stridor di denti, per l'eternità, e tutto il potere e il denaro del mondo non serviranno a riscattare nè voi nè i vostri figli. Non ve ne rendete conto, ma siete dei perdenti. Anche se riusciste ad impossessarvi di tutto il mondo, e ci siete quasi riusciti, non avrete mai il bene più prezioso. Perchè Dio non si vince con le armi e la Sua pace non albergherà mai nei vostri cuori. Avete avuto vicino a voi, molto vicino, la grazia di Dio e la possibilità di accoglierla, gratuitamente, ma l'avete rifiutata, allora come oggi.

Uomini di dura cervice e dai cuori induriti, non vi servirà a nulla ciondolarvi contro muri o intrecciarvi nastri e lagacci, nè tutte le prescrizioni paranoiche compilate dai vostri fanatici rabbini razzisti e anticristiani: è a Dio che dovete chiedere perdono per il male fatto alle sue creature, ed è ai piedi dei vostri fratellastri semiti ismaeliti, gli arabi di Palestina, di quella Palestina che avete deturpato e derubato con l'inganno e con la violenza, che dovrete gettarvi supplicando pietà.

Non avete alternativa, siete ormai con le spalle al muro: o così, o la catastrofe e la dannazione eterna. Umiliatevi e forse sarete salvi. Assecondate l'antiCristo, come ora fate, e sarà la vostra rovina, per sempre.

 

Redazione di TerraSantaLibera.org

 

12 maggio= in primo piano: casa palestinese demolita nella Gerusalemme Est (parte araba in fase di giudaizzazione). Dietro la tenda: donna araba, ex-proprietaria e abitante della casa demolita, cerca di recuperare qualche effetto personale.
Sullo sfondo= giudei askenazi, giunti in gran numero, festeggiano le disgrazie di questa famiglia palestinese 
 

È disponibile la prima parte introduttiva del nostro diario di pellegrinaggio cliccando su questo link. Le successive saranno disponibili a breve.

 

Per altri articoli correlati vedi l'archivio titoli

 

 

Link a questa pagina :

http://www.terrasantalibera.org/pellegr_may2009_caritas_resistenza.htm

 

Foto:

Alleanza per la Terra Santa Libera, coalizione antisionista

 
 

 

 

 

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