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RINGRAZIAMENTO AI PARTECIPANTI DELL'ULTIMO
PELLEGRINAGGIO DI TESTIMONIANZA NELLA TERRA SANTA OCCUPATA,
DEL
PRESIDENTE e Coordinatore INTERNAZIONALE di
"Alleanza per la
Terra Santa Libera"
(testo del 16 marzo 2009)

Carissimo
Ale 5P, carissimi tutti/e,
(risposta
alla lettera di Ale 5P del 14 marzo 2009)
grazie
di questa testimonianza d'affetto, grazie del riconoscimento per i molti
sacrifici sopportati nel silenzio pur di perseguire gli scopi e le mete
prefisse.
Grazie soprattutto
a te e a tutti gli amici/che per aver creduto nell'importanza di questa
che io considero la missione più importante, il pellegrinaggio per
eccellenza, la testimonianza diretta nell'occhio del ciclone che sta
trascinando con se, verso il baratro, il mondo intero.
Chiedo scusa a
tutti se, durante questi ultimi giorni, a volte ho trascurato alcune
vostre aspettative, se non ho saputo rispondere a tutte le domande che
affollavano la vostra mente, se talvolta sono stato un po' orso. Il
fatto è che non ho voluto essere asfissiante e dare l'impressione di
voler condizionare le vostre analisi e sintesi, preferendo lasciare che
ognuno facesse il proprio percorso e liberamente giungesse alle ovvie
conclusioni, senza condizionamenti, ma semplicemente prendendo atto
della realtà nuda e cruda.
In ciò l'autorità
israeliana e la popolazione sionista, coloni e non, che occupano la
Palestina storica, ci hanno dato una gran mano nel comprendere la
tragedia che si verifica quando la "sinagoga di satana" (S. Paolo) è al
potere, militare e politico. Tutto sommato siamo stati fortunati e non
abbiamo avuto troppi problemi a superare le barriere israelite. La
Provvidenza ci ha aiutati ed ha permesso che potessimo entrare e uscire
dalla "galera Palestina" abbastanza facilmente. Tra ieri ed oggi però
pare le cose siano peggiorate, a causa di un attacco, da parte di
resistenti palestinesi, ad una postazione militare israeliana, posta in
difesa di colonie ebraiche abusivamente accampate su territorio
palestinese, e di ritorsioni armate da parte di queste ultime sui
villaggi palestinesi confinanti. Insomma tutto bloccato di nuovo.
A Gerusalemme,
nella parte est più nascosta ai “turisti religiosi”, intanto è stato
dato corso alle demolizioni di case palestinesi, di cui durante il
viaggio parlavamo ed avevamo preso visione: atto da lungo tempo
programmato dall'autorità israeliana.
Questo il sistema
di negoziare la "pace" da parte di Giuda: mettere famiglie intere sul
lastrico, abbattendo le case nelle quali erano residenti da oltre 150
anni, pretendendo anche la loro espulsione forzata, e il silenzio
stampa. Qualche pacifista ecumenico si darà poi da fare per invocare un
perdono improbabile. E quando poi qualche animo esasperato non riuscirà
più a controllare il proprio equilibrio a fronte di tanta prepotenza ed
ingiustizia, vedremo qualche nostro politicante faccia-di-tolla-di turno
dichiarare che “con i terroristi non si può trattare”, mentre si starà
abboffando al ristorante del King David Hotel in compagnia di qualche
rabbino o colonnello sionista, cui deve il posto in parlamento.
La prossima volta
che torneremo a visitare i nostri amici palestinesi, prigionieri nella
loro propria terra, vedremo le cose un po' cambiate e la giudaizzazione
della Terra Santa sempre più invasiva. Augurandoci che ci sarà una
prossima volta.
Come giustamente
dice Ale, il nostro responsabile-coordinatore del settore Italia-Europa, questa nostra
comune ricognizione va considerata come il "punto di partenza" di un
progetto d'intervento imprescindibile dalle nostre umane attività, il
quale non può che essere considerato di primaria importanza.
Per persone che
credono in un'etica superiore di giustizia e di diritto naturale alle
risorse del creato, l'identificazione del progetto giudaico-talmudico di
monopolizzazione globale, delle persone e degli animi, dovrebbe
istintivamente stimolare una tensione alla resistenza civile a questo nefasto e
luciferiano progetto di corruzione e devastazione.
Se
"la fede senza le opere è lettera
morta", il nostro richiamo alla testimonianza è poi
maggiormente impegnativo: più sei consapevole di quanto la tua
testimonianza di fede sia importante, più sei consapevole del livello
d'opposizione da parte di chi tale fede vorrebbe
cancellare-annacquare-stravolgere, più ti rendi conto, avendolo toccato
con mano, del criminale tentativo di eliminazione di un etnia intera
(o almeno della sua umiliazione e
annichilimento), quella araba-palestinese, più senti
prorompente l'imperativo dovere di non startene in silenzio, a guardare
senza intervenire in qualche modo. L'omissione di soccorso e l'omertà
sono una colpa vergognosa.
Quando,
oltretutto, sei pure consapevole del perfido gioco messo in atto
dall'intellegentia rabbinica-sionista per mettere le diverse comunità le
une contro le altre, sfruttando debolezze e rivalità ataviche, ignoranza
e barriere culturali, oltre che materiali, al solo scopo di frammentarne
la forza e l'unità d'intenti, per svilire e indebolire la
compagine arabo-palestinese, tu, come uomo di buona volontà, come
cavaliere d'altri tempi, seguendo il tuo naturale richiamo all'onore,
non darai il tuo contributo a tale malefico e perverso tentativo di
destabilizzazione di un popolo intero nelle sue radici, che sono pur
sempre arabe, cristiane da 2000 anni e islamiche da 1300, ma al
contrario ti porrai come cerniera e ponte tra fratelli nei quali si sta
provocando una grave divisione.
Il disegno
geopolitico sionista, radicato nel giudaismo-rabbinico-talmudico, spacciato per "laico" attraverso la
propaganda sionista internazionale, è quanto di più potente e ramificato
si possa immaginare, e minaccia
l'esistenza e la coesistenza pacifica dei popoli dell'intero pianeta.
Solo si pensi, tra
le tante, alla gestione in
sicurezza
dell'intero arsenale nucleare nord-americano, da parte di una società di
servizi israeliana...
Come se a far
gestire la banca del sangue incaricassimo Dracula...(con tutto il
rispetto per il conte).
Le sue energie e
risorse materiali economiche sono sconfinate, il suo controllo planetario
stringente, l'esercito dei suoi schiavi enorme. Apparentemente ed
umanamente parrebbe impensabile riuscire anche solo a scalfire la sua
corazza.
E se guardiamo
intorno a noi, constatando la viltà, l'ipocrisia, il tradimento anche di
quelli che, a parole, si dicono "anti-sionisti", e perfino
"cattolici", addirittura "sacerdoti", ma che poi temono di affondare al cuore del mostro giudaico
la spada della verità, non rivelando le radici talmudiche del sionismo,
verrebbe da sconsolarsi.
Ne abbiamo incontrati
persino in Terra Santa di questi sepolcri imbiancati, politicanti in
clergy, che ti sorridono sornioni mentre alle spalle ti cercano di
ferire ed emarginare. Mica siamo compagni noi, non scriviamo sull'Unità
e il Manifesto o Liberazione.
Gente che predica bene
(ma neanche poi tanto) e razzola male.
Ne omettiamo i nomi
per pietà e per carità, ma ci ricorderemo di loro e della loro falsità,
standocene alla larga.
Se non ci amano, non
ci meritano. Avranno anche appoggi e mezzi importanti, potranno contare
su amicizie altolocate e finanziamenti, ma senza la fede non potranno
mai fare granchè. Neppure se sacerdoti.
Ma è
proprio a causa di tali tradimenti e vigliaccherie ipocrite che dobbiamo
intensificare il nostro impegno, ognuno come può, ognuno come sa', per
tenere alto lo stendardo della Verità e della Carità sul campo di
battaglia dell'Armagheddon.
Perchè, vi piaccia
o no, voi quel campo l'avete calpestato, avete sentito in fondo ai
vostri cuori l'eco della battaglia: ora a voi la scelta.
Non abbiate
timore. Gli schiavi del nemico dell'uomo, del mentitore ed omicida sin
dall'inizio, del suggeritore dell'anticristo, possono godere di ingenti
forze, ma le Milizie Celesti sono sempre state e sempre saranno di
numero infinitamente superiore. Il loro Principe, l'Arcangelo San
Michele, non abbandona chi è sul campo con lui.
Questa, checchè ci
vogliano far credere i profeti del materialismo immanentista, è una
guerra di religione, prima che d'uomini in arme.
Due soli sono gli
schieramenti: o di qua o di là. Chi ha praticato gli esercizi igniaziani
ben lo sa'.
Ogni più piccola
cosa potremo fare per ostacolare i progetti perversi di coloro che hanno
ormai da lungo tempo, come li apostrofò il Cristo, "satana per padre",
sarà di importanza enorme. Se poi riusciremo ad unire i nostri sforzi e
le nostre energie, le piccole singole azioni diventeranno un'unica forte
opera ed un segnale chiaro per i nostri fratelli di Terra Santa che non
sono soli a resistere contro la piovra giudaica. Tanti piccoli uomini e
donne di buona volontà, ma animati da una gran fede nelle Sue promesse,
possono più ogni potenza degli inferi: NON PRAEVALEBUNT.

Voi avete ben
chiaro come l'opposizione e la resistenza al progetto sionista
(giudeo-americanista, rabbinico-talmudico) sia per lo più in mano ad una
parte ideologizzata "progressista", la quale ha per idoli proprio i rabbini-laici
dai quali si vorrebbe (a parole) affrancare (...).
Anche se dobbiamo riconoscer loro il merito di aver messo in risalto la
contraddizione in essere
tra seguaci di medesimi guru cabbalistici, non possiamo aspettarci da tale
appariscente opposizione che un finale riassorbimento nelle spire di un pacifismo che,
tendenzialmente, vuole comunque riconoscere diritto di cittadinanza, alla
pari, tra chi ha occupato e usurpato e chi è stato rapinato ed
espropriato di diritti atavici. Alla fine sono sempre cognomi
ebraici a farci da scuola, anche se pacifinti e "di sinistra", a tenere banco e
legittimare un partizione arbitraria della Palestina.
Come al solito se la
scrivono, se la suonano e se la cantano.
Una certa
ecumaniaca gerarchia cattolica non potrà far altro che farci accettare tale
realtà politica, imposta con la forza delle armi, della persuasione
occulta delle menti, del ricatto.
Le divisioni ed il
menefreghismo in ambito cattolico-cristiano non fanno che dare ancor più
forza alle zecche istituzionalizzate: perchè la loro forza è data solo
dalla nostra debolezza. Avete ben visto gli sciami di "pellegrini"
deanbulanti, con kit di spilletta, fazzoletto e cappellino, rendere
omaggio alle statue e alle pietre, ignorando completamente le persone,
le comunità, l'occupazione. Ed Israele si arricchisce del businness
cristianista.
Si arricchisce sempre,
sui vivi e sui morti, che crediate o meno.
Ma noi abbiamo
visto la realtà, abbiamo colto gli occhi sgranati di chi non aveva mai
visto pellegrini calpestare il suolo delle viuzze del proprio villaggio,
abbiamo visto la felicità sul viso di chi ci ringraziava solo per
esserci ricordati che anche loro esistevano e resistevano, con la loro
fede, contro tutto e contro tutti.
Non dimentichiamo,
non abbandoniamoli.
Per tali motivi è
ancora più importante che chi, come noi, non si riconosce nei giochi
politici e di potere del
politically correct, dia vita ad una rete di iniziative che
possano beneficiare le comunità arabe-palestinesi (con preferenza a
quelle cattoliche e cristiane) dimenticate, le loro famiglie, i
loro ospedali, le loro scuole, il loro lavoro, per aiutarle a resistere,
a vivere, a sperare, nella loro terra, per la loro terra.
L'informazione e
la contro-informazione, sono anche un importante strumento per
contrastare le menzogne giudaiche, e perciò mettiamo a vostra completa
disposizione questo sito web, che in anni di duro e ostinato lavoro
abbiamo
costruito insieme (...anche se
maldestramente e con le poche conoscenze informatiche in nostro
possesso...).
Chiunque di voi
abbia voglia e sia in grado di scrivere testi di testimonianza, di
informazione, di formazione, di critica, filosofia, cronaca, storia,
massoneria, giudaismo, economia, globalizzazione, spiritualità,
politica...o altro in correlazione, in un modo o in un altro, con argomenti
attinenti alla Terra Santa, non si faccia scrupolo o timore e me li
invii, che sicuramente li pubblicheremo.
Vi lascio quindi
con un grande abbraccio di riconoscenza, per l'amicizia dimostrata, per
la fiducia riposta, per l'esempio che avete saputo dare e che darete.
Riproponendo le
parole dell'amico fraterno Ale
:"Non dobbiamo nè possiamo esaurire
le nostre risorse nervose, organizzative, economiche a favore del popolo
palestinese al termine di questo viaggio. Esso, in realtà, rappresenta
il solo punto di partenza".
L'amico don Curzio
dice spesso "...facciamo come se
tutto dipendesse da noi, ben consapevoli che tutto è nelle Sue mani...".
"Se un uomo
non sa rischiare per le sue idee, o esse non valgono nulla, o non vale
nulla lui come uomo" (Ezra Pound)
Dio vi benedica
per la vostra buona volontà.
Filo De Fero
Presidente e
coordinatore internazionale di Alleanza per la
Terra Santa Libera (coalizione antisionista)
Direttore di
TerraSantaLibera.org
Link a questa pagina :
http://www.terrasantalibera.org/pellegrinaggio_testimonianza_marzo-09_testo2.htm
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