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che esse siano comunque utili fonti di informazione e riflessione
.
Non omologati in alcun schieramento, in rispetto della libertà di pensiero e
d'espressione garantite costituzionalmente, riteniamo irrinunciabile e
giusto dare spazio a molte voci del dissenso, altrove negate.
Il mondo guarda alla crisi di
Gaza con uno sguardo a volte attento soltanto alle considerazioni di
politica internazionale. Ma in questo angolo del Medio Oriente si
consuma innanzitutto una crisi umanitaria i cui protagonisti sono donne
e bambini, la maggioranza delle vittime dell'operazione militare in
corso. In questo video, girato dagli operatori UNICEF a Gaza il 7
gennaio 2009, nel pieno dell'operazione israeliana "Piombo fuso", i
volti e le voci di donne che stanno vivendo questa tragedia sulla loro
pelle.
http://www.unicef.it
A Gaza, gli studenti sono tornati a scuola...ma devono sopportare i
continui tagli all'energia elettrica e la carenza di materiali
scolastici.
A volte seduti al buio o al freddo...provando a studiare alla sola luce
di una candela...gli studenti di Gaza sono lasciati a se stessi, e
faticano a completare gli studi. Il numero di coloro che abbandonano le
scuole è in aumento.
Parla
Mohammed Jendeyyeh, 11 anni:
"Quando c'è la corrente elettrica riusciamo a seguire le lezioni, ma
quando va via la luce è difficile comprendere gli insegnamenti. Quando
siamo a casa a fare i compiti e la corrente viene tagliata, siamo
costretti a usare le candele. Niente altro che candele."
Parla
Alaa Muhaisen 11 anni:
"Quando i tagli all'elettricità colpiscono le aule in cui siamo seduti,
la stanza diventa buia e non riusciamo a copiare quello che c'è scritto
sulla lavagna. E abbiamo difficoltà a capire quello che dice
l'insegnante."
Nelle scorse settimane, l'apertura del confine con l'Egitto e l'accesso
ai suoi negozi hanno dato agli abitanti di Gaza un certo sollievo
psicologico...ma un milione e mezzo di abitanti della striscia di Gaza
ancora dipendono da Israele per le loro provviste.
Inoltre, la scarsità di carburante provoca black-out quotidiani che
durano fino a 8 ore, mentre l'accesso all'acqua corrente è garantito
solo per 4-6 ore al giorno.
Parla
Diana Ayesh, 12 anni:
"A scuola quando fa molto freddo nelle aule e non c'è luce, non
riusciamo a essere concentrati su quello che dice l'insegnante. Alcune
volte i bambini hanno dei malori, soprattutto quelli di prima, seconda e
terza elementare, e tutti facciamo fatica a seguire l'insegnante.
Viviamo come si viveva nei secoli scorsi."
L'UNICEF sta cercando di aiutare i ragazzi a fronteggiare queste
ristrettezze. Ogni giorno distribuiamo acqua potabile a 220 scuole di
Gaza...oltre a materiali didattici di emergenza. Abbiamo inviato anche
100 kit ricreativi per i bambini che vivono in famiglie pesantemente
colpite dai tagli all'elettricità.
Ma tutto ciò non potrà mai sopperire ad alcune funzioni che soltanto la
corrente elettrica può garantire.
Parla
Caroline Katbeh, 14 anni:
"A scuola, per esempio, abbiamo bisogno di usare i computer per le
esercitazioni pratiche nel laboratorio di tecnologia, ma senza
elettricità non siamo in grado di fare nulla. Di conseguenza, abbiamo
meno informazioni e si rallenta l'apprendimento."
I tagli all'importazione di carburanti colpiscono una popolazione già
stremata da mesi di restrizioni e sacrifici...una popolazione per lo più
composta da bambini. Ora sono i bambini quelli che continuano a soffrire
per queste restrizioni...privati come sono del loro diritto fondamentale
a ricevere un'istruzione.
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