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"Notizie dalla Terra Santa"

 

Anno VI - 2010

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Medio Oriente:

 

BLITZ, LA SVOLTA DI ANKARA E LE COLPE DELL'EUROPA

 

LA TURCHIA VUOLE ESSERE PUNTO DI RIFERIMENTO PER NUOVI EQUILIBRI IN M.O.

 

(di Stefano Polli)

(ANSA) - ROMA, 3 giugno 2010

 

 

 La Turchia va per la sua strada. Ed Š una strada che non porta a Bruxelles e ai palazzi delle istituzioni europee.

 

Il nuovo sentiero di Ankara è in realtà un antico sentiero, vecchio di qualche secolo, che la Turchia ha deciso di riscoprire nell' ambizione di tornare ad essere una piena potenza regionale che però non guarda più prevalentemente ad occidente e all' Europa, come forse è accaduto negli anni recenti, ma che adesso torna a guardare a oriente, verso Damasco e verso Baghdad. E anche verso Teheran.

 

Il blitz delle forze israeliane che ha provocato la morte di otto cittadini turchi e di un americano di origine turche tra le sue conseguenze ha avuto quella di accelerare e di rendere probabilmente irreversibile una tendenza già presente da qualche tempo, quella del progressivo allontanamento di Ankara dall' occidente e il suo rientro potente negli equilibri mediorientali. In questa nuova situazione ci sono molte colpe da parte dell' Europa che, chiusa nei sui atavici egoismi nazionali e nella sue visioni mai troppo aperte alle grandi sfide globali di inizio secolo, non ha colto l'occasione di attirare in maniera definitiva la Turchia all'interno delle sue dinamiche politiche e decisionali.

 

Ankara difficilmente potrà mai entrare nell'Unione europea e l'atteggiamento scettico e reticente di Berlino e Parigi è stato vissuto in Turchia molto male, come una ferita aperta nell'orgoglio nazionale di un Paese ritenuto tuttora la sentinella orientale della Nato e il ponte naturale tra occidente e oriente, nell' era difficile del post 11 settembre.

 

Se l'Europa ha le sue colpe ed esce sconfitta con una politica estera comune del tutto inefficace, è facile individuare gli altri sconfitti in questa nuova situazione strategica. Perde sicuramente Israele, che vede allontanarsi l'unico grande alleato regionale, e perde Barack Obama che ha sempre puntato - con una continuità lineare con le precedenti amministrazioni - sulla sponda turca in questo angolo di mondo. Israele aveva in Ankara un partner politico e militare che svolgeva un ruolo efficace di intermediario nei negoziati con la Siria sul Golan. Adesso vede i funzionari turchi volare a Teheran e proporre, insieme al Brasile, un nuovo accordo sul nucleare.

 

Gli Stati Uniti hanno spinto a lungo per una integrazione forte della Turchia in Europa e contavano su Ankara in chiave di rafforzamento della posizione israeliana nel Mediterraneo.

 

Oggi passa probabilmente anche attraverso le parole dei responsabili turchi l'irritazione americana per l'intransigenza israeliana, già emersa e dimostrata recentemente quando Washington non ha bloccato una dura dichiarazione su Israele alla Conferenza sul Trattato di non proliferazione nucleare.

Irritazione ma anche preoccupazione da parte degli Stati Uniti che vedono la Turchia uscire dai binari diplomatici che avevano pensato ed avviarsi verso una politica di cooperazione e buon vicinato verso la Siria e verso l'Iraq, per arrivare fino all' Iran.

 

Con l'Arabia Saudita troppo ferma in un Medio Oriente che si muove velocemente e con un Egitto alle prese con la successione di Hosni Mubarak, la Turchia mira a diventare un punto di riferimento irrinunciabile per i nuovi equilibri mediorientali. E in questa nuova ottica, non c'è più spazio per la collaborazione con Israele che, anzi, potrebbe, agli occhi di Ankara, diventare quasi controproducente.

 

I legami della Turchia con Israele «non saranno mai pi­ gli stessi», ha detto oggi il presidente turco Abdullah Gul, membro, come il premier Recep Tayyp Erdogan, del partito islamico Akp che ha saldamente in mano il potere in Turchia.

 

L' Europa non ha voluto credere fino in fondo alla Turchia.

Israele non ha capito pienamente l'importanza del legame strategico con Ankara.

Gli Usa non sono riusciti a incidere e a convincere gli alleati.

Riavvolgere il nastro della storia adesso è davvero impossibile.

 

(ANSA) PST 03-GIU-10 17:26 NNN

Link a questa pagina: http://www.terrasantalibera.org/turchia_nuovo_riferimento.htm

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