|
Scuole ebraiche-americane, è scandalo
pedofilia

Da ottobre scorso, ogni mese
per sei mesi, sulla raccolta comunità di ebrei assidici residente a
Borough Park, si è abbattuta una bufera di scandali a sfondo sessuale
che ha visto sei uomini finire davanti al magistrato per abusi su minori
in età da 7 a 15 anni.
L'ultimo in ordine di tempo è il caso di Moshe Spitzer di 24 anni,
finito davanti al giudice della Supreme Court di Brooklyn per sentirsi
attribuire 153 capi d'imputazione per atti e abusi sessuali che si
sarebbero ripetuti per diversi anni, prima che la vittima adolescente
prendesse il coraggio a quattro mani per raccontare le vessazioni a cui
veniva sottoposto.
Jerry Schmetterer, portavoce del procuratore distrettuale di Brooklyn
Charles Hynes, ha riferito alla stampa che la vittima - attualmente
diciottenne - aveva confidato per la prima volta al preside di una
scuola Yeshiva, gli abusi a cui era sottoposto da alcuni anni da parte
di Spitzer, che allora aveva 20 anni.
Il preside - sempre secondo la procura - aveva incoraggiato il ragazzo a
farsi avanti con i suoi genitori e raccontare loro gli appuntamenti a
sfondo sessuale dati in squallide stanze di motel o in luridi
appartamenti. "È essenziale aprire linee di comunicazione tra le
comunità e le forze dell'ordine per combattere la criminalità" ha
sottolineato il portavoce della procura di Brooklyn.
Infatti, le autorità confidano che quest'ultimo caso di abuso sessuale
scoppiato nella comunità ebraica ortodossa di Borough Park riesca a
scucire le bocche sovente chiuse dei leader assidici sugli abusi
sessuali.
"Si tratta di un grandissimo passo in avanti" ha dichiarato Mark Appel,
patrocinatore di iniziative contro gli abusi sui bambini nella comunità
ebraica ortodossa e componente dell'organizzazione Am Echad.
Un esempio della scarsa comunicazione all'interno della setta ortodossa
è il caso dell'ebreo assidico Arye Ickovits di 59 anni di Borough Park
che nel novembre scorso aveva molestato una ragazzina di 13 anni. La
vittima aveva raccontato la sua brutta esperienza alla mamma, ma i
genitori avevano atteso 4 giorni prima di denunciare il fatto alle
autorità, in attesa dell'approvazione rabbinica da parte dei leader
religiosi. Uno dei casi di abusi sessuali tra i più clamorosi invece è
quello che aveva visto il rabbino di Borough Park, Yehuda Kolko,
accusato di avere molestato ripetutamente i suoi studenti della Yeshiva
Torah Temimah. Molte vittime degli abusi sessuali hanno sostenuto che la
scuola era al corrente di quello che si verificava tra le mura del
sapere, ma che hanno intenzionalmente chiuso un occhio e mantenuto la
lurida vicenda riservata. "In effetti, avevano cercato di minimizzare.
Ora con tutta la pubblicità che ha avuto il caso del rabbino Yehuda
Kolko le scuole temono di essere investite da cause legali" e
risarcimenti multimilionari, aggiunge Appel. Gli investigatori della
Child Abuse Squad di Brooklyn riferiscono che negli ultimi tempi hanno
notato una crescente volontà di collaborazione da parte delle famiglie
della comunità ebraica ortodossa e si dicono certi che altri deviati
sessuali finiranno dietro le sbarre.
Un detective sostiene che il preside della scuola a cui s'era rivolta la
vittima di Spitzer ha fatto ciò che doveva fare, senza cercare di celare
la verità. Al distretto di polizia confermano che "la gente, insegnanti
e rabbini, finalmente stanno realizzando che l'unica maniera per fermare
gli abusi sessuali è rivolgersi alle autorità".
Certo, a mettersi per un istante nei panni di un vittima, il trauma di
uscire allo scoperto è altrettanto violento, tanto quanto quello fisico
subito. Basti pensare ad un adolescente che per cominciare si ritrova a
raccontare le sue vicissitudini intime e personali di fronte a gente
completamente sconosciuta che compone il grand jury.
di Riccardo Chioni
http://movimentocivilecontrolapedofilia.myblog.it/archive/2009/04/04/scuole-ebraiche-americane-e-scandalo-pedofilia.html
|